The Nines

The Nines

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The Nines è un videogioco, un life-game, in cui si può esistere a patto che l’irrealtà non sostituisca la realtà. Un mondo al bivio scandito da incroci e da ribaltamenti, insistentemente regolato da uno stop and play che separa il passo dell’essere da quello dell’apparire. Una metafora della vita. Presentato alla Settimana della Critica di Venezia 2007.

Puoi essere chiunque ma non puoi essere vero

Il film è diviso in tre capitoli incentrati su tre uomini (interpretati tutti da Ryan Reynolds) che cercano di scoprire il segreto di strani eventi nelle loro vite, a volte sovrapposte… [sinossi]
La mente ha esattamente lo stesso potere delle mani:
non solo di afferrare il mondo, ma di cambiarlo.
– Woodrow Wilson

L’originalità di un film molto spesso è legata a un’incognita, a quello che non si conosce e che quindi non ci è possibile prevedere, e se qualcuno ha scelto di svelare quest’incognita in maniera del tutto singolare, ciò che accade è che una semplice idea cinematografica può trasformarsi in un film fuori dell’ordinario. Un film extra-ordinario, infatti, fa qualcosa di inaspettato: crea un suo spazio nuovo, unico, quasi tangibile, un posto che non solo non ti aspettavi ci fosse, ma dentro al quale improvvisamente ti accorgi di essere finito dentro.
The Nines, del regista americano John August (sceneggiatore assiduo degli ultimi film di Tim Burton: Big Fish, La fabbrica di cioccolato, La sposa cadavere), presentato all’interno della Settimana della Critica della 64ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, questo spazio intorno lo ricrea perfettamente, o quasi… diciamo che da uno a dieci lui arriverebbe al massimo a 9.

Naturalmente non stiamo assegnando un voto al film o parlando della sua possibile riuscita, tutt’altro, ci stiamo riferendo al sistema The Nines, entro cui l’intero film si muove. Un sistema basato su una legge gerarchica per cui l’appartenenza di una specie vivente (umana o non) a un determinato numero compreso tra uno e dieci determina la sua assoluta superiorità o inferiorità sulle altre. Una teoria-simbolo che sancisce la naturale facoltà di poter esercitare il proprio potere su altri, di controllarli, re-inventarli o addirittura impersonarli. Ma il sistema The Nines non si fonda solamente su questo principio di predominanza, semmai su un altro concetto altrettanto sostanziale, in base al quale la perfezione può appartenere ai soli dieci, e ciò che risulta essere inferiore, quindi incompleto, divenga automaticamente imperfetto e del tutto irreale, poiché la sola perfezione può essere considerata reale. In The Nines si può quindi essere migliori, più evoluti e più potenti, ma se imperfetti non si può essere veri.

Ciò che accade a Gary, dunque, protagonista del film essere quasi divino appartenente ai 9 (entità-specie quasi perfette), è di finire in un mondo che lui stesso ha creato in cui vivere identità diverse. Nei tre episodi che compongono il visionario film di August, Gary è difatti il protagonista di tre vite umane diverse aventi però tutte la stessa faccia: prima è un attore famoso rinchiuso in una casa a protezione vigilata per aver abusato di alcol e di droghe; poi un autore televisivo in piena ascesa al centro di un reality che lui stesso ha ideato; infine un valente padre di famiglia creatore di videogiochi di successo.
Identità forti che si sviluppano e che s’incrociano su binari paralleli che Gary ignora e che via via segneranno in lui dei punti di congiunzione che lo porteranno a scoprire di essere solamente un’invenzione, e di dover necessariamente ritornare alla sua unica origine, non umana: quella dei nove.

Un film che si avvale di una costruzione narrativa molto avvincente, arricchito da diversi stili registici (legati ai tre diversi episodi), che non solo caricano il susseguirsi incontrollato della storia, ma che mantengono nello spettatore una sensazione sempre viva di disorientamento e di incertezza, alimentata dalla necessità di dover rimettere insieme i pezzi come se egli stesso fosse parte del gioco.
The Nines è un videogioco, un life-game, in cui si può esistere a patto che l’irrealtà non sostituisca la realtà. Un mondo al bivio scandito da incroci e da ribaltamenti, insistentemente regolato da uno stop and play che separa il passo dell’essere da quello dell’apparire. Una metafora della vita, dentro la quale si può davvero essere chiunque, ma in cui prima di tutto bisogna essere se stessi. Chissà se Mr August c’è mai riuscito…

Info
Il trailer di The Nines.

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