Somers Town
di Shane Meadows
Somers Town è il ritratto, in un suggestivo bianco e nero, di un piccolo angolo di mondo, di una microcomunità, di un quartiere tra King’s Cross e Euston Station, di pochi personaggi che vorremmo tanto poter incontrare.
Così piccolo e fragile
Tomo è un adolescente fuggito da Nottingham che arriva a Londra carico di belle speranze, Marek vive a Somers Town, è figlio di un immigrato dell’Est che lavora come operaio in una ferrovia. I due costruiranno un’amicizia semplice e sincera e s’innamoreranno teneramente della stessa donna… [sinossi]
Dopo l’intenso e coinvolgente This is England (2006), premiato alla prima edizione della Festa del Cinema di Roma e prontamente ignorato dalle case di distribuzione nostrane, attendevamo con una certa trepidazione la successiva prova registica di Shane Meadows, abbastanza convinti di una più che felice conferma. Così è stato.
Il giovane autore inglese sembra aver raggiunto la sua dimensione ideale, dopo gli esordi più che incoraggianti (Ventiquattrosette, datato 1997 e A Room for Romeo Brass, del 1999), un mezzo passo falso (C’era una volta in Inghilterra, 2002) e un pronto riscatto (Dead Man’s Shoes, 2004): con This is England e con l’ultimo lungometraggio Somers Town, pellicole legate non solo dalla presenza del sorprendente Thomas Turgoose, Meadows, pur continuando mirabilmente a raccontare la sua Inghilterra (Midlands, soprattutto), ha messo al centro della narrazione l’adolescenza e le conseguenti suggestioni. E se This is England era “un piccolo capolavoro”, Somers Town è un film così minuto da sembrare fragile e indifeso: due splendidi ragazzini, un’amicizia sincera e una giovane donna troppo bella e un po’ troppo grande. Meadows tratteggia con estrema sensibilità questa età di passaggio e sceglie di portare sullo schermo sentimenti esemplari: il fresco e naturale rapporto tra lo “sfacciato” Tomo (Thomas Turgoose) e il timido Marek (Piotr Jagiello), l’impossibile (ma tremendamente romantico nella sua ingenuità) “triangolo amoroso” Tomo-Marek-Maria (Elisa Lasowski) e lo schietto rapporto tra Marek e il roccioso padre Mariusz (Ireneusz Czop), operaio e simbolo dei tanti stranieri che a Londra sudano dalla mattina alla sera per un futuro migliore.
Somers Town è il ritratto, in un suggestivo bianco e nero, di un piccolo angolo di mondo, di una microcomunità, di un quartiere tra King’s Cross e Euston Station, di pochi personaggi che vorremmo tanto poter incontrare. Ancora una volta, Meadows racconta quello che vive e ha vissuto, portando sullo schermo storie di gente comune.
In perenne bilico tra una ballata triste e la naturale vivacità dei due protagonisti, l’ultima prova registica di Meadows impressiona per la lineare semplicità e il candore con cui mette in scena il mondo filtrato dagli occhi di due ragazzini: esemplare, in questo senso, la splendida sequenza del giro del quartiere sulla carrozzella di Tomo, Marek e Maria. Tra Truffaut e un on the road sui generis, la suddetta sequenza è un inno alla giovinezza: da vedere e rivedere il momento in cui la bella Maria si congeda dai due improbabili ma (a modo loro) irresistibili spasimanti. E tra le pieghe di questa storia delicata e prima del colorato epilogo, gioia per gli occhi e per il cuore, e soluzione cinematografica molto semplice ma assolutamente efficace nel sottolineare l’importanza dell’esperienza che i due ragazzini stanno vivendo, Meadows non dimentica di mostrare il mondo e la società circostante, da alcuni buffi personaggi (come il paffuto venditore, accanito tifoso dell’Arsenal) fino alle difficoltà di inserimenti degli immigrati, alla violenza giovanile e a un certo degrado di quartieri spesso dimenticati.
Piccolo e fragile, Somers Town è destinato a restare al di fuori dei confini del Bel Paese, dopo la benemerita apparizione al Torino Film Festival, secondo e ultimo dell’era Moretti. Dispiace, ancora una volta, che l’ennesimo gioiellino cinematografico – ogni anno se ne contano decine e decine senza distribuzione – venga sacrificato sull’altare delle logiche commerciali e della cronica mancanza di coraggio e fantasia di gran parte delle nostre case di distribuzione. Niente colonna sonora di Gavin Clark, niente Tomo, Marek e Maria, nessuna salutare iniezione di ricordi ed emozioni per il pubblico nostrano (in buona parte, sia detto, colpevole). Peccato e avanti così. Non è un caso che il fulminante Lasciami entrare, altra perla torinese, sia approdato nelle nostre sale grazie a una piccola distribuzione.
Info
Il trailer di Somers Town.
Somers Town sul catalogo della Berlinale.
Somers Town sul sito del Torino Film Festival.
- Genere: commedia, drammatico
- Titolo originale: Somers Town
- Paese/Anno: GB | 2008
- Regia: Shane Meadows
- Sceneggiatura: Paul Fraser
- Fotografia: Natasha Braier
- Montaggio: Richard Graham
- Interpreti: Ben Porter, Eddy Hasson, Elisa Lasowski, Huggy Leaver, Ireneusz Czop, Jamie Belman, Kate Dickie, Levi Hayes, Mariusz Gajewski, Mark Monero, Perry Benson, Piotr Jagiello, Risade Campbell, Ryan Ford, Steve Hillman, Thomas Turgoose, Tomasz Kamola, Trevor Cooper, Wojciech Olczak, Wojtek Macierznski
- Colonna sonora: Gavin Clark
- Produzione: Big Arty Productions, Mother Vision, Tomboy Films
- Durata: 75'










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