Non ho l’età
Presentato al Cinema Svizzero a Venezia 2018, dopo un percorso festivaliero partito da Visions du Réel e passato per Solothurner Filmtage, Non ho l'età del giovane filmmaker Olmo Cerri racconta storie di migrazioni tra Italia e Svizzera, partendo dalla canzone cult di Gigliola Cinquetti. Leggi tutto
Rosemary’s Baby
Nel 2018, insieme ai moti studenteschi e operai, si festeggerà anche il cinquantesimo compleanno di Rosemary's Baby di Roman Polanski, tra le pietre miliari della storia del cinema destinata a lasciare un segno indelebile nello sviluppo dell'horror. Un'opera a suo modo inclassificabile, che si muove tra paura psichica e materia del soprannaturale. Leggi tutto
The Congo Tribunal
Presentato alle Giornate del cinema svizzero a Venezia 2018 The Congo Tribunal (Das Kongo Tribunal), l'ultimo lavoro di Milo Rau, che usa ancora una volta teatro e cinema come contenitori degli orrori dell'umanità, mettendo in scena un processo per i crimini di guerra compiuti durante il lungo conflitto civile in Congo. Leggi tutto
Rashomon
Rashomon è il film che svelò al mondo occidentale l'esistenza del cinema giapponese. L'interessamento di Giuliana Stramigioli, la presentazione alla Mostra del Cinema di Venezia, la vittoria del Leone d'Oro, sono tutti elementi entrati nell'immaginario collettivo cinefilo. Ma cos'è Rashomon, a 68 anni dalla sua creazione? Leggi tutto
Touch Me Not
Frutto di sette anni di lavoro e di chissà quanti cambi di direzione, Touch me not è un pretenzioso e pornografico frullato di cliché sul corpo e sulla ricerca di identità, nel quale non si riesce a capire se a voler emergere sia il cinismo della vuota provocazione o il moralismo spicciolo. Orso d'Oro alla Berlinale 2018. Leggi tutto
Andrej Rublëv
Con Andrej Rublëv il cineasta sovietico Andrej Tarkovskij tocca forse i vertici della sua poetica autoriale, in un'opera ascetica e violenta, potentissima. All'interno della retrospettiva Bergman 100, tra i titoli che il regista svedese annoverò tra i suoi preferiti. Leggi tutto
Grass
L'ormai annuale appuntamento festivaliero con Hong Sangsoo avviene quest'anno alla Berlinale, al Forum, dove presenta Grass, ennesimo film sui rapporti uomo-donna che si snoda tra bevute nei tavolini di un bar, tra personaggi del mondo del cinema. Ma ora fa capolino anche la morte... Leggi tutto
Il volto
Tra verità e menzogna, maschera e smascheramento, scienza e fede, teatro e vita, Il volto - girato da Ingmar Bergman nell'estate del 1958 - costruisce il ritratto del cinema quale perfetto meccanismo illusionistico. Leggi tutto
Aurora
Aurora di Friedrich Wilhelm Murnau è, come recita il sottotitolo, la canzone di due esseri umani. Un poema lirico sull'abbandono e la riconquista, sulla tentazione come primo pericolo ma anche unico elemento in grado di restituire vita là dove è sopraggiunta la morte. Un'opera sublime. Leggi tutto
Museo
Orso d'argento alla miglior sceneggiatura alla Berlinale, Museo è una scanzonata somma di heist movie e road movie, basato su un fatto di cronaca del 1985. Un'operina leggera che tuttavia esprime un sentimento nazionale attraverso l'amor proprio dei messicani per il loro patrimonio archeologico. Leggi tutto
Dopo la prova
Tra le ultime opere di Bergman, Dopo la prova è un film televisivo finito al cinema contro il volere del regista. Un momento introspettivo per il grande regista, un bilancio e un primo epitaffio di una vita dedicata al cinema e al teatro. Leggi tutto
Foreboding
Presentato a Panorama Special della Berlinale il nuovo film di Kiyoshi Kurosawa, Foreboding, un ritorno alla tematica dell'invasione aliena e agli ultracorpi, come il precedente Before We Vanish, con cui costituisce un ideale dittico. Il terrore è quantomai domestico, legato ai concetti di amore e famiglia. Leggi tutto
My Brother’s Name is Robert and He is an Idiot
Philip Gröning porta in concorso alla Berlinale un film che in potenza non sarebbe privo di spunti di interesse e stratificazioni. Ciò che però rende inaccettabile My Brother's Name is Robert and He is an Idiot è lo sguardo dell'autore, nel profondo odio nei confronti dei suoi personaggi. Leggi tutto
Season of the Devil
In concorso alla Berlinale l'ultimo film di Lav Diaz, Season of the Devil; ancora una memoria di un cataclisma, ancora un racconto della dittatura di Marcos, ispirato a eventi e personaggi reali, confezionato nell'inedita forma di rock opera. Leggi tutto
Utøya 22. juli
Presentato in concorso alla Berlinale 2018, Utøya 22. juli di Erik Poppe mette in scena con un lungo ed estenuante piano sequenza di settantadue minuti la strage sull'isola norvegese di Utøya. Un tour de force tecnico-artistico... Leggi tutto
Human, Space, Time and Human
Presentato nella sezione Panorama della Berlinale, il ventitreesimo film di Kim Ki-duk "Human, Space, Time and Human" conferma l'involuzione del cineasta sudcoreano. Ambiziosa storia allegorica sull'umanità, e sulla sua tendenza a scivolare verso il Male. Leggi tutto
Transit
In concorso alla Berlinale 2018, Transit trascina lo spettatore in un dedalo di suggestioni, di piani narrativi, di connessioni tra lo scenario della Seconda guerra mondiale e il panorama politico e morale odierno. Leggi tutto
River’s Edge
Presentato alla Berlinale 2018, River's Edge è la trasposizione dell'omonimo manga di Kyōko Okazaki. Ragazzi e ragazze degli anni Novanta a Tokyo, travolti da una solitudine incolmabile. Bulimici e apatici, violenti e masochisti. Leggi tutto
Dovlatov
German Jr. torna alla Berlinale con un biopic sullo scrittore e giornalista Sergei Dovlatov, uno degli autori più popolari del ventesimo secolo, che però subì l'ostracismo sovietico. Una storia in cui si riflette quella del padre del regista, Aleksei Yuryevich German. Leggi tutto
Come te nessuno mai
Quando Gabriele Muccino dirige Come te nessuno mai è il 1999; il nuovo millennio deve ancora arrivare, al governo ci sono i diessini con Massimo D'Alema, la NATO sta bombardando la Serbia. Il G8 di Genova è lontano due anni, ma il sommovimento anche illusorio che porterà alle giornate di protesta è già in atto. Leggi tutto
Come in uno specchio
Primo capitolo della cosiddetta trilogia del silenzio di Dio, Come in uno specchio rappresentò anche il primo deciso passo verso un sempre più complesso studio della luce naturale e verso un asciugamento degli orpelli estetici, per approdare al tipico dramma da camera bergmaniano. Leggi tutto
Las herederas
Opera prima del paraguaiano Martinessi, in concorso alla Berlinale 2018, Las herederas si nutre del ruolo e del corpo di Ana Brun/Chela. Una performance di sofferenza e sottrazione, così legata al proprio corpo, al tempo che passa. Leggi tutto
Luci d’inverno
Secondo e più esplicito capitolo della Trilogia del silenzio di Dio, Luci d'inverno scava con ineguagliabile profondità nelle crisi della Fede e nei tormenti dell'uomo, delineando la personale parabola di Passione di un pastore/padre non più in grado di offrire conforto nemmeno a se stesso. Leggi tutto
Il silenzio
Film scandalo nel '63, censurato in Italia, Il silenzio appare oggi, nella sua carnalità di messa in scena e nel contemporaneo scacco del linguaggio verbale, un fondamentale film di passaggio da una fase all'altra della filmografia di Ingmar Bergman. Leggi tutto
Tootsie
Tootsie di Sydney Pollack, una delle migliori commedie prodotte a Hollywood, non segna solo il punto di incontro tra i pensieri sovversivi della New Hollywood e il pubblico degli anni Ottanta, ma nel cuore dell'ottimismo reaganiano centra l'attenzione sui modi con cui al femminile è concessa l'espressione di sé. Leggi tutto
La leggenda di Gösta Berling
Il finlandese di origine polacca Mauritz Stiller, tra i nomi più lucenti della ricca cinematografia svedese di inizio Novecento, è oramai dimenticato. Con lui rischia l'oblio anche La leggenda di Gösta Berling, il suo capolavoro della maturità, che segna la prima apparizione di rilievo sullo schermo per Greta Garbo. Leggi tutto
La prigione
Primo lavoro di Bergman basato su una sceneggiatura originale, pensato appositamente per il grande schermo, La prigione anticipa molti dei temi successivi del cineasta, esplicitando la tensione morale e spirituale (ma anche l’approccio intimamente pessimista) del suo cinema. Leggi tutto
La notte
Sesso, arte e denaro. In La notte, Michelangelo Antonioni presenta la sua lucida analisi di tre fondamentali problemi borghesi. Senza offrire soluzioni, tanto non ce ne sono. Un film amato da Ingmar Bergman e per questo inserito nella rassegna Bergman 100, organizzata da CSC-Cineteca Nazionale e La farfalla sul mirino. Al Palazzo delle Esposizioni. Leggi tutto
Bande à part
Movies Inspired, seguendo la linea già tracciata da Cinema Ritrovato e Lab 80, riporta in sala in versione restaurata Bande à part di Jean-Luc Godard, uno dei titoli più iconoclasti e celebri tra i primi lavori del cineasta svizzero trapiantato in Francia. Un omaggio ai noir low budget d'oltreoceano, ma non solo... Leggi tutto