Anna Magnani

Ecco l’occasione unica per ripensare a una grandissima attrice troppo spesso relegata sotto le bandiere del provincialismo: Ripley’s Home Video tira fuori dal cassetto 4 film con Anna Magnani (Assunta Spina, Quartetto pazzo, Avanti a lui tremava tutta Roma e Un uomo ritorna) e realizza un cofanetto per chiunque voglia riscoprire questa magnifica attrice.

L’operazione è filologicamente ineccepibile, con queste quattro pellicole che fanno da perfetto ponte tra il cinema del regime e il neorealismo che arriva subito dopo (infatti tutte le opere in questione sono datate tra il 1945 e il 1948), realizzata dalla Ripley con la consueta perizia tecnica (tutti i film presentati sono praticamente delle versioni originali indite che per mille motivi non erano mai state proiettate) e la cura maniacale per i particolari (extra succosi, con un disco intero dedicato). Il prodotto che ne consegue è di livello sopraffino, sicuramente uno dei prodotti per l’home video migliori di tutto il 2008. E lo è, dicevamo poco sopra, anche per la scelta assolutamente originale e anche un po’ spiazzante di realizzare un cofanetto su Anna Magnani senza nessuno dei suoi film più famosi ma indagando proprio nelle opere minori, o perché meno conosciute o perché effettivamente meno centrali nella storia del cinema. Eppure questa è una scelta che troppo spesso chi realizza e produce i dvd evita di fare perché ogni scelta porta con sé un rischio. Ma Anna Magnani era un’attrice rischiosa.

Lo si capisce bene rivedendola appunto in queste opere forse minori, magari non capolavori, ma ottime per apprezzarne appieno la maschera verace e nervosa. A partire dalla commediola tutta teatrale di Guido Salvini (Quartetto pazzo) con un cast che rappresenta un pezzo consistente di cinema italiano (oltre alla Magnani troviamo Rina Morelli, Paolo Stoppa e Gino Cervi) per arrivare al neoregionalismo di Assunta Spina, messo in scena da uno dei più prolifici (e bistrattati) artigiani del cinema italiano Mario Mattoli, passando per lo stranissimo Avanti a lui tremava tutta Roma, in cui Carmine Gallone fonde afflati lirici e melodrammatici all’affresco storico (il film si svolge infatti durante la liberazione di Roma). Un discorso a parte lo merita Un uomo ritorna di Max Neufeld, film praticamente condannato all’oblio per più di sessant’anni e di cui si erano ormai del tutto perse le tracce. Quella di Neufeld è una pellicola che davvero potrebbe riscrivere parte della storia del nostro cinema di quegli anni tanto che a Venezia, intuendone la portata, lo hanno subito inserito nella retrospettiva Questi fantasmi sul cinema segreto italiano tra il 1946 e il 1975. Un uomo ritorna è un film che per certi versi anticipa certe tematiche rosselliniane, ovviamente senza la lucidità di un Germania anno zero per carità, soprattutto per come restituisce l’immagine di un paese (l’Italia) in cui sembra non esserci spazio se non per le macerie, distrutto e dilaniato da una guerra che lo ha moralmente e praticamente affossato. Forse il vero problema fu che a mettere in scena questo disfacimento fosse un regista austriaco celebratissimo dal regime fascista (ormai caduto), autore di alcune tra le commedie dei telefoni bianchi più famose (su tutte Mille lire al mese).

Tornando al cofanetto, se tutto ciò non ha ancora placato la vostra sete di Nannarella vi basterà dare un’occhiata ai corposi extra che qua e là spuntano come funghi. Innanzitutto nel quinto dvd scoprirete l’episodio Anna Magnani di Siamo donne (film ad episodi girato, tra gli altri, da Roberto Rossellini, Luigi Zampa e Luchino Visconti, che mette la firma proprio a quello della Magnani) senza dubbio il migliore dell’intero lotto, dove la Magnani recita se stessa; poi un bel documentario esauriente e ricco di aneddoti  e interviste sull’attrice romana (Io sono Anna Magnani di Chris Vermorcken). Sparsi nei vari dvd invece troviamo altre particolarità, come il piccolo documentario Nostri ritorni dove il figlio di Ivo Perilli, sceneggiatore del film di Neufeld, parla del problema del ritorno dei soldati dal fronte alla fine della guerra, ma anche approfondimenti critici su Eduardo e Mario Mattoli e per finire un bel volumetto di 48 pagine, curato egregiamente da Giancarlo Mancini, che analizza precisamente la parabola attoriale della Magnani. Un’ultima piccola segnalazione la dobbiamo ai 3’ scarsi estratti da Mattolineide di Maurizio Ponzi, dove Mattoli racconta, non senza ironia, un episodio triste della propria vita. L’ennesima chicca di un prodotto davvero notevole.

Info
L’Omaggio ad Anna Magnani del Museo del Cinema di Torino.
La mostra Anna Magnani, la vita e il cinema al Vittoriano.

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