Valiant – Piccioni da combattimento

Valiant – Piccioni da combattimento

di

Di Valiant, targato Vanguard Animation, non c’è poi molto da dire, vista l’esiguità del prodotto. Storiella facile facile, calibrata su un pubblico di giovanissimi, poche trovate comiche e soprattutto un livello grafico insufficiente, lontano anni luce dai raffinati pixel della Pixar e da quelli eccessivamente sfavillanti della Dreamworks.

Stop The Pigeon How? Stop the Pigeon Now!

Il piccione Valiant, dalla esile corporatura ma dal grande coraggio, si arruola nella Squadra dei Piccioni Viaggiatori di Sua Maestà, durante la Seconda Guerra Mondiale. Circondato da buffi commilitoni, come lo snob Lofty e il maleodorante Bugsy, si ritroverà catapultato in un’importantissima missione al di là della Manica, faccia a faccia con i temibili falchi tedeschi… [sinossi]
Muttley you snickering floppy eared hound,
When courage is needed, you’re never around!
Those medals you wear on your moth-eaten chest,
Should be there for bungling at which you are best!
So, Stop The Pigeon, Stop The Pigeon,
Stop The Pigeon, Stop The Pigeon,
Stop The Pigeon, Stop The Pigeon
Stop that Pigeon How?
Nab him – jab him – tab him – grab him,
Stop that pigeon now!

Passati gli anni in cui l’animazione in computer grafica veniva guardata come una sorta di imbarbarimento del cinema – il computer, in fin dei conti, è sempre osservato con sospetto, in attesa di una fantomatica ribellione sulla scia di HAL9000 – e digeriti dal pubblico e poi dalla critica i primi lungometraggi della Pixar, è oramai iniziata una sorta di età dell’oro della cgi: gli spettatori accorrono, i cinefili quasi quasi non storcono il naso e i produttori tirano fuori i soldi e poi gongolano. Sarebbe interessante e divertente risalire alle prime spietate analisi di Toy Story, sagaci come le previsioni di una prematura scomparsa dell’animazione tradizionale, ma è più utile riflettere sulla recente proliferazione delle pellicole in computer grafica, con un conseguente, almeno per il mercato nordamericano e europeo, crescente disinteresse produttivo nei confronti delle tecniche tradizionali.
Dopo i colossi americani, dai pregevoli lungometraggi della Pixar (Alla ricerca di Nemo, Gli Incredibili) ai meno convincenti film targati Dreamworks (Shrek 2, Shark Tale), anche il mercato europeo sembra pronto a dare la caccia alla gallina dalle uova d’oro: ecco, allora, i primi timidi tentativi, da Gaya di Lenard Fritz Krawinkel a Valiant di Gary Chapman, fino all’ambizioso progetto dell’emergente Dario Picciau, di cui si attende con curiosità, dopo il discusso mediometraggio d’esordio L’uovo (2003), l’annunciato Dear Anne. E se per il film del teutonico Krawinkel, non particolarmente ispirato ma salvato da una discreta qualità grafica, si poteva parlare di non disprezzabile primo passo, ben diverso è il discorso per Valiant – Piccioni da combattimento, prodotto inglese, vagamente sorretto da Mamma Disney.

Divagazione: alcuni anni addietro si vociferava di un investimento strategico nella computer grafica della Casa del Topo, decisa a liberarsi della fastidiosa Pixar e di entrare prepotentemente nel mercato proprio con questa storiella di eroici piccioni: della Disney rimane solo una vaga traccia nel pressbook, segno delle strategie che cambiano, dei finanziamenti che si riducono e della cronica indecisione degli eredi di zio Walt, spiazzati da Lasseter e soci, incapaci di sfruttare a loro favore il fenomeno Miyazaki e, soprattutto, colpevoli di aver abbandonato l’animazione tradizionale.

Di Valiant – Piccioni da combattimento, targato Vanguard Animation, non c’è poi molto da dire, vista l’esiguità del prodotto. Storiella facile facile, calibrata su un pubblico di giovanissimi, poche trovate comiche e soprattutto un livello grafico insufficiente, lontano anni luce dai raffinati pixel della Pixar e da quelli eccessivamente sfavillanti della Dreamworks. Anche dal punto di vista del character design, i personaggi non vanno al di là del prodotto per famiglie, assestandosi sull’appena abbozzato, il superficiale e il visto e rivisto – l’idea di partenza (eroici piccioni inglesi durante la Seconda Guerra Mondiale) è sicuramente interessante, ma avrebbe richiesto, oltre a una confezione migliore, un taglio più adulto e una scrittura più ispirata.

La vera nota dolente è rappresentata dai fondali, spesso imbarazzanti. Dopo un incipit abbastanza promettente (la missione fallita a pochi battiti d’ali dalle bianche scogliere di Dover, sequenza tecnicamente discreta e ammantata di una cupa atmosfera), emergono i limiti di ambienti in cgi poveri di dettagli e appiattiti – si veda, ad esempio, l’ospedale da campo, già set virtuale di una melensa storia d’amore.
Non sono sufficienti alcune citazioni (da Patton, generale d’acciaio di Schaffner fino ad Armageddon di Bay) per risollevare un film che era nato sotto ben altri auspici. Palese dimostrazione, anche se non dovrebbe essere necessario, che l’animazione in computer grafica non è sinonimo di maggiore qualità o maggiori incassi o maggior facilità di realizzazione, ma è solo una delle tante tecniche possibili, come l’animazione tradizionale, a passo uno, cutout, silhouette e via discorrendo. Per chi volesse restare nel campo dei piccioni animati, meglio fare qualche salto indietro e ripiegare sulla demenziale serie per il piccolo schermo Dick Dastardly and Muttley in Their Flying Machines.
Medaglia… medaglia!

Info
Il trailer originale di Valiant – Piccioni da combattimento.
Il trailer italiano di Valiant – Piccioni da combattimento.
Il sito della Vanguard Animation.
  • Valiant-2005-Gary-Chapman-01.jpg
  • Valiant-2005-Gary-Chapman-02.jpg
  • Valiant-2005-Gary-Chapman-03.jpg
  • Valiant-2005-Gary-Chapman-04.jpg
  • Valiant-2005-Gary-Chapman-05.jpg
  • Valiant-2005-Gary-Chapman-06.jpg
  • Valiant-2005-Gary-Chapman-07.jpg
  • Valiant-2005-Gary-Chapman-08.jpg
  • Valiant-2005-Gary-Chapman-09.jpg
  • Valiant-2005-Gary-Chapman-10.jpg
  • Valiant-2005-Gary-Chapman-11.jpg
  • Valiant-2005-Gary-Chapman-12.jpg
  • Valiant-2005-Gary-Chapman-13.jpg

Articoli correlati

  • Roma 2016

    Cicogne in missione RecensioneCicogne in missione

    di , Evanescente quanto innocuo, Cicogne in missione soffre in parte dei suoi (dichiarati) limiti di concezione, ma anche di una sceneggiatura che non si preoccupa della coerenza e della credibilità del suo universo.
  • Venezia 2016

    Pets-Vita-da-animaliPets – Vita da animali

    di , Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2016, Pets – Vita da animali di Chris Renaud e Yarrow Cheney non aggiunge nulla di realmente significativo alla filmografia e alle strategie della Illumination Entertainment.
  • In sala

    L’era glaciale – In rotta di collisione

    di , Sempre fedele a se stessa, inevitabilmente invecchiata nel contesto della moderna animazione, la saga targata Blue Sky arriva con L’era glaciale - In rotta di collisione ad un quinto episodio stanco ed evanescente.
  • Animazione

    Il piccolo principe

    di Presentato a Cannes, The Little Prince di Mark Osborne rilancia le ambizioni produttive dell’animazione europea, soprattutto francese. Più dei limiti narrativi, ci interessano l’utilizzo della stop motion e la coesistenza con la computer grafica.
  • Animazione

    Rio 2 – Missione Amazzonia

    di Tornano sul grande schermo le avventure di Blu e Gioiel: stavolta i due macao blu viaggeranno nel cuore dell'Amazzonia...
  • Animazione

    La scuola più pazza del mondo

    di Nella scuola elementare St. Claire arrivano in visita tre simpatiche bambine: la peste Mako, la vanitosa Miko e la secchiona Mutsuko...
  • Animazione

    Cattivissimo Me 2

    di , L'ex-supercattivo Gru, attorniato dalle tre figlie e dalla solita fiumana di buffi e pasticcioni minion, dovrà rimettersi in azione per sventare un piano criminale (supercriminale!) e salvare il pianeta. Ma l'impresa più ardua sembra essere quella paterna. E materna...
  • Animazione

    Epic – Il mondo segreto

    di Mary Katherine, un'adolescente che ha perso la madre e che deve ricucire il rapporto con l'eccentrico padre, scopre casualmente un mondo fantastico nel bosco...
  • Animazione

    gladiatori-di-romaGladiatori di Roma

    di Lo script è la cartina tornasole di un progetto che scimmiotta gli schemi triti e ritriti dell’animazione in CG della DreamWorks e della Blue Sky: una trama esile, quasi invisibile, un frullato che mescola Jovanotti e Batman, Tina Turner e doping, fanciulle con curve mozzafiato e gladiatori paffuti...
  • Animazione

    lera-glaciale-4L’era glaciale 4 – Continenti alla deriva

    di , Il cataclisma continentale causato da Scrat spinge gli amici Manny, Diego e Sid ad affrontare l'avventura più grande. A bordo di una zattera-iceberg, incontreranno diverse creature marine e affronteranno i pirati, ma soprattutto scopriranno un nuovo mondo...
  • Animazione

    happy-feet-2Happy Feet 2

    di , , Superiore all'originale ma lontano anni luce da uno standard narrativo accettabile, Happy Feet 2 scivola nel consueto e malsano meccanismo di troppa animazione in computer grafica: un susseguirsi di siparietti e gag...
  • Animazione

    Rio RecensioneRio

    di Blu è un ara macao strappato in fasce alla giungla brasiliana. Trasferito nel freddo inverno del Minnesota in seguito a un incidente, viene soccorso e adottato da Linda, fanciulla appassionata di libri e della vita sedentaria...
  • Archivio

    L’era glaciale 3 – L’alba dei dinosauri

    di Giunta al suo terzo capitolo, con L'era glaciale 3 - L'alba dei dinosauri, la saga con protagonista il bradipo Sid mostra pesantemente la corda. Unico motivo d'interesse: l'uso a tratti sensato del 3D.
  • Animazione

    gayaGaya

    di , Il livello tecnico di Gaya è a suo modo promettente e apre spiragli di speranza. Il lungometraggio di Krawinkel e Tappe è significativo per quello che potrebbe essere il futuro dell'animazione in computer grafica europea.

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento