Juno
di Jason Reitman
Tornare a distanza di poco meno di un anno dalla proiezione al Festival di Roma su Juno significa cercare di trovare la giusta collocazione a una commedia sagace, intelligente, che gioca con i codici del teen-movie senza seguirli in maniera pedissequa. Con Ellen Page e Michael Cera che rifulgono, in coppia, di luce propria.
Anyone Else but You
Ecco a voi Juno MacGuff, un’adolescente schietta e sicura di sé che riesce a mantenere il controllo sulla sua vita con apparente indifferenza e distacco mentre vive tutti i turbamenti emotivi di una gravidanza che la traghetterà dall’adolescenza all’età adulta. Intelligente e unica nel suo genere, Juno balla solo la sua musica – preferibilmente The Stooges – ma dietro un’apparente forza e leggerezza si nasconde una teenager che sta semplicemente cercando di capire cosa fare. Mentre la maggior parte delle sue compagne della Dancing Elk passano il tempo su Internet o al centro commerciale, Juno è una brillante adolescente del Minnesota che vive seguendo delle regole tutte sue. Un pomeriggio noioso come tanti si trasforma in qualcosa di diverso quando Juno decide di fare sesso con Bleeker un ragazzo timido e riservato. Ma quando scopre di essere incinta, con la collaborazione della sua migliore amica Leah Juno escogita un piano per trovare una perfetta coppia di genitori per il bambino che porta in grembo… [sinossi]
Con ogni probabilità nessuno si sarebbe aspettato di identificare il simbolo cinematografico del 2007 in una ragazza intenta a fumare una pipa comodamente sprofondata in una poltrona. Eppure il percorso di Juno, seconda creatura partorita dalla mente di Jason Reitman dopo il solitamente sottostimato Thank You for Smoking, ha avuto un che di miracoloso: partendo come outsider ha poco alla volta sbaragliato la concorrenza delle pellicole di commedia made in USA, accaparandosi premi a destra e a manca. A giudicare dalle statistiche, solitamente abbastanza precise, segnalate da imdb, la storia dell’adolescente incinta che decide di donare il suo futuro pargolo a una coppia wasp sterile, avrebbe finora messo in bacheca la bellezza di 42 premi, tra i quali spiccano l’Oscar alla migliore sceneggiatura originale (per Diablo Cody, al fortunato esordio come scrittrice per il cinema) e, ebbene sì, il riconoscimento come miglior film ricevuto alla Festa del Cinema di Roma.
Proprio la partecipazione di Juno alla kermesse capitolina permette di entrare nel dettaglio della non certo esaltante relazione tra il film di Reitman e il pubblico italiano: laddove all’Auditorium si era assistito a una vera e propria incoronazione popolare, tra risate fragorose, applausi scroscianti e grida di giubilo, in sala Juno non ha mantenuto le aspettative, racimolando meno di due milioni di euro e uscendo in sordina in tarda primavera. Mistero della fede, visto che si tratta di una delle commedie più convincenti viste transitare sui nostri schermi nell’ultimo anno. Strizzando l’occhio, con mossa realmente arguta, al pubblico di giovani che passa le sue giornate tra il downloading audio e la cura verso il proprio i-pod, Reitman e Cody hanno architettato un perfetto marchingegno indie-pop, riuscendo proprio dove la maggior parte delle commedie contemporanee crollano miseramente.
In un’alternanza mirabile – un po’ furba, senza dubbio, ma questo non inficia la portata del fenomeno – di pose indie (l’amore a tratti quasi sconsiderato per la logorrea e le nevrosi della vita cittadina) figlie del Woody Allen del tempo che fu e nipotine della scena newyorchese dei primi anni ’90, e calibrati climax emotivi, Juno riesce a essere allo stesso tempo una sagace commedia dalla battuta pronta e una dolce e delicata riflessione sui rapporti umani. In questo senso indispensabile diventa il compito svolto dal cast scelto per la bisogna: da J.K. Simmons, padre amorevole e deliziosamente pacato, fino a Olivia Thirlby, cheerleader con la passione per gli intellettuali, tutti gli attori risultano sorprendentemente in parte. Ma è certo che, senza l’apporto di Ellen Page e Michael Cera, Juno non varrebbe la metà di quanto gli viene riconosciuto. Sono loro – con la giovane attrice in primo piano, anche solo per ovvie ragioni narrative – a reggere realmente sulle spalle l’intero film, arrivando a creare un’alchimia rara e preziosa. La loro presenza scenica è talmente devastante da annichilire completamente lo spettatore, finendo per farlo sprofondare con tutte le scarpe nella pellicola: l’empatia con questa tenera e strampalata coppia di adolescenti è la chiave che permette a Juno di aprire le casseforti del cinema a stelle e strisce dell’ultimo lustro per trovarvi un proprio, meritato, posto.
Tutto il resto (la sequenza alla clinica per aborti, l’arrivo di Michael Cera all’ospedale, la minuziosa scelta di capi di vestiario, dettagli, oggetti – il telefono/hamburger, tanto per fornire un esempio calzante) fa parte del gioco delle parti, e potrebbe arricchire ulteriormente questo gioiellino. Ma, a pensarci bene, si tratta di aggiunte funzionali ma assolutamente non indispensabili; perché poi, a conti fatti, basta una macchina da presa fissa su Juno post-parto e Paulie che suonano, chitarre classiche alla mano, Anyone Else But You dei Moldy Peaches per abbandonare il cuore a questa piccola, gentile e divertente commedia. Un pregio, questo, non affatto scontato.
Info
Il trailer di Juno.
- Genere: commedia, teen movie
- Titolo originale: Juno
- Paese/Anno: Canada, USA | 2007
- Regia: Jason Reitman
- Sceneggiatura: Diablo Cody
- Fotografia: Eric Steelberg
- Montaggio: Dana E. Glauberman
- Interpreti: Allison Janney, Aman Johal, Ashley Whillans, Brandon Barton, Bryson Russell, Cameron Bright, Candice King, Colin McSween, Cut Chemist, Dallas Hanson, Daniel Clark, Darla Fay, Derek Mann, Eileen Pedde, Elliot Page, Emily Perkins, Emily Tennant, Eve Harlow, Grayson Grant, J.K. Simmons, Jason Bateman, Jeff Witzke, Jennifer Garner, Joy Galmut, Kaaren de Zilva, Keith Frost, Kirsten Alter, Michael Cera, Olivia Thirlby, Peggy Logan, Rainn Wilson, Robin Watts, Robyn Ross, Sierra Pitkin, Steven Christopher Parker, Tyler Watts, Valerie Tian, Wendy Russell
- Colonna sonora: Mateo Messina
- Produzione: Fox Searchlight Pictures , Mandate Pictures, Mr. Mudd
- Distribuzione: 20th Century Fox
- Durata: 96'







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