Speed Racer

Prima ancora di essere la prevedibile ed edificante favoletta di un talentuoso e generoso pilota di macchine da corsa, Speed Racer è la concreta dimostrazione di come le tecnologie possano essere messe a servizio del cinema e di quanto si sia spostata la nostra capacità di assorbire e rielaborare le immagini e l’immaginario.

Per accostarsi a un film come Speed Racer, stupefacente mix di live action e animazione, è necessario avere bene in mente l’origine narrativa – la pellicola è un omaggio alla serie televisiva giapponese Mach Go! Go! Go!, prodotta dalla Tatsunoko, datata 1967 e quindi tra le prime prodotte dall’allora nascente industria degli anime – e gli intenti sperimentali, dal punto di vista tecnico e visivo, dei vulcanici fratelli Wachowski, già celebrati autori di Matrix [1]. La disparità tra la struttura narrativa, fanciullesca in ogni suo aspetto, e l’impianto visivo, ipertrofico e spesso sorprendente, non deve però trarre in inganno: perdonata l’eccessiva leggerezza della trama (in fin dei conti lo spirito della serie originale resta intatto), ci si trova di fronte a un’opera che riesce a fondere con rilevanti risultati estetici i corpi e soprattutto i volti in carne e ossa degli attori con le straripanti scenografie virtuali, in sequenze che giocano costantemente con le regole della fisica e con le infinite possibilità degli accostamenti cromatici. Più delle adrenaliniche corse automobilistiche, volutamente prossime all’estetica dei videogiochi, stupisce la cura maniacale nella composizione delle inquadrature, sintomo di una costante ricerca dell’eccesso visivo. I Wachowski, aggiornando le sperimentazioni dell’antesignano Tron (1982) di Steven Lisberger, riescono a realizzare un lungometraggio in costante bilico tra cartoon e cinema live, tra iconografia pop art ed estetica da videogame, tra raccontino didascalico per famiglie e riflessione sullo sguardo e sulla messa in scena. Prima ancora di essere la prevedibile ed edificante favoletta di un talentuoso e generoso pilota di macchine da corsa, Speed Racer è la concreta dimostrazione di come le tecnologie possano essere messe a servizio del cinema e di quanto si sia spostata la nostra capacità di assorbire e rielaborare le immagini e l’immaginario.

Restando in tema di innovazione e progressi tecnologici, appare quasi scontato il ricorso al blu ray per la visione casalinga di questa pellicola, che necessita oltretutto di uno schermo di adeguate dimensioni e caratteristiche tecniche. Il disco targato Warner, oltre alla prevedibile offerta di molte opzioni audio (italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo e svedese in DD 5.1) e sottotitoli (almeno una dozzina di lingue), è arricchito da accurati contenuti extra, confezionati in linea con lo spirito del lungometraggio.
Paulie guarda i set del film, probabilmente il meno interessante, è una sorta di scherzoso tour, affidato al giovane Paulie Litt (Spritle Racer), che trascina gli spettatori nei vari luoghi della produzione, dai set (come la variopinta e caramellosa casa dei Racer) agli studi grafici, fino al reparto costumi. Un breve viaggio (circa quindici minuti) rende l’idea del mastodontico lavoro, a partire dall’ideazione delle tute e dei caschi dei piloti, e degli sforzi economici e produttivi.

Il brivido della velocità è un divertente mockumentary sulla storia dei piloti e delle varie case automobilistiche coinvolte nelle folli corse di Speed Racer. Dalla nipponica Togukahn fino alla splendente Mach 5 rigorosamente fatta a mano del protagonista, tutte le vetture vengono dettagliatamente esaminate dal punto di vista meccanico e aerodinamico. Circa sedici minuti la durata di questo contenuto.
L’eccitazione della gara, utile making of, accompagna lo spettatore attraverso le varie modifiche ed elaborazioni delle complesse immagini del film: numerosi responsabili del reparto tecnico intervengono durante i quasi ventotto minuti di questo filmato, ricco di informazioni sulla realizzazione della piste, dei character e mecha design, dei modelli reali.
L’invenzione del mondo di Speed Racer, ultimo dei quattro contenuti extra, ruota attorno alla lettura dei vari personaggi e all’universo narrativo del lungometraggio. Intervengono, nel corso dei dieci minuti, oltre al produttore Joel Silver, i vari Emile Hirsch, John Goodman, Susan Sarandon, Matthew Fox, Christina Ricci, Paulie Litt.

Note
1. Compresi i deludenti episodi Matrix Reloaded e Matrix Revolutions e l’altalenante ensemble di cortometraggi Animatrix.
Info
Il sito italiano di Speed Racer.
Speed Racer sul sito della Warner.
Il trailer originale di Speed Racer.
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