Doomsday – Il giorno del giudizio

Doomsday – Il giorno del giudizio

di

Con Doomsday Neil Marshall si lancia nel filone post-apocalittico, guardando dalle parti di John Carpenter e George Miller, ma anche al John Boorman di Excalibur. Un’opera affascinante, non del tutto compiuta ma che conferma il talento visivo del regista britannico. Con Rhona Mitra, Bob Hoskins e Malcolm McDowell.

2033 – Fuga da Glasgow

Quando in Scozia si accende il focolaio di un letale virus chiamato Reaper, la popolazione di tutto il Regno Unito viene decimata, e per evitare il diffondersi del contagio nel resto del mondo le isole britanniche vengono isolate e messe in quarantena. 25 anni dopo il Reaper riappare improvvisamente in un’altra nazione: per far fronte alla possibile pandemia, un team di soldati e scienziati viene inviato in Scozia per identificare l’origine del virus e cercare di trovarne una possibile cura… [sinossi]

Doomsday non è un film perfetto, e non è senz’altro il miglior figlio artistico di quel Neil Marshall che sorprese con Dog Soldier per poi assestare il colpo da novanta con The Descent, senza dubbio uno dei migliori horror degli ultimi anni.
Eppure proprio un prodotto come Doomsday, con tutti i suoi sbalzi e le sue altalene stilistiche, rappresenta il paradigma perfetto della millantata accettazione del genere duro e puro da parte della critica cinematografica italiana. Negli ultimi anni si è fatto un gran parlare, anche in occasioni decisamente istituzionali come la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, della necessità di riscoprire il genere, di riabilitarne il nome, di ipotizzare un nuovo modo di leggere e interpretare le pulsioni umorali provenienti da bacini immensi quali l’horror, la fantascienza, il fantasy, il thriller e via discorrendo. Si sono sprecate lacrime di coccodrillo sulle passate ingiurie patite da misconosciuti capolavori e si è recitato il più classico dei mea culpa. Ma è poi così certo che la tanto agognata “svolta critica” ci sia stata realmente? Forse un film come Doomsday può aiutare a trovare la risposta giusta a questo quesito: il terzo film di Marshall è infatti un prodotto di genere a tutto punto, di quelli che spesso e volentieri vengono erroneamente identificati come b-movies; per specificare meglio ed evitare ogni tipo di fraintendimento non si tratta di un’operazione di metabolizzazione come quella portata a termine da Quentin Tarantino e Robert Rodriguez nei rispettivi Grindhouse, o come la squarciante rivitalizzazione del western operata da Takashi Miike nel sottovalutato e incompreso Sukiyaki Western Django. Marshall non approccia la materia da un punto di vista intellettuale, ma agisce prevalentemente di pancia, spingendo lo spettatore a fare altrettanto.

Certo, non mancano strizzatine d’occhio a chi il tipo di action fantapolitico messo in scena dal trentottenne cineasta britannico lo conosce a menadito, vedi i nomi dei membri della pattuglia militare alla quale è stato affidato il compito di trovare la cura allo spietato virus che annientò nel 2007 la popolazione della Scozia e ora, a distanza di quasi trent’anni, ha trovato nuovi focolai direttamente nel cuore di Londra: Carpenter e Miller sono due dei cognomi dei personaggi, ma non bisogna commettere l’errore di confondere una scelta siffatta con la sovracitata rimasticatura e scardinatura dell’esistente alla quale ha abituato Tarantino. Questo è più che altro un modo per Marshall di giocare definitivamente a carte scoperte, visto che è impossibile non identificare nelle dinamiche strutturali di Doomsday la scrittura di un giovane che ha studiato fin nei minimi particolari i film di John Carpenter e l’epopea di Mad Max portata a termine da George Miller. In Doomsday si ritrova il personaggio che deve entrare in una zona oramai ridotta a macerie e senza ordine sociale per trovare qualcosa da portare all’esterno, nella società; c’è la banda di punk che si è regolamentata come tribù; c’è lo scontro in pieno stile medioevale, che occhieggia al George Romero di Knightriders; c’è perfino il finale à la 1997 – Fuga da New York (meno eversivo e meno estremo di quello, folgorante, firmato da Carpenter, ma comunque decisamente funzionale). Insomma, i riferimenti culturali sono chiari e inequivocabili – se siete dei perfezionisti e volete la ricetta esatta nei minimi dettagli, alla coppia Carpenter-Miller aggiungete anche un pizzico di Walter Hill -, ma servono esclusivamente per costruire una macchina di genere che sia in grado di restare in pista per l’intera durata del film.

Perché Doomsday è una sorta di schiacciasassi che ha perso il controllo: parte e nessuno sembra più in grado di fermarlo. In un’ora e quaranta sono condensate un numero spropositato di azioni, in un tracciato narrativo che evita, a volte in maniera addirittura forzata, qualsiasi riposo possibile. In un susseguirsi ininterrotto di inseguimenti, guerriglie, fughe, combattimenti corpo a corpo, Doomsday non riesce a evitarsi alcune cadute di stile e rischia addirittura di rovinare al suolo quando osa la carta del “futuro medioevo” senza avere il tempo necessario per delimitarne il senso e il ruolo, ma colpisce ben più di una volta al bersaglio. È così per esempio nella bella sequenza tra i punk di Glasgow, che apre il fianco perfino al cannibalismo e culmina con il raggiungimento del treno alla fine di un inseguimento mozzafiato, ed è così anche nella spassosa corsa tra macchine del pre-finale; tutti esempi di cinema per il cinema, talmente puro e volutamente privo di sottotesti da rappresentare un’ardua sfida per il critico contemporaneo. Si èveramente pronti a comprendere il genere e ad accettarlo? Questa la domanda, con l’augurio che sia retorica per tutti, che un film come Doomsday lancia al suo pubblico. E allora anche le storture e i punti non troppo messi a fuoco della pellicola passano in secondo piano: niente male, per un ‘semplice’ film di genere…

Info
Il trailer di Doomsday – Il giorno del giudizio.
  • doomsday-2008-neil-marshall-01.jpg
  • doomsday-2008-neil-marshall-03.jpg
  • doomsday-2008-neil-marshall-04.jpg
  • doomsday-2008-neil-marshall-05.jpg
  • doomsday-2008-neil-marshall-06.jpg
  • doomsday-2008-neil-marshall-07.jpg
  • doomsday-2008-neil-marshall-02.jpg
  • doomsday-2008-neil-marshall-08.jpg

Articoli correlati

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento