Machan – La vera storia di una falsa squadra

Machan – La vera storia di una falsa squadra

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Dopo il coreano Forever the Moment, serioso resoconto delle imprese e delle sventure delle giocatrici della nazionale asiatica, ci prova il noto produttore Uberto Pasolini, raccontando coi toni ben più leggiadri di Machan il miracolo sportivo-migratorio della fantomatica nazionale dello Sri Lanka. In entrambi i casi, ci verrebbe da dire, la pallamano avrebbe forse meritato maggior fortuna. Presentato alle Giornate degli Autori di Venezia 2008.

La pallamano e l’arte della fuga

Sri Lanka, una bidonville a Colombo. Senza soldi e senza futuro, un gruppo di disperati ai margini della società trova in un torneo di pallamano in Baviera la risposta alle loro preghiere, un biglietto di sola andata verso l’Occidente e la ricchezza che potrebbe risolvere tutti i loro problemi… [sinossi]

Tra le tante discipline sportive portate sullo schermo, la pallamano, sport non tra i primissimi come numero di praticanti, non ha goduto certamente di molte trasposizioni. Il confronto con il parente ricco basket è infatti impietoso. Singolare trovarsi nuovamente di fronte, nel breve volgere di una stagione festivaliera, a due pellicole che provano a raccontare da punti di vista assai differenti questo gioco di squadra – tra l’altro, assai appassionante, almeno nella pratica. Dopo il coreano Forever the Moment, serioso resoconto delle imprese e delle sventure delle giocatrici della nazionale asiatica, ci prova il noto produttore Uberto Pasolini (Full Monty, I vestiti nuovi dell’Imperatore), raccontando coi toni ben più leggiadri di Machan il miracolo sportivo-migratorio della fantomatica nazionale dello Sri Lanka. In entrambi i casi, ci verrebbe da dire, la pallamano avrebbe forse meritato maggior fortuna.

Curiosa coproduzione che ha coinvolto Italia, Germania e Sri Lanka, Machan – La vera storia di una falsa squadra percorre la strada della comicità, seppur infarcita di buoni sentimenti e di quel classico spirito di rivalsa sociale che contraddistingue buona parte del cinema sportivo. Il lungometraggio di Pasolini alterna infatti momenti più o meno riusciti di puro divertimento a sequenze che cercano di illustrare, piuttosto che approfondire, la difficile situazione socio-economica di un paese in lenta via di sviluppo. L’operazione, almeno in partenza, sarebbe assai sfiziosa visto il soggetto bizzarro e ricco di spunti narrativi: ciò che manca, a nostro parere, è una regia ispirata, una mano più esperta del pur bravo produttore – il tentativo di Pasolini dietro la macchina da presa merita rispetto, ma continuiamo a credere, salvo rarissime eccezioni, che i ruoli e le professionalità abbiano il loro ben preciso significato.

Tranne alcune sequenze (su tutte, l’entrata in squadra dei due poliziotti e la scena finale), Machan non brilla per gag e tempi comici e non convince quando cerca di affrontare tematiche di un certo spessore. Le due anime, comica e drammatica, rimangono inevitabilmente divise, pressochè inconciliabili. E se le disavventure dei vari Stanley, Manoj, Suresh, Piyal e via discorrendo strappano qualche risata (certo, la prima sconfitta 71 a 0 è memorabile), lascia perplessi la scelta di inserire abbastanza frettolosamente accenni a problemi razziali o di altra natura (si veda, ad esempio, la sequenza del primo allenamento), senza un’adeguata cornice eo preparazione. Pasolini sembra più attento a condire il lungometraggio con una serie di buoni agganci per il grande pubblico, piuttosto che a costruire un’opera cinematografica dal più ampio respiro. E qui si aprirebbe un lungo e probabilmente sterile discorso sulla collocazione festivaliera di una pellicola come Machan – La vera storia di una falsa squadra. Dal punto di vista produttivo siamo abbastanza sicuri che Pasolini potrà essere più che soddisfatto. Ma questo è un altro discorso…

Info
Il trailer italiano di Machan – La vera storia di una falsa squadra.
La scheda di Machan sul sito delle Giornate degli Autori.
Il sito ufficiale di Machan – La vera storia di una falsa squadra.
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