This Is England

This Is England

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This Is England è l’accorata rappresentazione di una generazione, di una sconfitta politica, di un dramma sociale, di un paese che si sta indebolendo e che non riesce a proteggere i soggetti più fragili.

Shane, Shaun e gli altri ragazzi delle Midlands

Estate 1983. Il dodicenne Shaun, orfano di padre, caduto durante la guerra delle Falkland, è un ragazzino solitario. Un giorno si imbatte in un gruppo di skinhead e, inaspettatamente, viene accolto a braccia aperte. Il malinconico Shaun ha trovato finalmente degli amici e dei modelli maschili di riferimento… [sinossi]
La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso.
La storia siamo noi, siamo noi queste onde nel mare,
questo rumore che rompe il silenzio,
questo silenzio così duro da masticare.
Francesco De Gregori, La storia siamo noi

Shane Meadows, giovane e talentuoso regista inglese, non è ancora un autore particolarmente noto al di fuori dei confini nazionali. In Italia, per esempio, poco si è visto della sua filmografia (già corposa, considerando l’età). Due sole le pellicole che, con fugace passaggio, il nostro pubblico ha potuto valutare: l’apprezzato Ventiquattrosette (24 7: Twenty Four Seven, 1997) e l’assai criticato C’era una volta in Inghilterra (Once Upon a Time in the Midlands, 2002, conclusione della cosiddetta “trilogia delle Midlands”, composta dai suddetti titoli e dal cult A Room For Romeo Brass del 1999). Per pochi, infatti, l’interessante e crudo Dead Man’s Shoes, presentato alle Giornate degli Autori di Venezia 2004.
Adesso la situazione potrebbe (dovrebbe!) cambiare, visto il largo consenso ottenuto dall’ultimo lungometraggio, l’intenso e commovente This is England, visto alla neonata Festa del Cinema di Roma. Si attende una degna distribuzione nelle sale del Bel Paese.

This Is England conferma, anzi moltiplica, le buone impressioni su Meadows, regista autodidatta sulla scia, banalizzando, di Ken Loach, di quel cinema anglosassone politicamente e socialmente impegnato, della poetica della working-class. Giova ricordare che il cineasta ha abbandonato la scuola ancora adolescente e che ha iniziato la sua carriera realizzando con ritmo assai intenso cortometraggi interpretati da amici e conoscenti. Traspare, in buona sostanza, nel cinema di Meadows un forte, fortissimo, coinvolgimento emotivo, personale. Shane Meadows racconta la “sua” Inghilterra, le “sue” Midlands.
This Is England è l’accorata rappresentazione di una generazione, di una sconfitta politica, di un dramma sociale, di un paese che si sta indebolendo e che non riesce a proteggere i soggetti più fragili. È un film sull’Inghilterra della Lady di Ferro, la amata (da alcuni) e odiata (da tanti altri) Signora Thatcher, sulla sporca e inutile guerra delle Falkland (in realtà, Malvinas) – isolette che hanno rinvigorito lo spirito patriottico e nazionalistico degli inglesi, aprendo la strada alla schiacciante vittoria elettorale dei tory nelle elezioni (anticipate) del giugno 1983: da qui la completa attuazione del drastico programma politico della Thatcher, con benefici su PIL e inflazione e disastri sui servizi sociali e con un aumento incontrollato (ma assai prevedibile) delle disuguaglianze economico-sociali…

This Is England è anche, e prima di tutto, il commovente e incredibilmente realistico ritratto di un ragazzino e dei suoi amici: l’edificante storia del dodicenne Shaun (molto c’è di Shane Meadows) e degli amabili skinhead che lo accolgono a braccia aperte. This Is England racconta della necessità di un punto di riferimento per la crescita di un ragazzino, della assoluta necessità del singolo di trovare (e riconoscersi, nonostante le differenze) un gruppo per difendersi e sopravvivere. E nella ricerca dell’altro, come mostra con rara efficacia Meadows, si può trovare la propria strada ma si possono anche compiere errori, a volte irreparabili. Perché l’altro non è sempre un fratello, ma può essere un bastardo travestito da padre.
Shane Meadows riversa in questo film tutto il suo credo politico, la sua umanità e la sua esperienza di vita, descrivendo e raccontando realtà (dal microcosmo personale fino al macrocosmo politico e sociale) che conosce bene. Sempre sceneggiatore dei suoi film, Meadows confeziona un lungometraggio ammirevole dal punto di vista della scrittura: dialoghi e situazioni memorabili e personaggi a trecentosessanta gradi, di raro spessore umano. This Is England funziona sia nei toni drammatici che nei momenti brillanti: l’esempio più alto, probabilmente, è la costruzione della sequenza del confronto in macchina tra  Combo (uno straordinario Stephen Graham) e Lol (Vicky McClure). In soli due minuti Meadows riesce a penetrare la controversa e complessa personalità di Combo, “cattivo” e fragilissimo skinhead: Meadows non condanna i suoi ragazzi, anche i più disperati, semmai smaschera e accusa i veri colpevoli, quelli che sobillano i ragazzetti di periferia, con discorsi retorici e bandiere, aspettando paciosi che i loro “figliocci” si sporchino le mani di sangue.

Lord Shane Meadows of Eldon ci regala, grazie alla scrittura, al talento visivo e allo spessore umano, un film dal grande, immenso cuore: non ci sono sequenze o fotogrammi che non siano intrisi di sincerità, coerenza e passione. E oltre al cuore, Meadows ha indubbiamente cervello e capacità tecniche: calzante e incalzante la cornice narrativa (siamo nel 1983) con un’apertura dirompente (il rock, Supercar, Lady D, la Lady di Ferro, le proteste dei lavoratori, i videogame e via discorrendo) e un finale splendido e rigoroso (il montaggio delle immagini di repertorio della vittoria delle Falkland, le armi, i cadaveri, e poi una bandiera che finisce in acqua). E poi la colonna sonora (Ludovico Einaudi), la recitazione intensa e ispirata dell’intero cast, le citazioni cinefile, le toccanti scene d’amore tra il piccolo Shaun e la bizzarra Smell e tutto quel che segue.
This Is England è un cuore pulsante. È un piccolo capolavoro.

Info
Il trailer italiano di This Is England.
This Is England su facebook.
This Is England sul sito di Officine UBU.
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