La sposa cadavere

La sposa cadavere

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Ispirato a una vecchia fiaba popolare russa, La sposa cadavere unisce il mondo dei vivi e il mondo dei morti, tema costante dell’animazione burtoniana. Settantacinque minuti che condensano e ripercorrono tutto il cinema e le suggestioni di Burton: amore, morte, macabro divertimento, musica, orrore, malinconia, invenzioni visive.

…finché morte non ci separi

Favola nera, favola perfetta. L’universo immaginifico di Tim Burton, costretto in alcuni casi a seguire rotte commerciali (Planet Of The ApesPee-Wee’s Big Adventure), si concretizza attraverso due forme distinte: cinema d’animazione e cinema “dal vero” – senza dimenticare, tra le varie produzioni artistiche dell’autore, la raccolta di racconti macabri Morte malinconica del bambino ostrica e altre storie.

Una croce di bambù rimase sull’arenile, laggiù a ricordare, contro l’onda, la tomba del bambino Ostrica e una breve preghiera scritta sulla sabbia a Gesù che l’avrebbe portato nel cielo, lassù. Ma un’onda d’alto mare, veloce, asciugò la scritta e si prese quella croce, né storta né dritta.
da Morte malinconica del bambino Ostrica

Le incursioni già giovanili di Burton nel mondo dell’animazione – come lo straordinario cortometraggio Vincent, poetico e toccante omaggio a quel magistrale attore che è stato Vincent Price – rappresentano probabilmente l’espressione ideale della sua poetica. Vincent, Nightmare Before Christmas e La sposa cadavere sono intrisi di un’inimitabile atmosfera dark, di sincero ma non ingenuo romanticismo e di una comicità spesso travolgente. Tim Burton è un moderno narratore di favole, erede dei vari Hans Christian Andersen, Charles Perrault, Jakob e Wilhelm Grimm. E le sue capacità creative in fin dei conti sono esaltate, più che dalle ambientazioni (perfettamente riproducibili anche nei set del cinema “dal vero”), dai “piccoli attori” modellati e animati da pregevoli artigiani: Burton è Vincent, è Jack, è Victor. L’animazione a passo uno permette al cineasta californiano di dare vita ai personaggi che popolano la sua fantasia: «l’animazione stop motion mi piace in particolare perché è così tangibile […] È meraviglioso riuscire a toccare e muovere i personaggi, e vedere che il loro mondo esiste realmente». Il contributo di Burton al cinema d’animazione, seppur sporadico, è paragonabile a quello dei vari Miyazaki, Takahata, Kon, Lasseter, Bird, Ōtomo, Norstein, Chomet.

Ispirato a una vecchia fiaba popolare russa, La sposa cadavere unisce il mondo dei vivi e il mondo dei morti, tema costante dell’animazione burtoniana. Victor, timido promesso sposo dell’altrettanto riservata Victoria, dopo aver recitato la sua promessa di matrimonio nel bel mezzo di un funereo bosco, si ritrova sentimentalmente legato a una sventurata sposa cadavere e viene trascinato nel regno dei defunti. Rituali magici, amore vero e un vivacissimo manipolo di trapassati rimetteranno a posto le cose.
Burton, coadiuvato da Mike Johnson (già nel cast tecnico di Nightmare Before Christmas), ha riunito nomi eccellenti: il designer Carlos Grangel, che ha perfezionato i personaggi tratteggiati dallo stesso Burton, i creatori di pupazzi McKinnon e Saunders, ideatori di un meccanismo che permette una vastissima gamma di espressioni facciali, il solito Danny Elfman, autore della colonna sonora, e un invidiabile gruppo di doppiatori – da Johnny Depp a Melena Bonham Carter, da Emily Watson a Christopher Lee.
Il risultato dal punto di vista artistico e visivo è entusiasmante – confermando che il futuro dell’animazione non è indissolubilmente legato alla computer grafica e che le tecniche tradizionali sono immortali – e la poesia nera di Burton può esprimersi pienamente: momenti toccanti, come il primo incontro tra Victor e Victoria o la trasformazione in mille e più farfalle di Emily, si alternano a trovate geniali e trascinanti e a sgargianti sequenze musical. Divertentissima la jam session degli scheletri, un omaggio/citazione del cortometraggio disneyano La danza degli scheletri (Skeleton Dance, 1929, ideato e realizzato da Ub Iwerks e dal musicista Carl Stalling e gioiello che apre la serie musical-sperimentale  dei Silly Symphonies), sequenza che avrebbe amato Ray Harryhausen, tra i padri dell’animazione a passo uno. E poi tutta una serie di perle: il negozio di mani, il verme nell’occhio, i ragni tessitori, l’incontro tra il nonno scheletro e il nipotino, la spassosa citazione di Via col Vento

E, infine, il cagnolino-zombie, presenza irrinunciabile nelle favole burtoniane e gustosa citazione: un incrocio tra il design di Nightmare Before Christmas e il tema del ritorno dall’Oltretomba del cortometraggio Frankenweenie. Settantacinque minuti che condensano e ripercorrono tutto il cinema e le suggestioni di Tim Burton: amore, morte, macabro divertimento, musica, orrore, malinconia, invenzioni visive.

Info
Il sito ufficiale de La sposa cadavere.
Il trailer originale de La sposa cadavere.
Il trailer italiano de La sposa cadavere.
La sposa cadavere su facebook.
La sposa cadavere su IMDb.
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