Riunione di famiglia

Riunione di famiglia

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Thomas Vinterberg torna con Riunione di famiglia ad ambientare una storia in Danimarca, e cerca di rintracciare i detriti di Festen, ma senza eccessiva fortuna.

No Direction Home

In occasione del 750° anniversario di una piccola cittadina di provincia, un celebre cantante d’opera viene invitato a tornare a casa per esibirsi in concerto. L’arrivo dell’uomo sconvolge la vita del giovane e balbuziente Benjamin. [sinossi]

Sarebbe davvero un peccato doversi rendere conto che Thomas Vinterberg rientra nella schiera, tutt’altro che esigua, delle “grandi truffe” del cinema; eppure, ragionando a posteriori dopo la visione di Riunione di famiglia, il rischio che si debba compiere questo passo critico acquista improvvisamente corpo. Dopotutto è realmente difficile continuare a considerare il cineasta danese una promessa per il futuro: giunto alla soglia dei quarant’anni, Vinterberg può realmente fregiarsi solo della regia di Festen, uno dei primissimi prodotti del manifesto programmatico noto come Dogme-95. Festen esplose nelle rilassate prassi borghesi come una bomba atomica, spazzando via con forza tanto il mito della famiglia quanto quello (ben più duro a morire, ammettiamolo) del cinema classico. Ma eravamo nel 1998: nei dieci anni successivi Vinterberg non ne ha praticamente azzeccata una, a partire dalla decisione di staccarsi narrativamente dalla madre patria Danimarca per cercare gloria dall’altra parte dell’oceano, nell’odiata America capitalista, quella messa alla berlina proprio dal movimento Dogma. Negli USA si consumarono i drammi (più artistici che narrativi) di Le forze del destino e Dear Wendy: il primo una storia d’amore fiammeggiante e retorica, il secondo un’allegoria politica che perde gran parte del suo potenziale eversivo accomodandosi su un finale asservito alle più spudorate regole del genere, esattamente le stesse che il film aveva cercato di demolire passo passo fino a quel momento.

En mand kommer hjem (When a Man Comes Home è il titolo scelto per la vendita internazionale, in Italia Teodora ha optato per Riunione di famiglia) segna dunque il ritorno a casa – sempre sotto il profilo narrativo – non solo del cantante lirico di successo che approda nel suo villaggio natale per festeggiare i 700 anni di vita del piccolo borgo, ma anche dello stesso Vinterberg. E così come per il protagonista del film si tratterà di un rientro reso problematico dall’incontro con un figlio mai conosciuto e, più in generale, dalla classica resa dei conti con la propria esistenza, allo stesso modo per l’autore di Festen il tutto si risolve in una mezza débâcle. Già di per sé non convince particolarmente la scelta di mettere in scena una sorta di replica di Festen in chiave farsesca: se nel film del 1998 a centrare il bersaglio era l’inaspettata crudeltà algida ed elegante con cui veniva trattata la vicenda, oggi tutto appare francamente prevedibile, rattoppato, confusionario e  incapace di decidere quale strada intraprendere. C’è infatti spazio per tutte le varianti del caso, dal melodramma alla commedia fino a tratti degni del cinema grottesco (si guardi in che modo è tratteggiato il personaggio dello chef, sorta di esteta gastronomico che in un contesto del genere si risolve per non essere né carne né pesce), ma nessuna di queste istanze visive e narrative trova compiutezza, gettate come sono a caso nel grande calderone preparato da Vinterberg in compagnia degli altri due sceneggiatori Morten Kaufmann e Mogens Rukov (storico collaboratore di Vinterberg, ha lavorato anche per L’eredità di Per Fly).

Si respira un’aria spiacevole di opera buffa rabberciata, ed è forte l’impressione che Vinterberg, persa per strada l’ispirazione degli esordi (certo, il solito Festen, ma non dimentichiamoci il cortometraggio gioiello The Boy Who Walked Backwards) si stia barcamenando come meglio può, cercando di ingannare – e di ingannarsi – con repliche minori del suo film di maggior successo. Dove andrà a finire la sua carriera è un mistero, ma certo è che mai ritorno a casa fu meno trionfale.

Info
Riunione di famiglia, il trailer.

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