Uscite in sala 29 giugno 2017

Uscite in sala 29 giugno 2017

Il “mostro gigante” per eccellenza ritorna in patria e incredibile ma vero arriva addirittura in Italia, anche se solo per tre giorni, a partire da lunedì. Questa è la notizia più importante della settimana, ma non è da sottostimare L’infanzia di un capo di Brady Corbet, già premiato a Venezia un paio di anni fa; infine sempre da lunedì troverete in sala anche tre film di Max Ophüls, regalo di Lab 80 per combattere l’afa…

 

GODZILLA RESURGENCE
di Hideaki Anno, Shinji Higuchi

Incredibile ma vero, da lunedì prossimo e per tre giorni uscirà in sala l’ultimo Godzilla, quello tornato in Giappone (la Dynit lo distribuisce col titolo originale Shin Godzilla, che di significati ne ha molti, per chi mastica la lingua di Yamato); un grande e spettacolare ritorno in pista e in patria per il mostro gigante più amato di sempre, un’occasione a dir poco rara per il pubblico italiano di imbattersi in un blockbuster nipponico. Insomma, che aspettate ad alzarvi dal divano e raggiungere la sala più vicina che lo programma?

Mentre la guardia costiera giapponese investiga su uno yacht abbandonato nella Baia di Tokyo, qualcosa nell’acqua attacca la loro nave. Poco dopo, l’Aqua-Line Baia di Tokyo viene misteriosamente inondata e crolla. Dopo aver visto un video virale che mostra una gigantesca creatura che si muoveva in quella zona, il vice-capo del Segretario del Gabinetto del Giappone Rando Yaguchi si convince che l’incidente sia stato causato da un essere vivente… [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

L’INFANZIA DI UN CAPO
di Brady Corbet

Opera prima dell’attore statunitense Brady Corbet, ambiziosa e insolita, a tratti straniante, L’infanzia di un capo (The Childhood of a Leader) approda nelle sale italiane due anni dopo la presentazione – e la vittoria – nella sezione Orizzonti della Mostra del cinema di Venezia. Un bildungsroman alla rovescia che è metafora del Secolo breve, di quella Età della catastrofe che dalla ricostruzione si è rapidamente inabissata nelle dittature, nel fascismo, nel nazismo, nello stalinismo. Una tragedia storica da camera, volutamente claustrofobica e soffocante. Cast pregevole (Liam Cunningham, Bérénice Bejo, Robert Pattinson, il piccolo Tom Sweet) e sonorità spietate e annichilenti di Scott Walker.

Liberamente ispirato ad un racconto di Jean-Paul Sartre e girato in 35mm, il film racconta, in quattro atti, la vita del piccolo Prescott nella villa vicino a Parigi dov’è alloggiato con i suoi genitori. Il papà, consigliere del presidente americano Wilson, lavora alle stressanti trattative di definizione di quello che diventerà il famigerato trattato di Versailles, appena dopo la fine della prima guerra mondiale. La formazione del carattere di Prescott è segnata da una precoce tensione intellettuale e da frequenti scatti d’ira, che portano inevitabilmente alla continua ridefinizione degli equilibri di potere familiare. Fra le storture e le ipocrisie sociali che avvelenano una coscienza al suo nascere e la preparano ad una sorte colpevole, si consuma lo scontro tra lo sterile e vigliacco mondo maschile dei diplomatici, e dell’ambiguo amico di famiglia Charles Marker, e quello femminile, al contrario vitale e vibrante, che circonda il bambino con le tre profondamente diverse figure di donna che gestiscono la sua vita: l’austera e religiosa mamma, la dolce governante e la fragile insegnante di francese. In quella che è una lampante e allo stesso delicata simbologia del male del fascismo che di lì a poco infetterà l’Europa, la consapevolezza auto-affettiva di Prescott si addensa inesorabilmente nel nichilismo del primo dopoguerra, che alzerà appunto il sipario alle tirannie del XX° secolo. [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

LE ARDENNE – OLTRE I CONFINI DELL’AMORE
di Robin Pront

Le ambizioni ce l’ha pure, questo dramma venato di noir tutto sporco e suburbano, ma Robin Pront non sa rinunciare a infarcirlo di qualsiasi stereotipo culturale e di ‘genere’ vi possa venire in mente. Peccato, perché sia la trama che l’ambientazione avrebbero meritato un trattamento meno dozzinale.

Dave e Sylvie riescono a fuggire da una rapina finita male, ma il fratello di Dave, Kenneth, no. Sarà lui a pagare per tutti e ad affrontare il carcere. Irascibile, irruento ma leale, Kenneth tiene duro perché in testa ha un unico obiettivo: ritrovare, una volta tornato in libertà, Sylvie, la propria donna. Se per lui quattro anni passano inesorabilmente senza cambiamenti, per Sylvie e Dave però non è così. [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

2:22 – IL DESTINO È GIÀ SCRITTO
di Paul Currie

Per gestire guazzabugli spazio-temporali bisognerebbe avere un minimo di cura, esattamente quello che manca a questo raffazzonato thriller diretto dall’australiano Paul Currie; un’opera concettuale che non sa svolgersi a dovere e finisce solo per annoiare lo spettatore, tenuto a debita distanza e ben poco interessato a ciò che avviene sullo schermo.

Dylan Boyd si rende conto che le sue giornate sono scandite dal replicarsi di piccoli eventi apparentemente casuali che si ripetono identici ogni giorno alla stessa ora, in una successione che termina puntualmente alle 2.22 alla stazione del treno. Dylan indaga sullo strano schema in cui il fato sembra aver imprigionato la sua vita, scoprendo un collegamento con un giorno di trent’anni prima in cui una coppia di fidanzati venne assassinata proprio alla stazione. [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

IL TUO ULTIMO SGUARDO
di Sean Penn

Il festival dell’imbarazzo lo vince però questo agghiacciante mélo terzomondista firmato da Sean Penn e che fu accolto da meritatissimi sfottò lo scorso anno a Cannes, dove era addirittura in corsa per la Palma d’Oro! Un’operazione che sfonda le porte del ridicolo e osa ciò che dovrebbe restare inosato, ribaltando in un attimo tutte le buone intenzioni che restano sulla carta, o forse anche prima. Indigeribile.

In Liberia, paese africano falcidiato dalla guerra, il dottore spagnolo Miguel Leon e la dottoressa sudafricana Wren Petersen, direttrice di una ONG, si innamorano l’uno dell’altra. [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

IL PIACERE
di Max Ophüls

Per fortuna a risolevvare gli animi ci pensa Lab 80, che continua nella sua operazione di recupero dal passato presentando al pubblico in sala addirittura tre opere di Max Ophüls, nome con ogni probabilità ignoto alla maggior parte della cinefilia “giovane”; oltre allo straordinario Il piacere troveranno infatti la via della sala da lunedì anche Tutto finisce all’alba (1939), Da Mayerling a Sarajevo (1940). Un’occasione davvero da non lasciarsi scappare.

Il piacere è basato sulla trasposizione cinematografica di tre novelle di Guy de Maupassant: Le Masque, La Maison Tellier e Le Modèle. Gli episodi, due brevi e uno, quello centrale, più lungo, formano un affascinante trittico in cui i pannelli sono autonomi ma uniti da un senso di simmetria, dai richiami tra le sequenze e dalla voce narrante di Jean Servais. I tre racconti ci mostrano, come dice il narratore, tre aspetti che si confrontano con il piacere: l’amore, la purezza e la morte. Un’opera virtuosa, splendido esempio di come il cinema di Max Ophuls abbia una struttura solidissima, il cui asse portante è la passione del maestro per la letteratura e per il teatro, supportata da anni di studio. [sinossi] Immagine anteprima YouTube

 

Questa settimana escono anche Codice criminale (2016) di Adam Smith, Bedevil – Non installarla (2016) di Abel Vang, Burlee Vang, The Latin Dream (2017) di Louis Medina, e Ninna nanna (2017) di Dario Germani, Enzo Russo. Buona visione!

Info
Il sito ufficiale giapponese di Godzilla Resurgence.

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