The Good Heart
Presentato al Bergamo Film Meeting nella personale sul regista Dagur Kári, The Good Heart rappresenta la trasposizione nel contesto di una New York arrugginita e periferica delle poetiche dell’autore nordico. Leggi tutto
150 milligrammi
Puntando tutto su una istrionica protagonista, 150 milligrammi di Emmanuelle Bercot prende la via lastricata di buone intenzioni del film inchiesta e del biopic esemplare e trasforma la militanza dell’impegno civile in un iter per la canonizzazione. Leggi tutto
Nocturama
Film controverso e maledetto per i francesi, che non l'hanno voluto a Cannes, Nocturama passa in sordina alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Alice nella Città. E, nel raccontare la vicenda di un gruppo di giovanissimi attentatori, Bonello trova la chiave per descrivere il nichilismo contemporaneo. Leggi tutto
Voyage of Time: Life’s Journey
In concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2016, la versione non IMAX della nuova fatica di Terrence Malick. Novanta minuti di immagini reali e digitali che si fondono e confondono per (ri)creare la circolarità della Vita. Leggi tutto
La tartaruga rossa
Presentato nella sezione Un Certain Regard, La tartaruga rossa di Michaël Dudok de Wit è l’ennesimo miracolo artistico e produttivo dello Studio Ghibli, in coproduzione con le francesi Prima Linea Productions, Why Not Production e Wild Bunch. Leggi tutto
Io, Daniel Blake
Palma d'Oro al Festival di Cannes, Ken Loach ritrova quella verve politica e narrativa che sembrava smarrita. Una pellicola imperfetta, che Laverty sovraccarica con eccessi e sottolineature didascaliche, ma saldamente avvinghiata alla quotidianità, alle difficoltà della classe operaia, al perenne conflitto tra Stato e cittadino. Leggi tutto
Quando hai 17 anni
Presentato in concorso alla Berlinale 2016 e scritto a quattro mani da Téchiné e da Céline Sciamma, Quando hai 17 anni riesce a cogliere l’essenza della passione e della giovinezza, tratteggiando personaggi vivissimi. Leggi tutto
11 donne a Parigi
L'esordio nella regia di un lungometraggio di Audrey Dana vuole essere satira collettiva sulla condizione della donna nella modernità; ma non va mai oltre la risata di pancia, che si nutre degli stereotipi più che smontarli. Leggi tutto