Hooked
di Adrian Sitaru
Hooked di Adrian Sitaru, presentato alle Giornate degli Autori, conferma lo splendido stato di salute del cinema rumeno; un esordio rimarchevole, che scava nella quotidianità borghese rumena e la scandaglia attraverso il racconto di un picnic domenicale.
L’esca viva
Un picnic domenicale sembrava poter essere il modo migliore per Mihai e Sweetie per trascorrere un po’ di tempo insieme e per riconciliarsi. Ma una serie di strani e inaspettati eventi trasforma un po’ alla volta questa giornata in una serie di situazioni piuttosto spiacevoli… [sinossi]
Avremmo potuto aprire questa recensione con un elogio alla vitalità del cinema rumeno contemporaneo, ma non lo faremo: crediamo infatti che la scena di Bucarest non possa più essere motivo di sorpresa per chicchessia, e che i nomi dei vari Mungiu, Porumboiu, Muntean, Puiu (per non parlare del compianto Cristian Nemescu) stiano lì a dimostrare come la tanto agognata rinascita dell’industria cinematografica dei Carpazi dopo i dissesti economici e politici che fecero collassare il sistema rumeno in seguito alla caduta dell’Unione Sovietica sia oramai una realtà ben più che solida.
A confermare tacitamente la nostra opinione è giunto, dall’altalenante programma delle Giornate degli Autori che ha finora visto uno a fianco all’altro piccole gemme (Stella di Sylvie Verheyde), prodotti medi (Nowhere Man di Patrice Toye) e fragorose delusioni (l’indifendibile Machan di Uberto Pasolini), Pescuit sportiv/Hooked; questo esordio, per quanto il regista Adrian Sitaru venga da un buon decennio di mediometraggi e lavori per la televisione, si insinua nella realtà rumena contemporanea raccontandola con uno stile che si dimostra allo stesso tempo brutale, ironico ed estremamente basico. Attraverso una “pazza giornata di vacanza” in cui una coppia borghese si trova suo malgrado a dover trascorrere un picnic in compagnia di una sagace prostituta, Sitaru non solo racconta, con una schiettezza destabilizzante, i riti (im)propri dei rapporti interpersonali e le fragili sovrastrutture mentali alle quali ci si affida per portare avanti le proprie vite, ma riesce a dire qualcosa di assolutamente non banale sull’importanza della messa in scena e sulla vacuità e l’instabilità dello sguardo. Con un processo cinematografico quantomai singolare, il cineasta costruisce ogni minima inquadratura come si trattasse della soggettiva di uno dei personaggi coinvolti nella vicenda (oltre alla coppia, che si scoprirà essere di amanti – e in crisi -, e alla prostituta, c’è da annotare un cliente di quest’ultima, camionista a metà tra il gentile e l’ebete), tracciando così un percorso visivo complesso e stratificato.
Pur nell’ovvia semplicità, scevra da ogni epos, dell’unica tecnica adatta alla bisogna, ovvero la macchina da presa a mano, Sitaru ci spiazza in più di un’occasione, riuscendo ad adattare le varie soggettive a seconda del personaggio che rappresentano. Ma sarebbe fallace non riconoscere a Hooked il pregio che lo eleva realmente al di sopra del panorama che lo circonda: la capacità di Sitaru, anche autore della sceneggiatura, di saper costruire una serie di dialoghi funzionanti, credibili, e dal valore morale che non degenera mai nella retorica fine a se stessa. In particolar modo il personaggio della prostituta Ana, interpretato da una bravissima Maria Dinulescu, sembra essere stato costruito con una maestria rara: il suo ruolo di ago della bilancia, di deviato e imprevedibile deus ex-machina, trasmette una carica emotiva e vitale che rispecchia in pieno l’etica che sembra muovere Sitaru, quella di un progressivo e inarrestabile annientamento vissuto con gioia e con un sovversivo ghigno di rivalsa di fronte alle convenzioni del viver civile.
Per questo Ana non riesce minimamente a comprendere una pratica come quella della pesca sportiva: una volta presa all’amo la sua “vittima” non può essere rilasciata nell’acqua, perché quell’elemento non gli potrà bastare mai più. E nello scambio di battute con l’uomo su questo sport, quando di fronte alla certezza della giovane sul fatto che non si pratichi in Romania lui controbatte “ora c’è chi lo fa” è possibile leggere l’impaccio e lo stordimento di un mondo che sta sempre più scivolando verso occidente. Con tutto ciò che questo comporta.
Info
Il trailer di Hooked.
- Genere: drammatico
- Titolo originale: Pescuit sportiv
- Paese/Anno: Francia, Romania | 2008
- Regia: Adrian Sitaru
- Sceneggiatura: Adrian Sitaru
- Fotografia: Adi Silisteanu
- Montaggio: Adrian Sitaru
- Interpreti: Adrian Titieni, Alexandru Georgescu, Ioana Flora, Maria Dinulescu, Nicodim Ungureanu, Sorin Vasilescu
- Colonna sonora: Cornel Ilie
- Produzione: 4Proof Film, ARTE, Movie Partners In Motion Film
- Durata: 80'




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