CinquePerDue – Frammenti di vita amorosa

CinquePerDue – Frammenti di vita amorosa

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Cinque episodi. Cinque momenti fondamentali per un percorso che porta dall’amore all’odio. Un percorso inverso. 5X2, CinquePerDue. Due anime che si prosciugano, si inaridiscono. Ozon decide di partire dalla fine, dall’odio, per mostrarci le dinamiche che trascinano verso l’azzeramento della passione, dei sentimenti, del rispetto e della fiducia.

Formule matematiche e formule magiche

I passaggi obbligati di una coppia in crisi. Cinque tappe, cinque momenti fondamentali che ricostruiscono un rapporto distrutto: il divorzio e l’amore quasi rubato, la famiglia che si disgrega, la nascita del figlio, il matrimonio, l’innamoramento. A ritroso nel tempo, per indagare un amore finito… [sinossi]

François Ozon è un arciere infallibile. Scocca le sue frecce con maestria e puntualità. Ma quale è il suo bersaglio? Il nulla per alcuni, la vita per altri. Ozon si odia. O si ama. Raramente suscita indifferenza, la sua unica (si suppone) paura. Dopo il morboso, nebuloso e un po’ noioso Swimming Pool, Ozon realizza probabilmente il lungometraggio che meglio lo rappresenta: CinquePerDue, 5×2, una formula matematica. Una formula fredda. E senza calore non c’è magia.
François Ozon, l’arciere, punta verso il successo. E tira con grande tecnica, ma senza cuore. A ben guardare, lascia indifferenti. Ed è questa la sua peggiore punizione.
5 episodi. 5 momenti fondamentali per un percorso che porta dall’amore all’odio. Un percorso inverso. CinquePerDue. 2 anime che si prosciugano, si inaridiscono. Ozon decide di partire dalla fine, dall’odio, per mostrarci le dinamiche che trascinano verso l’azzeramento della passione, dei sentimenti, del rispetto e della fiducia.

Marion (Valeria Bruni Tedeschi) attraversa a lenti passi un corridoio. Il divorzio, asettica pratica legale, è alle spalle. In fondo al corridoio c’è solo rancore e sesso inutile. Silenzi, sguardi, attese e una sensualità spenta e violenta. Nella camera d’albergo, sepolcro dell’amore, Marion e Gilles (Stéphan Freiss) si abbandonano, tra rabbia ed amplessi. Ozon ha deciso ancora una volta di mostrarci quanto è bravo. E allora ecco un rovesciamento cronologico, una confezione scrupolosa, due attori che gridano, si picchiano, si scopano. E una canzone che incornicia il primo (ultimo) episodio. Anche i musicarelli hanno un’anima…

Non ho mai capito / non sapevo che – che tu, che tu / tu mi amavi ma, – come me / non trovavi mai / il coraggio di dirlo, ma poi…
Una lacrima sul viso, Bobby Solo.

Indifferenza. Siamo tornati un po’ indietro. È il momento della disgregazione del nucleo familiare. Il momento in cui anche un figlio non è più un collante (salvagente) sufficiente. Ozon punta sulla trasgressione à la page. Il fratello gay, l’amante giovane e libertino e l’orgia. La spiazzante confessione di un rapporto marito-moglie che si è consumato fino al superamento di ogni confine. Omosessualità+voyeurismo. La trasgressione per recuperare la fiammella matrimoniale. E alla fine, Tenco cantato dalla Goich. Indifferenza, appunto.

Per un po’ ho cercato in me / l’indifferenza / poi mi son lasciato andare / nell’amore…
Ho capito che ti amo, Wilma Goich.

Ripercorrendo la strada dell’amore appassito, la nascita di un figlio è il momento decisivo. Lo spartiacque tra libertà e responsabilità. Ozon ci mostra il lato inaspettato di un concepimento: il peso della paternità (e delle catene), le ripicche familiari. Sullo sfondo, il rapporto alienante dei genitori di Marion. La loro scelta di far finta di amarsi. Una scelta antica e bugiarda. Il non-amore che trasmette Ozon è figlio della sua fredda accademia. La scelta di infilare la seconda, bellissima canzone di Tenco indispettisce. Scontata e furbetta. E Tenco può non bastare.

E ora / che avrei mille cose da fare / io sento i miei sogni svanire / ma non so più pensare / a nient’altro che a te…
Mi sono innamorato di te, Luigi Tenco.

Altro rovesciamento delle consuetudini matrimoniali. Altra provocazione calcolata. Il quarto episodio, probabilmente il peggiore, smonta definitivamente il gioco di Ozon. La cerimonia matrimoniale diventa una marcia funebre del matrimonio stesso. Gli ideali che dovrebbero generare e sostenere il vero amore sono cancellati con un colpo di spugna. Anche durante la prima notte di nozze non c’è pace. CinquePerDue diventa un film formula. E le formule sono prevedibili.

Ho guardato in fondo al gioco / tutto qui?… Ma – sai – / sono un vecchio sparring partner / e non ho visto mai / una calma più tigrata…
Sparring partner, Paolo Conte.

4+1. Ultimo atto. Ho guardato in fondo al gioco tutto qui? Il gioco è ben congeniato. La coraggiosa e spudorata interpretazione di Valeria Bruni Tedeschi paga. Il revival canoro è grazioso. Sommando pregi e difetti si otterrebbe, in teoria, un buon risultato. Ma il cinema non è una formula matematica. È una formula magica. Ozon è bravo ma non ha coraggio, non ama il rischio. Paradossalmente, rischia di rimanere intrappolato nei suoi film-gioco.

Info
Il trailer di CinquePerDue.
Una sequenza tratta da CinquePerDue.
CinquePerDue sul sito della Bim.
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