Palermo Shooting

Palermo Shooting

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Non è difficile intravedere nella storia di Palermo Shooting, quella di un fotografo di fama mondiale improvvisamente in crisi creativa, i riflessi della vita artistica del regista.

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Palermo Shooting è forse il film di Wim Wenders più importante da Fino alla fine del mondo in poi. Questo non significa esattamente che sia un grande film, come quello; anzi, probabilmente è tutt’altro. Palermo Shooting è il realizzarsi più compiuto e preciso della crisi creativa che attanaglia il genio di Düsseldorf (tra l’altro è praticamente la prima volta che Wenders gira nella sua città natale e anche questo qualcosa vorrà dire…) da parecchi anni a questa parte. E non a caso Wenders ritorna a girare in Europa dopo gli anni passati negli Usa. È come se – per vedere in faccia la propria crisi e la propria disillusione verso l’immagine scaturita in questi anni – il regista sia dovuto tornare indietro nel tempo. Come se tutto il brulicare del suo cinema e della sua vita, fatta soprattutto di viaggi (qualche anno fa raccontava divertito una sua folle giornata che aveva vissuto: sveglia in Germania, volo a Parigi per firmare un contratto in mattinata, altro volo nel pomeriggio per presentare un film a Londra e ritorno sempre by air in Germania per la notte), sia stato un enorme falso movimento.

Non è difficile intravedere nella storia di Palermo Shooting, quella di un fotografo di fama mondiale improvvisamente in crisi creativa, i riflessi della vita artistica del regista. Ma si sbaglierebbe nel leggere questa sua ultima pellicola come di una summa della propria opera. Palermo Shooting, come suggerisce il present continuous del titolo, non è un’opera ferma, immobile, ma al contrario è un qualcosa in divenire, che è in fieri e che pare non potersi concludere. Non può concludersi per il semplice fatto che la sua crisi è ancora in atto e che questa sua ultima pellicola, come dicevamo, sembra essenzialmente constatare lo stato delle cose. Ancora titoli wendersiani, dunque, in un universo metacinematografico sempre caro al regista ma che sembra controllare sempre peggio. In effetti, ciò che proprio non funziona in Palermo Shooting (anche nella nuova versione rimontata e tagliata di 20 minuti, pratica abbastanza comune nella carriera di Wenders, rispetto a quella presentata – con tanto di figuraccia – a Cannes) è l’emergere di quelle urgenze care al regista che ormai non controlla più. Come è più di Lisbon Story, per esempio, qui si ragiona sullo statuto dell’immagine e sul suo valore, ma è come se Wenders non riesca ormai più a parlare di immagini, dunque di cinema, senza ossessionarsi alla tecnologia. Ed è una tecnologia che lo stesso autore rifugge, come la macchina che estrae le immagini dei sogni di Fino alla fine del mondo, ma alla quale non sa più fare a meno. Wenders non sembra più credere alle immagini per il semplice motivo che non crede più al suo cinema, soprattutto alla sua capacità di guardare il reale, di interpretarlo piuttosto che di riprodurlo. Ed è per questo che si affida ciecamente alla tecnologia che in Palermo Shooting diviene veramente l’unico sguardo possibile sul mondo.

Gli occhi di Wenders sembrano davvero indelebilmente ingolfati e il suo cinema, qui all’apice della sua caratterizzazione surreale, gira ondivago e confuso carpendo lacerti da ogni dove, affondando in riflessioni superficiali e banali e cadendo addirittura in rappresentazioni turistiche del profilmico (qui Palermo, città di misteri, che Wenders scopre man mano con il suo personaggio). Ma davvero tutto ciò sembra contare poco. Palermo Shooting non è altro che l’ennesimo tassello di una mappatura geografica che il regista di Paris, Texas ha intrapreso praticamente all’inizio della sua carriera. Un viaggio che si era forse interrotto nello scontro/incontro con l’America ma che riprende ora nel cuore della Vecchia Europa con l’ennesimo personaggio in crisi esistenziale. E se è un muoversi fallace, imperfetto e quant’altro, è pur sempre un muoversi. Ancora e sempre falsi movimenti, dunque…

INFO
Il sito giapponese di Palermo Shooting.
Il trailer di Palermo Shooting.
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