Pa-ra-da

Pa-ra-da

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Il clown Miloud, i ragazzini romeni, i terribili tombini, il dopo Ceausescu, la malvivenza locale, la polizia ottusa e corrotta, le organizzazioni internazionali (non sempre trasparenti), la prostituzione minorile, la piaga della droga, la pedofilia, la rivalsa sociale, la forza di volontà, il gioco come possibilità di fuga da una triste realtà e, soprattutto, come assoluto diritto dei bambini: Pa-ra-da, forse non equilibratissimo, riesce a raccontare tutto questo, con convincente partecipazione, grazie anche a un cast eccellente.

Angeli dal naso rosso

La vera storia del clown franco-algerino Miloud Oukili, dedicatosi anima e corpo al recupero dei cosiddetti “boskettari”, bambini-ragazzini rumeni tristemente noti per le loro disperate condizioni di vita… [sinossi]

Non è mai facile raccontare storie edificanti, straordinariamente esemplari: il rischio, come è intuibile, è di scivolare nel patetico, di abusare dei personaggi portati sullo schermo, esasperando e spettacolarizzando la drammaticità della vicenda, finendo per tradire nella foga della messa in scena tutti i buoni propositi. Evita  questa trappola Marco Pontecorvo, già stimato direttore della fotografia (L’ultima legione, Firewall, Perduto amor) e autore di Ore 2: calma piatta, pluripremiato cortometraggio: il suo esordio alla regia di un lungometraggio – impegnativo anche per un cineasta più esperto – potrà non convincere tutto il pubblico e la critica, ma testimonia una chiara e assai rispettabile volontà di intenti. Pontecorvo, pur giocando troppo di accumulo nella seconda parte (il mancato lavoro di sottrazione ci è sembrato, più che per inesperienza, dovuto alla volontà di raccontare tutto, fin troppo), riesce a scavare nell’animo del protagonista e, aspetto forse ancor più complesso, a fotografare la drammatica realtà dei boskettari, addentrandosi in questi cunicoli che sembrano propaggini infernali. Pa-ra-da, infatti, non è solo la storia di Miloud Oukili, sorta di eroe moderno: Pontecorvo, autore della sceneggiatura con Roberta Tiraboschi, dedica particolare attenzione, soprattutto nelle dinamiche psicologiche, ai vari Alina, Vlad, Cristi, Elena, Tea e via discorrendo. Pa-ra-da, in fondo, più che una celebrazione dell’ammirevole clown, è una richiesta di aiuto per i tanti bambini, soggetti deboli per antonomasia, che ancora abitano il mondo.

Da ascrivere tra i difetti, senza dubbio, l’eccessiva fretta riservata alla comprensibile crisi di rigetto del clown Miloud (sbattere continuamente contro un solido muro può sfiancare anche i più testardi…), fondamentale snodo psicologico che avrebbe meritato un più ampio sviluppo narrativo: ma sono appunto le scelte della seconda parte di Pa-ra-da a convincere meno, pur conservando una notevole carica emotiva.
Incoraggiante, in ogni caso, trovare un altro regista italiano capace di guardare oltre il solito cinema nostrano e, soprattutto, oltre i confini nazionali: Pa-ra-da è, nel senso migliore del termine, cinema da esportazione. Il clown Miloud, i ragazzini romeni, i terribili tombini, il dopo Ceausescu, la malvivenza locale, la polizia ottusa e corrotta, le organizzazioni internazionali (non sempre trasparenti), la prostituzione minorile, la piaga della droga, la pedofilia, la rivalsa sociale, la forza di volontà, il gioco come possibilità di fuga da una triste realtà e, soprattutto, come assoluto diritto dei bambini: Pa-ra-da, forse non equilibratissimo, riesce a raccontare tutto questo, con convincente partecipazione, grazie anche a un cast eccellente. Jalil Lespert, sia detto, è bravissimo: i ragazzini sorprendenti. Dedicato a Gillo Pontecorvo.

Info
Pa-ra-da su CG Movie Channel.
Il trailer di Pa-ra-da.
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