Sacro e profano

Sacro e profano

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Opera prima dell’icona pop Madonna, ottimamente recitato e discretamente diretto, Sacro e profano è un lungometraggio fresco, capace di durare giusto il necessario – ottantuno minuti – e soprattutto di divertire, offrendo qualche spunto di riflessione. Protagonista Eugene Hütz, leader dei Gogol Bordello. Presentato al Torino Film Festival.

Madonna che talento…

Tre amici si dividono tra lavori improbabili per riuscire a sbarcare il lunario, sognando un futuro più luminoso. A.K. è un immigrato ucraino che ha un solo obiettivo nella vita: raggiungere il successo con la sua band, i Gogol Bordello. Divide il suo appartamento con due ragazze, Holly e Juliette. Holly è un’aspirante ballerina, mentre Juliette sogna di trasferirsi in Africa per aiutare i bambini… [sinossi – catalogo Torino Film Festival]

Affibbiare a Madonna la definizione di regista esordiente non è scorretto, è poco calzante. La sempre verde star internazionale ha tale e tanta esperienza da conoscere fin troppo bene i meccanismi dell’universo cinematografico. Detto questo, è una piacevole sorpresa scoprire come il suo primo lungometraggio, grazioso seppur esile, possa vantare una chiara, ispirata e condivisibile messa in scena dei sentimenti e delle aspirazioni umane. Sacro e profano, ottimamente recitato (Stephen Graham lascia il segno anche con una semplice comparsata) e discretamente diretto, è un lungometraggio fresco, capace di durare giusto il necessario – ottantuno minuti – e soprattutto capace di divertire, offrendo qualche spunto di riflessione.

Tra provocazioni all’acqua di rose e qualche battuta fulminante, la cantante e attrice e regista e produttrice e tutto quel che segue Madonna ci mostra i sogni di tre giovani un po’ bizzarri – non lo siamo tutti, in una certa misura? – ma di sicuro valore. Il cantante A.K. (Eugene Hütz, leader dei Gogol Bordello e già interprete del gioiello Ogni cosa è illuminata, è un talento straripante, qui deve rifare se stesso e ci riesce benissimo), la ballerina Holly (Holly Weston, bellissima, nella versione Britney Spears è memorabile) e la farmacista Juliette cercano il loro centro di gravità permanente, la ragion d’essere, magari anche il successo. Madonna, anche coautrice della sceneggiatura, riesce a renderli reali, palpabili. Poco importa che il terzetto sia quantomeno eccentrico e che l’amicizia con un valente scrittore cieco non sia poi cosa di tutti i giorni: la sostanza, non facendosi distrarre da appuntamenti sadomaso, lapdance mozzafiato e divertentissimi proverbi sciorinati da Eugene Hütz, è la linfa vitale, l’energia positiva che dovrebbe scorrere nelle vite di tutti. E allora, dietro al comportamento sfrontato e balordo di A.K., si può scorgere fin dalle prime sequenze un sentimentalismo sincero: pur mettendo in scena dei caratteri “alternativi” in linea con la sua immagine, Madonna costruisce una storia di aspirazioni, amicizia e amore dai toni universali.

La prima esperienza dietro la macchina da presa della star Madonna può essere archiviata sotto la voce promettente, nonostante una messa in scena un po’ scolastica. Facilitata dal notevole apporto di  Eugene Hütz (e della sua trascinante musica: la distribuzione dei cd tra la gente non è un’invenzione narrativa, ma una forma di promozione che venne effettivamente utilizzata dai Gogol Bordello), la pop star avrà modo di confrontarsi con opere più impegnative.
Per il momento, bene così.

Info
Il trailer originale di Sacro e profano.
Sacro e profano sul sito del TFF.
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