Twilight

Arriva il tanto atteso adattamento per il grande schermo di Twilight, il romanzo di Stephenie Meyer; il teen-horror, però, delude. Per il futuro, e in vista dei prossimi capitoli (New Moon, Eclipse e Breaking Down), l’augurio è che la perfetta patina che avvolge Twilight venga almeno in parte abbandonata; perché un horror, per quanto teen possa essere, deve potersi permettere le sporcature che qui gli sono state ripetutamente negate.

Giovani vampiri crescono

Bella Swan è sempre stata diversa dai suoi compagni, non le è mai importato di fare amicizia con le ragazze più alla moda del suo liceo di Phoenix. Quando la mamma di Bella si risposa e manda a vivere la figlia con il padre, nella piovosa cittadina di Forks, a Washington, Bella non prevede affatto che la sua vita possa subire grandi cambiamenti. Almeno fino a quando non incontra il misterioso e bellissimo Edward Cullen, un ragazzo diverso da chiunque altro abbia mai conosciuto. Edward è intelligente e arguto ed è capace di leggere nella sua anima. Presto, Bella ed Edward si lasciano trascinare in una storia d’amore appassionata e decisamente poco convenzionale. Edward riesce a correre più veloce di un leone di montagna, può fermare a mani nude una macchina in movimento e non invecchia dal 1918, perché come tutti i vampiri è immortale. Diversamente da essi, però, Edward non ha canini aguzzi e non beve sangue umano. Edward e la sua famiglia sono dei vampiri unici nel loro genere, per le proprie scelte di vita. Bella rappresenta ciò che Edward aspettava da 90 anni: l’anima gemella. Ma più i due si avvicinano, più Edward deve combattere l’istinto primordiale che il profumo di Bella risveglia in lui, rischiando di fargli perdere il controllo. Cosa faranno Edward e Bella quando James, Laurent e Victoria, i vampiri nemici mortali dei Cullens, giungeranno in città per cercarli? [sinossi]

Ci siamo avvicinati alla proiezione di Twilight, il film tratto dal primo libro della saga dedicata all’adolescente Isabella Swan e al suo amore dal canino appuntito Edward Cullen, con l’immagine vivida negli occhi delle orde di ragazzine decise a prendere d’assalto l’Auditorium Parco della Musica per riuscire a vedere dal vivo quindici minuti (15′!) del film in anteprima. Ci incuriosiva non poco tra l’altro la presenza, in cabina di regia, di Catherine Hardwicke, finora in grado di spaziare da problematiche teen (Thirteen) fino alle gang di skateboard (Lords of Dogtown), arrivando addirittura a mettere in scena la nascita di Gesù (Nativity). Insomma, di motivi per affrontare la visione di Twilight ce n’erano a iosa.
Ma non abbiamo alcuna intenzione di tergiversare. Chiariamo da subito come Twilight si sia dimostrato, a conti fatti, una mezza delusione. Non che ci aspettassimo miracoli, intendiamoci: il prodotto ci era sembrato fin dalle immagini mostrate in anteprima una palese rincorsa verso il pubblico giovanile medio, quello che non sarebbe probabilmente in grado di distinguere un’opera cinematografica dal bombardante rutilare visivo di MTV. E così, in effetti, è: nel mettere in scena questa storia d’amore estremo tra un’umana e un vampiro (per quanto sbalestrata sia la prima e sui generis il secondo), la Hardwicke dimentica a casa quelle doti ruspanti di vicinanza con il soggetto dell’azione che avevamo tanto apprezzato nei suoi lavori precedenti.

Qui, al contrario, siamo completamente distaccati da ciò che avviene sullo schermo: sì, proviamo un’istintiva simpatia per questa coppia decisa ad andare avanti per la propria strada pur di creare uno spazio apposito per vivere il proprio amore, ma non c’è molto di più. La storia di per sé ha anche tutti gli ingredienti giusti per affascinare (e avremmo voluto sapere di più sul tacito accordo tra i nativi americani i Cullen, ma crediamo che ci verrà svelato nei prossimi episodi), i panorami naturali, pur ritoccati in CG, fanno fino in fondo il loro dovere, ma è l’insieme a rimanere troppo nebuloso per convincere appieno. La Hardwicke concentra i suoi sforzi su una messa in scena patinata, a tratti al limite del decente – l’inquadratura di Edward al pianoforte con Bella in posa plastica seduta su una poltroncina è davvero urtante nella sua palese aura di falsità -, ma agendo così finisce per dimenticarsi per strada le pulsioni vitali di questa vicenda: la scuola superiore frequentata dai due rimane troppo sullo sfondo, così come le dinamiche che si sviluppano tra i vari compagni di classe, e anche la famiglia Cullen, vero epicentro dell’intera vicenda, finisce per essere né più né meno che un onesto riempitivo.

Ma, soprattutto, ciò che davvero manca a Twilight è, paradossalmente, il sangue: e non ci lamentiamo qui tanto della scelta di non mostrare le varie morti (se non con campi di ripresa in cui tutto o quasi è lasciato all’immaginazione del pubblico), perché sono chiare le difficoltà che questo avrebbe potuto comportare. No, il sangue che manca è quello dei personaggi: a partire dai due protagonisti, sicuramente bellissimi ma decisamente poco inclini a mostrarsi generosi verso l’arte dell’espressività (in particolar modo a lasciare di stucco è l’interpretazione offerta da Kristen Stewart, che avevamo avuto modo di lodare all’epoca di Into the Wild e che qui invece si dimostra troppo monocorde per i tumulti che agitano il corpo di Bella), l’intero cast sembra molto più preoccupato di dimostrarsi esteticamente all’altezza delle aspettative dei fan della saga piuttosto che di irrobustire delle maschere che finiscono inesorabilmente per suonare vuote, distanti.
Ed è un vero peccato, perché a livello di ritmo il film regge in maniera eccellente: ma non basta prendere spunto da un fantasy di successo e replicarne, sotto il mero aspetto dell’imprinting visivo sul pubblico, le forme per riuscire a creare un’opera cinematografica degna di questo nome. Ritroviamo dunque in Twilight molti dei difetti che attribuiti anche alla trasposizione di Harry Potter e l’Ordine della Fenice, pur senza che si raggiunga il delittuoso risultato di cui fu capace il prode David Yates.
Per il futuro, e in vista dei prossimi capitoli (New Moon, Eclipse e Breaking Down), l’augurio è che la perfetta patina che avvolge Twilight venga almeno in parte abbandonata; perché un horror, per quanto teen possa essere, deve potersi permettere le sporcature che qui gli sono state ripetutamente negate.

Info
Twilight, il trailer.
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