Real Time

Real Time

di

Rinvigorito da alcune gag spassose, Real Time alterna momenti comici e drammatici per giungere a un finale intenso, probabilmente non proprio imprevedibile, ma perfetto per chiudere questa operetta morale che meriterebbe sicuramente una distribuzione italiana.

Sei uno stronzo fortunato, Andy!

Andy è un giocatore d’azzardo di mezza tacca che deve del denaro a un gruppo di delinquenti. Il tempo a disposizione è scaduto e un sicario, Reuben, lo avverte: ha solo poco più di un’ora di vita e poi verrà ucciso con un colpo di pistola. In questa ultima ora preziosa, Reuben accetta di accompagnare Andy in un viaggio in tempo reale attraverso le sue ultime volontà… [sinossi – catalogo TFF]

Ecco un buon film indie. Pochi soldi, una buona idea, dialoghi ispirati e due ottimi attori, il giovane e assai promettente Jay Baruchel (Million Dollar Baby, Tropic Thunder, I’m Reed Fish) e il solido caratterista Randy Quaid (L’ultima corvè, Questa terra è la mia terra, Fuga di mezzanotte). Una storia racchiusa in una ottantina di minuti, praticamente in tempo reale, dai toni brillanti nonostante la premessa drammatica: lo scapestrato e compulsivo giocatore d’azzardo Andy ha solo un’ora e poco più di vita prima di essere ucciso dal sicario Reuben. Il film è praticamente tutto qui: due personaggi (tranne le sequenze della prostituta sovrappeso, del modesto fast food e della visita alla nonna di Andy), una macchina, le strade della cittadina e un bosco.

Real Time, opera seconda del canadese Randall Cole, dopo l’esordio nel 2002 con 19 Months, è un lungometraggio girato con un budget modesto, ma forte della sua solidità e della chiarezza dei suoi obiettivi narrativi. Cole, autore anche del soggetto e della sceneggiatura, sembra quasi riscrivere, in una versione postmoderna e dissacrante, Canto di Natale di Charles Dickens, riassumendo gli spiriti del Natale presente, passato e futuro nel sicario Reuben, ruolo assai stimolante per il bravo Quaid. Una storia dai risvolti amari, che passa al setaccio una vita sprecata, passata a piangersi addosso e a vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto: Andy (Baruchel è bravo e lo attendiamo con curiosità in ruoli diversi) è il classico ragazzo di provincia che giorno dopo giorno si arrende ai pochi stimoli offerti dalla sua cittadina, vivendo nel rimpianto e nella certezza di essere stato solo sfortunato. In questo senso, Real Time è, moraleggiando in maniera non fastidiosa, una piccola storia esemplare sulle possibilità della vita, sul potenziale di ognuno, sull’ottimismo e sul pessimismo, sulla capacità di fare una sana autocritica. Il tempo per i rimpianti, semmai, è concesso ad altri…

Rinvigorito da alcune gag spassose (i due maldestri tentativi di fuga di Andy), il piccolo film canadese alterna momenti comici e drammatici (dialoghi per lo più in macchina, da compassato on the road) per giungere a un finale intenso, probabilmente non proprio imprevedibile, ma perfetto per chiudere questa operetta morale che meriterebbe sicuramente una distribuzione italiana: assai improbabile, vista la poca confidenza del pubblico nostrano con i due protagonisti.

Info
Il trailer di Real Time.
Real Time sul sito del TFF.
  • Real-Time-2008-Randall-Cole-01.jpg

Articoli correlati

  • Archivio

    L'onda RecensioneL’onda

    di Approdato al TFF26, L'onda è un film con alle spalle una storia lunga e sfaccettata: tratto da un celebre romanzo di Morton Ruhe, affonda le proprie radici in un fatto realmente accaduto nel 1967 al Cubberley High School di Palo Alto, in California.

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento