Lady Vendetta

Lady Vendetta

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Unendo i temi del rapimento e della prigionia che caratterizzavano i primi due capitoli, Park tratteggia con Lady Vendetta la sua ultima parabola morale, un percorso che attraversa tutte le fasi che conducono dal peccato al riscatto.

I’m sorry, I’m sorry, I’sorry

Geum-ja, una bellissima ragazza che attira gli sguardi di tutti gli uomini che la circondano, diventa all’improvviso famosa per aver rapito e ucciso un bambino di cinque anni. Il suo arresto crea scalpore e il caso diventa una sorta di ossessione per i media. Dopo tredici anni di galera, durante i quali Geum-ja è una prigioniera modello e una grande lavoratrice, la ragazza viene liberata… [sinossi]

La vendetta è un sentimento sterile, un fantasma che invade e corrompe il candore del nostro animo, generando e alimentando un odio implacabile che non conosce perdono. La vendetta è un mostro che si nutre di tragici e dolorosi ricordi senza potersi/poterci mai saziare.
Park Chan-wook ha concluso la sua trilogia: Mr. Vengeance (2002), Old Boy (2004) e Lady Vendetta, senza dimenticare Cut, episodio di Three… Extremes, lussuosissimo horror presentato a Venezia 2004. Come promesso, il regista coreano prosegue la sua riflessione morale, umana e politica, permeandola di un ottimismo – sentimento che emerge con forza dalle dominanti atmosfere grottesche e iperviolente – che risuona come un monito: “più candore”, proposito e richiesta della piccola Jenny (Kwon Yea-young), rivolto a se stessa, alla ritrovata madre e a tutti noi in un bellissimo e poetico primo piano.

Park affonda il coltello – arma prediletta dagli spiriti vendicativi e protagonista di molte pellicole coreane, come Friend, Conduct Zero Wild Card – nelle viscere dello spettatore, trascinandolo in un vortice spietato e grottesco. Unendo i temi del rapimento e della prigionia che caratterizzavano i primi due capitoli, Park disegna con Lady Vendetta la sua ultima parabola morale, un percorso che attraversa tutte le fasi che conducono dal peccato al riscatto, alla ricerca di una rinnovata purezza, di una rinascita spirituale. La giovane Geum-ja (una strepitosa Lee Young-ae), dopo aver ingiustamente trascorso tredici anni in carcere, ha un solo tremendo obiettivo: placare la sua sete di vendetta. Una trasformazione interiore (ma anche esteriore), una negazione della sua umanità che può generare solo distruzione e autodistruzione. Geum-ja, capace di gesti nobili, ha soffocato quella capacità di perdonare che, secondo Park, dovrebbe essere il punto di partenza per una vita e una società migliore.
“Vai a farti fottere” sono le sue prime parole dopo i tredici anni di prigionia. Negli occhi della “dolce Geum-ja” si può leggere l’odio, la lucida follia. Il suo volto ha perso l’originario candore – straordinaria l’intuizione del bianco dolce di tofu, metafora della rinascita spirituale.

Lady Vendetta è un film più corale rispetto ai precedenti: al dolore della protagonista si sommano le tragiche esistenze della prostituta Kim, della rapinatrice Woo, della spia nordcoreana Ko e, soprattutto, dei parenti dei piccoli Se-hyun, Dong-hwa, Jae-kyung, Eun-joo e Won-mo, bambini massacrati senza pietà, anime innocenti – raggelante la sequenza dell’incontro tra Geum-ja e lo spirito di Won-mo. La vendetta genera vendetta, “è una reazione folle, priva di alcuna logica e impossibilitata a condurre a una soluzione positiva”.

Park Chan-wook si avvale, come sempre, di un cast straordinario e di collaboratori di altissimo livello come il direttore della fotografia Chung Chung-hoon. Un ennesimo prodigio tecnico-artistico, contrassegnato da sequenze di rara bellezza. Una tra le tante: il carrello laterale nella strada semi-illuminata in cui si scatena la tenace e irrefrenabile ferocia della protagonista, disposta a tutto pur di difendere la sua bambina – eco del carrello laterale del combattimento nel corridoio in Old Boy. Una pellicola (e una trilogia) imperdibile.

Info
Il trailer italiano di Lady Vendetta.
Lady Vendetta sul sito della Lucky Red.
Il sito ufficiale di Lady Vendetta.
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