Mongol

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Mongol, l’epico kolossal diretto da Sergei Bodrov e interpretato nel ruolo del protagonista dal divo nipponico Tadanobu Asano, arriva in dvd grazie al lavoro congiunto di BIM e 01 Distribution; un’occasione da non perdere per scoprire un’opera passata per lo più nel silenzio mediatico.

Mongol ripercorre i drammatici e tormentati primi anni del sovrano nato nel 1162 col nome di Temugin – dalla sua difficile infanzia, fino alla battaglia che segnerà il suo destino – facendone un ritratto complesso che lo dipinge non più come lo spietato mostro dello stereotipo, ma come un nobile condottiero impavido e visionario. Mongol racconta la storia di un uomo straordinario, svelandoci il fondamento su cui poggiava gran parte della sua grandezza: il rapporto con la moglie Borte – grande amore della sua vita, e sua più fidata consigliera… [sinossi]

Si può essere estremamente soddisfatti di come la 01 e la BIM abbiano deciso di celebrare l’uscita in DVD di Mongol, il film che Sergei Bodrov ha dedicato all’infanzia e alla vita di Temuçin prima che questi diventasse noto come Gengis Khan. L’opera di Bodrov era apparsa rimarchevole fin dalla sua apparizione nel concorso ufficiale della Festa Internazionale del Cinema di Roma del 2007; si è poi festeggiata la notizia della sua distribuzione nelle sale italiane e dunque ci si trova ora a rincarare la dose di fronte al supporto video.
Supporto che si presenta da subito nel migliore dei modi: un doppio dvd, il primo dedicato al film e il secondo ai contenuti speciali. La resa visiva e sonora della masterizzazione denota un lavoro piuttosto certosino, e la magniloquenza immaginifica di Mongol non viene minimamente deturpata: dopotutto un film basato quasi interamente sull’utilizzo degli esterni, con la spaziosità quasi interminabile della steppa mongola a farla da padrona, avrebbe facilmente rischiato di essere svilito, rovinato, impoverito da una trasposizione in DVD non accurata. Così fortunatamente non è, e l’impatto video e audio (quest’ultimo disponibile in DolbyDigital 2.0 e 5.1) non delude. Non ci si soffermerà in questa sede in maniera particolare sul risultato estetico dell’opera di Bodrov,  demandando questo compito ad altra sede, ma anche perché, e qui si entra definitivamente nel nucleo della questione, il secondo disco merita un approfondimento a parte.

Tra i molti contenuti speciali racchiusi nel DVD, due saltano immediatamente agli occhi. Il primo è una lunga intervista, di poco meno di mezz’ora, in cui Marina Fabbri incontra Sergei Bodrov per parlare del suo modo di intendere il cinema. Una chiacchierata a tratti illuminante, anche perché sottotraccia passano alcune annotazioni che permettono di comprendere meglio il pensiero del cineasta russo: la sua pervicace volontà di non essere paragonato ad autori ben precisi, per esempio, evidenziata da quella panoramica a trecentosessanta gradi sul cinema che ama (e in cui, forse per dovere di cordialità verso l’interlocutrice, nomina un numero non indifferente di ingegni italiani, da De Sica a Fellini, passando per Comencini padre e Mastroianni), o la riflessione sulla tendenza del pensiero occidentale a ragionare per compartimenti stagni, dividendo in bianco e nero tutto e tutti, comprese figure storiche complesse come quella di Gengis Khan. Non manca un riferimento, toccante e trattenuto, a Sergei Bodrov jr., suo figlio, notevole attore – impossibile non ricordare quantomeno le sue interpretazioni ne Il prigioniero del Caucaso, diretto dal padre, e nei due Brother di Aleksei Balabanov – scomparso in un incidente in montagna nel 2002. Un interessante viaggio nel Bodrov-pensiero, dalla politica all’artificiosità hollywoodiana della Storia, dalla recitazione all’affermazione di rispetto nei confronti di qualsiasi cultura e religione.

Il secondo contentuto speciale che è doveroso dover citare è invece un brevissimo inserto animato, intitolato L’attesa e incentrato sulla figura della moglie di Temuçin che attende il ritorno del marito a casa e deve soccombere di fronte alle angherie di alcuni uomini: non un frammento chissà quanto essenziale, ma l’episodicità e l’originalità di una proposta del genere – l’animazione tra l’altro è tutt’altro che di prammatica – spingono a citarlo a parte. Funge da corollario al cortometraggio anche una serie di bozzetti disegnati, ideale making of dello stesso.
Per il resto apprezzabile la Photogallery, e interessante la Sezione ROM dove, inserendo il disco nel computer, è possibile reperire la versione per iPod e iPhone del film, la locandina originale, e wallpaper di notevoli dimensioni e altissima risoluzione. Il modo migliore per dare risalto a un’uscita importante, per un’opera di assoluto valore che potrebbe facilmente mettere d’accordo sia i cinefili di stretta osservanza che gli amanti del cinema epico d’intrattenimento.

Info
Il trailer di Mongol.
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