Wind River
Presentato a Cannes, dopo il Sundance, Wind River è un western contemporaneo, un poliziesco dai contorni drammatici. Sheridan non si limita a intrecciare gli elementi chiave dei due generi, ma riesce ad aggiornare e contestualizzare il mito della Frontiera. Leggi tutto
Happy End
Happy End è il racconto di una disgregazione familiare che è anche crollo di una gerarchia di potere che ha segnato le sorti del mondo occidentale, e dell’Europa in particolar modo. Michael Haneke torna a ragionare su molti topos della propria poetica, marcando una volta di più la distanza da buona parte del mondo cinematografico europeo contemporaneo. Leggi tutto
Napalm
Non più l'Olocausto, ma la Corea del Nord. Claude Lanzmann in Napalm, fuori concorso al Festival di Cannes, cambia radicalmente l'oggetto del suo discorso per costruire una rêverie proustiana e quasi scollacciata: il suo passato amore per un'infermiera nordcoreana. Leggi tutto
La caméra de Claire
Dopo In Another Country, Isabelle Huppert torna a recitare per Hong Sangsoo: La caméra de Claire è una riflessione sulla chiarezza dell'immagine e del discorso meta-cinematografico del cineasta coreano. Leggi tutto
The Meyerowitz Stories (New and Selected)
Famiglie disfunzionali, illusioni e rimpianti. Con The Meyerowitz Stories (New and Selected), Noah Baumbach prosegue la sua indagine sulle umane piccolezze, riuscendo ad essere, anche questa volta, brillante, tenero e un po' crudele. In concorso a Cannes 2017 Leggi tutto
Le redoutable
Godard interpretato da Garrel pontifica sulla falsità del recitare, sulla rivoluzione, sugli operai e i contadini, e ovviamente sul cinema. È Le Redoutable di Michel Hazanavicius, sbalestrato e reazionario sguardo sul padre della nouvelle vague. Incredibile ma vero, in concorso a Cannes 2017. Leggi tutto
The Rider
Un post-western con potenti spunti documentaristici: The Rider di Chloé Zhao è un curioso resoconto del mondo dei rodeo, costruito intorno alla figura di un cowboy che non può più cavalcare. Leggi tutto
Le vénérable W.
Fuori concorso a Cannes 2017, Le vénérable W. di Barbet Schroeder è un documentario sul monaco birmano islamofobico Wirathu che vive più del turbamento prodotto dai suoi contenuti che della presenza dello sguardo del suo autore. Leggi tutto
The Square
Gustosa farsa sulla società contemporanea e le sue ipocrisie, The Square di Ruben Östlund strappa sonore risate, ma la sua missione moralizzante a lungo andare stanca. In concorso a Cannes 2017. Leggi tutto
Walking Past the Future
Tra dramma sociale e melò urbano, Walking Past the Future del cinese Li Ruijun è l'ennesima imitazione malriuscita del cinema di Jia Zhangke. In Un certain regard alla 70esima edizione del Festival di Cannes. Leggi tutto
Okja
In concorso a Cannes 2017, Okja è una fanta-avventura che mescola azione, personaggi caricaturali, buoni sentimenti, genetica, organic food, no global. Un Bong minore, godibile, che si adegua alle linee guida di Netflix. Leggi tutto
A Man of Integrity
L'Iran di A Man of Integrity, il nuovo film diretto da Mohammad Rasoulof e vincitore a Cannes della sezione Un certain regard, è un luogo dominato dalla corruzione, dal pregiudizio, e dalla lotta dei poveri contro i poveri. Mentre il potere gongola soddisfatto. Leggi tutto
120 battements par minute
120 battements par minute è la terza regia di Robin Campillo, storico montatore di Laurent Cantet. Un viaggio nei primi anni '90 e nelle battaglie portate avanti da Act Up-Paris, che cercava di sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema della lotta all'Aids e della prevenzione, sottolineando le scarse politiche portate avanti dal governo e dalla sanità nazionale. Leggi tutto
L’Amant d’un jour
Il cinema di Philippe Garrel si svolge attorno a un lungo e coerente percorso, come conferma anche L'Amant d'un jour, presentato alla Quinzaine des réalisateurs 2017; un film lieve come un amore universitario, doloroso e dolcissimo, che strappa via il cuore. Leggi tutto
Un beau soleil intérieur
Auto-parodica e malinconica riflessione sull'amore, lontanamente ispirata ai Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes, Un beau soleil intérieur segna il ritorno di Claire Denis. Alla Quinzaine a Cannes 2017. Leggi tutto
Visages villages
Agnès Varda continua il suo personale e ogni volta sorprendente e commovente viaggio nella vita/cinema, stavolta in co-regia con l'artista visuale JR: Visages villages, fuori concorso a Cannes 2017. Leggi tutto
Los perros
Serrato e disturbante, Los perros di Marcela Said è un affondo nella società cilena contemporanea, incapace di fare i conti con le colpe dei padri. Alla Semaine de la critique del Festival di Cannes 2017. Leggi tutto
Wonderstruck
In concorso a Cannes 2017, Wonderstruck insegue per due ore la "meraviglia" senza mai raggiungerla. Per la prima volta, il cinema di Haynes sembra incapace di penetrare sotto la superficie delle immagini, incapace di andare oltre la luccicante messa in scena. Leggi tutto
Barbara
Mathieu Amalric cancella con sincero furore iconoclasta gli schematismi del biopic tradizionale con Barbara, sua nuova prova registica dedicata alla chansonneuse francese. In Un certain regard. Leggi tutto
Jupiter’s Moon
Girato come se fosse Il figlio di Saul innestato da Michael Bay, Jupiter's Moon di Kornél Mundruczó, nel voler raccontare la crisi dell'Europa, colleziona una impressionante serie di schizofrenie. Leggi tutto
Loveless
Zvyagintsev non risparmia alla (Madre) Russia una metafora geometrica, spietata. La fuga di casa di un ragazzino si trasforma immagine dopo immagine nel cupo ritratto di una nazione alla deriva, prosciugata politicamente, socialmente e moralmente. In concorso a Cannes. Leggi tutto
Blade of the Immortal
Takashi Miike torna sulla Croisette fuori concorso con Blade of the Immortal, un jidaigeki screziato di horror tratto da un manga di Hiroaki Samura. Un divertissement che mostra il lato più ludico del regista giapponese, che allo stesso tempo torna a ragionare da vicino su tematiche a lui particolarmente care come il concetto di corpo e la coazione a ripetere. Leggi tutto
Les fantômes d’Ismaël
Film d’apertura di Cannes, Les fantômes d’Ismaël torna sui "luoghi del delitto" di Desplechin, tratteggia un’intricata e umorale riflessione sulla vita, sul cinema. Uno script labirintico che si immerge nella sfera intima, nelle atmosfere noir, nelle dinamiche della settima arte. Avvolgente, squilibrato, (im)perfetto. Leggi tutto
Gulistan, Land of Roses
Presentato al Trento Film Festival, Gulistan, Land of Roses è un documentario sulla forza delle donne, sulle combattenti curde che hanno osato sfidare l’ISIS, che sanno guardare la morte con un sorriso. Leggi tutto
Samuel in the Clouds
Vincitore del concorso dell’edizione 2017 del Trento Film Festival, Samuel in the Clouds racconta i cambiamenti climatici del pianeta attraverso la vita solitaria e ormai priva di senso di Samuel. Leggi tutto
La vallée des loups
Film di chiusura del Trento Film Festival 2017, La vallée des loups è un viaggio nella natura impervia alla ricerca dei lupi. La storia dell’ossessione di un uomo che li aspetta neanche fossero Godot. Leggi tutto
Apollo 54
Apollo 54 è un esempio di fantascienza a costo zero, un'irriverente e ironica rilettura di alcuni miti dello sci-fi in chiave romana (gli esterni sono quelli di Manziana e del lago di Martignano), con un uso non banale della computer grafica. Leggi tutto