The Hedonists
Affiancando alla solita lucidità politica inedite incursioni nel surreale, Jia Zhangke mette ancora una volta in scena le trasformazioni della Cina odierna narrando la “seconda vita” di Liangzi, personaggio già abbandonato dall'amore in Al di là delle montagne e ora licenziato anche in miniera. Fuori concorso a Locarno 2016. Leggi tutto
Il sepolcro indiano
Con Il sepolcro indiano si conclude il dittico avventuroso iniziato da Fritz Lang con La tigre di Eschnapur. Un viaggio ipnotico nel meraviglioso, senza alcun timore. Nella retrospettiva dedicata da Locarno 2016 al cinema tedesco. Leggi tutto
La tigre di Eschnapur
Il primo capitolo del dittico tratto da un romanzo di Thea von Harbou, che si concluderà con "Il sepolcro indiano". Fritz Lang torna a lavorare in Germania appropriandosi del "popolare" ed esaltandone il senso, e la teoria. A Locarno 2016. Leggi tutto
Scream
Scream torna in sala al Fantafestival di Roma in occasione dei venti anni dalla sua produzione, e a poco meno di un anno di distanza dalla morte di Wes Craven. Leggi tutto
La leggenda di Narayama
Presentata in versione restaurata al Cinema Ritrovato, la prima versione cinematografica, di Keisuke Kinoshita, del romanzo La leggenda di Narayama di Shichirō Fukazawa che poi avrebbe adattato anche Shōhei Imamura. Due punti di vista antitetici, tra i due grandi registi giapponesi, per confezionare due altrettanti capolavori. Leggi tutto
Rabid – Sete di sangue
Corpo umano, mutazioni, malattia, sessuofobia. A quasi 40 anni dalla sua uscita in sala Rabid di David Cronenberg è ancora capace di raccontare inquietudini esistenziali in chiave pre-digitale. In blu-ray per Pulp Video e CG. Leggi tutto
Memorie del sottosviluppo
L'intellettuale che vuole "farsi" popolo senza riuscirci: l'eterno dilemma veniva affrontato nel 1968 da Tomás Gutiérrez Alea in Memorie del sottosviluppo, ritratto già disilluso della Cuba di Fidel. Al Cinema Ritrovato 2016. Leggi tutto
Le vacanze di Monsieur Hulot
Dopo Mon oncle e Playtime, torna in sala anche Le vacanze di Monsieur Hulot, nella versione del 1978 voluta dallo stesso Tati. Un albergo, una spiaggia, le voci dei bambini, una macchina scalcinata, una porta che cigola: a partire da pochi elementi audio-visivi Tati costruiva un monumento all'assurdo malinconico del vivere. Leggi tutto