Eagle Eye
di D. J. Caruso
Action prevedibile ma perfettamente funzionale all’intrattenimento spettatoriale, Eagle Eye di D.J. Caruso ci trasporta in un mondo cibernetico e ultraelettronico dove tutti sono sorvegliati speciali.
L’occhio che ci guarda dall’alto
Jerry ha da poco perso il fratello in circostanze misteriose e misteriosamente si ritrova il conto corrente pieno di soldi… qualcosa di strano gli sta accadendo. Quando torna nel suo appartamento trova armi, passaporti falsi e un telefono che squilla… A sua insaputa é stato coinvolto in piano terroristico per assassinare un politico e non sa come uscirne. Nella stessa situazione di Jerry si trova anche Rachel, una giovane mamma single, vittima di chiamate telefoniche da parte di sconosciuti… [sinossi]
Cosa fareste se ogni vostro minimo movimento, anche il più impercettibile tic nervoso dello zigomo destro, fosse monitorato da “qualcosa” in grado di elaborarne il significato più recondito per utilizzarlo a proprio favore? Questa è una delle basi di partenza di Eagle Eye, thriller ad alto impatto spettacolare diretto da un D.J. Caruso alla sua prova più convincente (non che ci volesse molto, direte voi, visti i precedenti, ma siamo al solito discorso del “chi si accontenta…” ecc ecc.); una, ma non l’unica. Pare che alle spalle del progetto, in una versione embrionale della quale non c’è dato conoscere i dettagli, Steven Spielberg – che di tutto ciò è produttore esecutivo – si sia ispirato al racconto di Isaac Asimov Tutti i guai del mondo. In realtà qui dell’originale asimoviano resta praticamente solo l’idea di una società dominata e controllata da una “mente superiore”, di natura tutt’altro che divina o ultraterrena, ma per il resto ci si muove in direzione opposta; mescolando a una robusta architettura da thriller paranoico di stampo vagamente politico, genìa che negli Stati Uniti ha sempre trovato terreno (immeritatamente) fertile – si veda alla voce Shooter di Antoine Fuqua –, memorie di War Games e intelligenze artificiali, D.J. Caruso ci racconta una storia magari già vista, ma avvincente il giusto. Prende un divo in miniatura come Shia LaBeouf (Guida per riconoscere i tuoi santi, Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo) già alle prese con Asimov ai tempi dell’Io, robot di Alex Proyas, nonché sodale di Caruso in Disturbia, e gliene fa capitare di tutti i colori: tra un gemello militare provetto morto in circostanze non proprio linde e pinte, la minaccia di una voce che lo raggiunge ovunque e comunque e che lo vorrebbe far diventare un terrorista, affiancandolo a un’altra derelitta par suo (la bella Michelle Monaghan, che avevamo già avuto modo di apprezzare ai tempi di Kiss Kiss Bang Bang di Shane Black e Gone Baby Gone di Ben Affleck), e l’inseguimento perpetuo delle forze dell’ordine capitanate da Billy Bob Thornton e Rosario Dawson, il povero socio della copisteria Copy Cabana non passerà una giornata propriamente tranquilla.
Lo diciamo senza peli sulla lingua: Eagle Eye è un film prevedibile da qualsiasi angolazione lo si voglia prendere. Dopotutto in un contesto infarcito di cliché, alcuni decisamente abusati nel corso della storia del cinema, sarebbe davvero troppo pretendere il contrario: il rischio è dunque davvero quello di sbattere il grugno contro un prodotto inscatolato in una catena di montaggio. Toglietevi dalla testa Asimov, non pensate a Spielberg in cabina di produzione, non fatevi corrompere dall’idea di Thornton quale alfiere dei fratelli Coen e di una certa indipendenza a stelle e strisce: Eagle Eye è un prodotto di mercato, né più né meno di questo. La sceneggiatura, scritta a otto mani da esordienti o giù di lì (anche se ci mette lo zampino Hillary Seitz, che avrà anche solo tre titoli nel suo curriculum, ma uno di questi è Insomnia di Christopher Nolan), conscia dei propri limiti per quel che concerne l’inventiva, preferisce lavorare sulla compattezza dell’insieme e la brillantezza dei dialoghi: ed è probabilmente questo uno dei veri punti di forza dell’opera di Caruso, capace di scivolare via per le sue due ore di durata come se niente fosse. Se tutto ciò che ci viene raccontato finisce al massimo per spingerci al sorriso, data l’inconsistenza e l’esasperazione del contesto, con questo mondo cibernetico e ultraelettronico che finirà per inglobarci a nostra insaputa e nel quale comunque i veri valori sono sempre dalla parte di chi difende il potere (interessante notare come, sotto sotto, siano più o meno tutti buoni: il male in America non è più disciplina alla quale si interessano gli uomini, ma le macchine… contento Caruso…), la concatenazione degli eventi riesce a far presa sullo spettatore, agendo puramente di pancia. Negli Stati Uniti c’è anche qualcuno che ha pensato bene di partire dalle ipotesi fantascientifiche del film per speculare sul senso della patria e blablabla: noi, al di là di letture che ci sembrano francamente pretestuose e che lasciano abbondantemente il tempo che trovano, ammettiamo che il film – bontà sua – ci ha divertito e intrattenuto. E questo, per oggi, ci basta.
Info
Il trailer di Eagle Eye.
- Genere: action, thriller
- Titolo originale: Eagle Eye
- Paese/Anno: Germania, USA | 2008
- Regia: D. J. Caruso
- Sceneggiatura: Dan McDermott, Hillary Seitz, John Glenn, Travis Wright
- Fotografia: Dariusz Wolski
- Montaggio: Jim Page
- Interpreti: Anthony Azizi, Anthony Mackie, Bill Smitrovich, Billy Bob Thornton, Bob Morrisey, Cameron Boyce, Charles Carroll, Dariush Kashani, Deborah Strang, Ethan Embry, J. Patrick McCormack, Lorenzo Eduardo, Lynn Cohen, Madylin Sweeten, Michael Chiklis, Michelle Monaghan, Rosario Dawson, Sean Kinney, Shia LaBeouf, William Sadler
- Colonna sonora: Brian Tyler
- Produzione: DreamWorks, SKG
- Distribuzione: Universal Pictures
- Durata: 118'
- Data di uscita: 20/02/2009






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