The Last Winter

The Last Winter

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Con The Last Winter Fesseden si conferma regista maturo, in grado di affrontare i temi a lui più cari in chiave orrorifica e sfruttando in pieno le atmosfere a lui più congeniali. Un cineasta coraggioso, intrepido e cronenberghianamente coerente. Un film che rimane dentro, che trova persino il tempo di concedersi momenti di poesia e di cinema puri.

La morte bianca

Tundra artica, 1968. La KIK Corporation effettua una serie di trivellazioni in un territorio inesplorato e chiude le informazioni scoperte nel sottosuolo in una cabina bianca. Alaska, giorni odierni: la compagnia petrolifera americana North Industries realizza, con grande dispendio economico, una base di controllo e supervisione per mappare la regione. Tutto sembra andare per il meglio, ma un giorno giunge alla base il geofisico James Hoffmann che, compiendo dei rilevamenti, scopre che le temperature si stanno insolitamente alzando… [sinossi]

Oltre a essere un attore piuttosto conosciuto, Larry Fessenden è un grande, grandissimo regista. La sua carriera di cineasta comprende unicamente quattro film, ma tutti contengono un’idea di cinema lucida-ludica, un potere visivo che travalica drasticamente le barriere del mainstream. Il lavoro d’esordio è No Telling, sorta di rivisitazione del mito di Frankestein, mentre Habit è una personale reinterpretazione della figura del vampiro, in maniera particolare quello urbano, già proposto da Abel Ferrara in The Addiction, laddove le potenzialità insite nella figura del non-morto portavano a conclusioni tutte contemporanee e politicamente realiste.
Il terzo film è anche l’unico reperibile in Italia, Wendigo, disponibile in dvd, un’opera che sfoggia una messa in scena semplice ma efficace, volutamente materica, dove la capacità del regista di dar vita ad atmosfere inquietanti trova la sua perfetta collocazione in scenografie montane che ricordano in più di un’occasione quelle de La casa di raiminiana memoria. Eppure l’apparato di genere non prende mai il sopravvento e si mantiene solida la struttura concettuale portata avanti da Fessenden, che approfondisce le implicazioni circa il labile confine sogno-realtà, innestata all’interno di un discorso sulla famiglia e sulla crescita (forzata) di un bambino (vero protagonista della pellicola). In The Last Winter, Fessenden prosegue il suo discorso metafisico, immergendolo come al solito all’interno di un impianto horror ma arrivando ancora una volta a risultati visivo-espressivi di incredibile impatto.

The Last Winter si svolge in Alaska, in mezzo ai ghiacci, dove una stazione di ricerca si trova ad affrontare una situazione di crisi inspiegabile. Più che nei suoi lavori precedenti, Fessenden opera a livello figurativo sfruttando il bianco della neve e il vuoto dello spazio, che si fa corrispettivo oggettivo di quello dei personaggi, citando in più di un’occasione La cosa carpenteriana. Nel mettere in scena la distruzione sociale ad opera di forze sconosciute, prima a livello micro, nel finale sul piano macro, il regista finge di fare un discorso pseudo-ecologista per parlare in realtà della desolazione dell’essere umano, di quanto sia difficile poter instaurare legami, di quanto la società contemporanea abbia un ruolo determinante nell’infelicità individuale.

In anticipo rispetto a E venne il giorno di Shyamalan, Fessenden trova anche il tempo di fare davvero paura, senza troppi effetti speciali ma con il semplice uso dell’immagine, del movimento di macchina, del suono e della fotografia. Fra le sequenze memorabili: quella in cui il gruppo vede la registrazione del ragazzo morto, la prima folata di vento, quando Abby rimane sola, circondata da cadaveri e corvi, l’ultimo volo di Hoffman, l’apocalittico, imprevedibile, geniale e radicalmente pessimista finale.
Con The Last Winter Fesseden si conferma regista maturo, in grado di affrontare i temi a lui più cari in chiave orrorifica e sfruttando in pieno le atmosfere a lui più congeniali. Un cineasta coraggioso, intrepido e cronenberghianamente coerente. Un film che rimane dentro, che trova persino il tempo di concedersi momenti di poesia e di cinema puri.

Info
Il trailer originale di The Last Winter.
La scheda di The Last Winter sul sito della casa di produzione Antidote.
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