WALL-E

Nella sua prima parte, WALL-E vive sul racconto visivo, sulle espressioni dei tre personaggi. Due robot e un insetto. Nessuna parola, solo suoni. In questo senso, WALL-E è un prodigioso atto di coraggio.

Robot spazzini, musical hollywoodiani e ciccioni alla riscossa

Anno 2805. Sono ormai 700 anni che WALL-E, ultimo di una serie di robot originariamente presenti sulla Terra, ha continuato imperterrito la sua opera di spazzino del pianeta, giorno dopo giorno, compattando e stoccando l’immondizia in cubetti che ha poi impilato uno sull’altro fino a formare centinaia di enormi grattacieli di rifiuti. La sera, finito il suo lavoro, torna alla sua casa, il rimorchio di un autotreno, dove custodisce gli oggetti da lui ritenuti interessanti trovati nel corso delle sue operazioni di pulizia. Uno di questi oggetti è una vecchia videocassetta del film Hello, Dolly!. WALL-E è affascinato da questo film, che gli fa sognare di trovare una compagna, tenerla per mano, ballare con lei e non essere più solo… [sinossi]

È bello avere delle certezze, seppur poche. La Pixar, animata da un sacro fuoco fin dagli Anni Ottanta, rientra nella circoscritta categoria di quelle case di produzione – d’animazione e non – che seguono con coerenza un loro percorso artistico, con un occhio rivolto rispettosamente al passato e uno coraggiosamente al futuro. John Lasseter e soci, memori dei trionfi e dei tonfi della Disney e aperti alle suggestioni visive e narrative provenienti dall’Oriente (non secondario, infatti, il loro più che amichevole legame con lo Studio Ghibli), continuano a percorrere, con estrema coerenza, il loro cammino, inanellando blockbuster dal prodigioso valore artistico e non solo commerciale – un percorso inverso, in un certo senso, rispetto a quello teso al declino della Casa del Topo durante il cupo trentennio 70-80-90: alla fine del quarto decennio si iniziano a scorgere segnali di ripresa.
Cercando di spiegare in poche righe il segreto della Pixar, si potrebbe dire che, dato per scontato l’elevatissimo livello tecnico della computer grafica (ma, attenzione, il segreto è nella capacita di mettere il 3D al servizio dell’opera), sia il terzetto John Lasseter-Andrew Stanton-Brad Bird il vero motore del colosso. Ovvero, l’artista e la sua “capacità di raccontare” al centro del percorso produttivo: la Pixar, seppur riconoscibile per un suo stile ben delineato, può vantare una squadra di creativi di assoluto valore, liberi di esprimersi e, in questo modo, di arricchire a ampliare l’universo narrativo del loro Studio. Lasseter (Toy Story, Bug’s Life, Toy Sory 2, Cars), Stanton (Alla ricerca di Nemo, WALL-E e co-regista di Bug’s Life) e Bird (Ratatouille, Gli Incredibili), arruolato dopo il più che promettente Il gigante di ferro, rappresentano le tre principali direttrici delle storie targate Pixar, in attesa del ritorno alla regia di Pete Docter (Monster & Co.). Il segreto della Pixar è il segreto di tutta l’animazione di qualità: la tecnica deve essere sempre al servizio del racconto (si veda, come esempio estremo, la capacità di Bruno Bozzetto di creare delle gag con l’animazione in flash nel cortometraggio Europe and Italy, datato 1999).

WALL-E conferma pregi (tantissimi) e difetti (giusto un paio) del beneamato colosso americano, oramai blindato dopo il nuovo accordo con la Disney, ma con l’aggiunta di un piacevole dubbio, una domanda che ci ronzava fin dai primi 15-20 minuti della visione del lungometraggio diretto da Stanton. Dopo aver assaporato con la consueta soddisfazione il cortometraggio Presto di Doug Sweetland – una carota, un coniglio, un prestigiatore – e annotato l’inarrestabile crescendo tecnico della computer grafica, ci siamo trovati di fronte ad un lungo blocco narrativo che non contemplava il dialogo. WALL-E, almeno nella sua prima parte, vive sul racconto visivo, sulle espressioni dei tre personaggi. Due robot e un insetto. Nessuna parola, solo suoni. In questo senso, WALL-E è un prodigioso atto di coraggio. La domanda, a questo punto, riguarda la strada intrapresa dalla Pixar: fin dove potrà spingersi, visto il confermato sostegno del pubblico, la capacità-voglia di rinnovare il cinema d’animazione commerciale (in primis quello 3D)? Perché, senza dubbio, alcune sequenze di questa ultima creatura hanno ben poco a vedere con l’omologata animazione in computer grafica “gag-canzone-citazione” che troppo spesso siamo costretti a vedere.

Basterebbe la prima sequenza per riassumere l’arte della Pixar e di Andrew Stanton: la capacità di raccontare con una sola inquadratura, un solo movimento di macchina, la scelta accurata del sonoro e della colonna sonora, l’afflato poetico, il character design, la potenza visiva dei grattacieli di rifiuti, una delle immagini più convincenti dell’immaginario fantascientifico delle ultime tre decadi, il perfezionismo dei particolari, il gusto cinefilo e l’abilità (rara ai nostri giorni…) di non esagerare con le citazioni ma di limitarsi a evocare ricordi e suggestioni collettive che siano funzionali alla narrazione. Il robottino WALL-E, una scatoletta di metallo con poca grazia ma con tantissimo cuore, e la sua amata EVE diventano i protagonisti di una love story memorabile: più della meraviglia visiva, rimangono impresse le emozioni che scaturiscono dallo sfiorarsi di due mani metalliche, dal volo nello spazio di due macchine. In questo, WALL-E è un capolavoro.

Il difetto, se così vogliamo chiamarlo, sta tutto nel “ritorno al passato”, nel racconto che da robotico si allarga all’umanità, sia sul piano narrativo che visivo. Dal punto di vista tecnico, infatti, l’unico evidente limite della Pixar (e, ad oggi, di tutta l’animazione 3D) riguarda la trasposizione animata degli esseri umani: vista l’attuale impossibilità di una resa fotorealistica (è poi necessaria?), Lasseter e soci si sono orientati verso un character design “cartoonesco”, più che apprezzabile ma in netto contrasto con l’incredibile realismo e la perfezione delle ambientazioni e dei personaggi non umani. Ma lo scarto maggiore si ha sul piano narrativo, con “l’intromissione” umana nella love story robotica, col ritorno alla/della parola, con la parziale rinuncia ad un cinema d’intrattenimento intriso di poesia, in favore di un modo di raccontare forse più “riconoscibile” ma assai più prevedibile. Nulla di tragico, intendiamoci, ma un leggero passo indietro rispetto alla prima, folgorante, parte del lungometraggio. Che poi le gag e i personaggi secondari siano assai divertenti e che la futuribile società di uomini-ciccioni, intrisi di stolto e vorace consumismo, sia un buon esempio, seppur sui generis, di fantascienza distopica, questo è un altro discorso: WALL-E è veramente un ottimo film, assolutamente imperdibile (non aspettatelo sul piccolo schermo, sarebbe proprio un peccato), ma aveva i numeri per essere un capolavoro. Sarà per la prossima volta, tanto le occasioni non mancheranno.

Info
Il sito ufficiale di WALL-E.
WALL-E su facebook.
Il trailer originale di WALL-E.
  • wall-e-2008-andrew-stanton-01.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-02.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-03.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-04.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-05.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-06.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-07.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-08.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-09.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-10.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-11.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-12.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-13.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-14.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-15.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-16.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-17.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-18.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-19.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-20.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-21.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-22.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-23.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-24.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-25.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-26.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-27.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-28.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-29.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-30.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-31.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-32.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-33.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-34.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-35.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-36.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-37.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-38.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-39.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-40.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-41.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-42.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-43.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-44.jpg
  • wall-e-2008-andrew-stanton-45.jpg

Articoli correlati

  • Animazione

    Monsters University

    di Mike Wazowski e James P. Sullivan e i loro anni di college. La Pixar colpisce ancora con il prequel Monsters University, diretto da Dan Scanlon.
  • Animazione

    Monsters & Co. 3D

    di , , Mostropoli è una ridente città dove risiedono mostri di ogni tipo. Sulley e Mike sono il miglior team di spavento alla Monsters & Co...
  • Animazione

    Alla ricerca di Nemo 3D

    di , Il lungo e avventuroso viaggio del pesce pagliaccio Marlin, un padre eccessivamente protettivo, e di suo figlio Nemo. I due si separano nella Grande Barriera Corallina quando Nemo viene inaspettatamente strappato alla propria amata casa...
  • Animazione

    Ribelle – The Brave

    di , In un'aspra e mitica Scozia, l'irruente Merida, figlia di re Fergus e della regina Elinor, preferirebbe diventare arciere, un desiderio che contrasta con le aspettative che sua madre ha per lei...
  • Archivio

    John Carter

    di John Carter viene inspiegabilmente trasportato su Marte, dove si ritrova coinvolto in un conflitto di proporzioni epiche tra gli abitanti del pianeta, inclusi Tars Tarkas e l'affascinante principessa Dejah Thoris...
  • Animazione

    Cars 2 RecensioneCars 2

    di , La popolare macchina da corsa Saetta McQueen e il suo incomparabile carro attrezzi Cricchetto devono attraversare l’oceano per partecipare al primissimo Grand Prix Mondiale...
  • Animazione

    Toy Story 3 RecensioneToy Story 3 – La grande fuga

    di Il sapore agrodolce di Toy Story 3, nella sua armoniosità conclusiva, è assai più gustoso dell'inutile e intestardito replicarsi delle saghe della Dreamworks, con l'orco Shrek, il panda Po e i viziati animali newyorchesi...
  • Animazione

    Piovono polpette

    di , Il giovane inventore Flint Lockwood, cercando di debellare la fame nel mondo, scopre un modo per far piovere letteralmente cibo dal cielo...
  • Animazione

    Inside Out RecensioneInside Out

    di , In una fase produttiva contrassegnata da troppi sequel, la Pixar ritrova in Pete Docter e nel suo Inside Out le certezze degli anni passati. Una pellicola sfavillante nei colori, nel ritmo e nella scrittura, come sempre pensata, calibrata e realizzata per essere family friendly dal primo all’ultimo pixel.
  • Animazione

    Up-Pixar-2009Up

    di , Carl Fredricksen è un anziano signore che per tutta la vita ha sognato di girare il mondo, ma ha dovuto scontrarsi coi problemi della realtà quotidiana come le bollette e gli acciacchi dell'età. Quando la vita sembra non offrirgli più tempo per realizzare il suo sogno...
  • Festival

    Festival di Roma 2015Roma 2015

    Il Festival del Film di Roma 2015, dal 16 al 24 ottobre, giunto alla decima edizione. Come già l'anno scorso, si conferma il ritorno all'idea di Festa. Con quali risultati?
  • Notizie

    Il ruggito della Pixar

    La consegna del Leone d’Oro alla carriera a John Lasseter, Peter Docter, Andrew Stenton, Lee Unkrich e Brad Bird consacra artisticamente il lavoro e gli uomini chiave della Pixar. L'avventura continua...
  • Animazione

    alla-ricerca-di-doryAlla ricerca di Dory

    di , Tredici anni dopo le avventure di Nemo, Lasseter e soci cercano di trovare il giusto equilibrio tra creatività e corsa al box office. I pixel sfavillanti, l'elogio della diversità e i buoni sentimenti declinati in uno script vivace non cancellano però le perplessità sulle scelte e sul futuro creativo della Pixar.
  • Animazione

    Coco

    di , Ridotto all'osso, l'impianto narrativo di Coco si rivela piuttosto semplice, molto classico. Ma è appunto questa la parola ricorrente e magica, quel punto d'arrivo inseguito per anni da Lasseter e soci: classico, Classici. Coco è un “Classico della Pixar”.
  • Animazione

    Toy Story Tutto un altro mondo Recensione | Quinlan.itToy Story – Tutto un altro mondo

    di Special televisivo scritto e diretto da Steve Purcell nel 2014, Toy Story - Tutto un altro mondo è una giocosa avventura dai contorni fantasy in grado di condensare e riproporre in una ventina di minuti alcuni dei temi chiave dell'universo immaginifico pixariano.
  • Animazione

    Toy Story of Terror RecensioneToy Story of Terror!

    di MacLane ci regala una rivisitazione della sequenza della doccia di Psyco, affida al pedante Pricklepants la puntuale analisi del genere horror/thiller, mantiene elevato il ritmo e la tensione. Ma soprattutto coglie in pieno lo spirito della saga di Toy Story...
  • Animazione

    Gli Incredibili 2 RecensioneGli Incredibili 2

    di Il ritorno della famiglia Parr non fuga i dubbi sul nuovo corso della Pixar, su una modalità produttiva assai distante dagli anni Novanta e Duemila e sempre più prossima alla castrante politica disneyana.

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento