The Reader – A voce alta

The Reader – A voce alta

di

Coinvolgente melodramma su colpe e redenzioni, con qualche eccesso di discascalismo, ma un’ottima Kate Winslet.

Raccontami una storia

Nella Germania post-bellica, una decina d’anni dopo la burrascosa e misteriosa fine della relazione con una donna più grande, lo studente di legge Michael Berg ritrova l’ex amante mentre questa è imputata in un processo per crimini di guerra… [sinossi]

Nella Berlino postbellica, l’adolescente Michael Berg (David Kross) conosce casualmente la rude bigliettaia Hanna Schmitz (Kate Winslet). La donna trova il ragazzo, inzuppato di pioggia e tossicchiante, nell’androne della propria abitazione e lo riconduce premurosamente a casa. Una volta guarito dalla scarlattina, Michael tornerà a ringraziare la donna e tra i due nascerà una relazione destinata a durare una sola estate, ma che lascerà il segno nella vita di entrambi. Hanna è una donna sola e di poche parole, la comunicazione tra i due passa soprattutto attraverso i loro corpi e le parole dei libri che lei gli chiede di leggerle. Anni più tardi, Michael, oramai studente all’università, si trova a presenziare ad un processo per i crimini di guerra commessi da alcune donne-kapò: tra le imputate c’è l’amata Hanna. Sarà proprio il loro segreto – Hanna è analfabeta – a determinare la condanna della donna. Una volta adulto (ed interpretato da Ralph Fiennes), Michael riallaccerà il rapporto con Hanna, inviandole degli “audiolibri” che la aiuteranno a ristabilire un contatto con la realtà, in vista della sua imminente scarcerazione.

Tra le caratteristiche più evidenti di questa stagione cinematografica 2008-2009, non si può non annoverare l’eccezionale fiorire di film che rileggono il dramma dell’Olocausto, pensiamo a Operazione Valchiria, Defiance, Il bambino con il pigiama a righe, pellicole ancora in grado di sollevare accese discussioni etiche e morali, come anche di attrarre l’interesse del pubblico. Vira però deciso verso il melodramma, questo The Reader – A voce alta, opera del britannico Stephen Daldry, già acclamato esordiente con Billy Elliot e gran burattinaio dell’intreccio ipertrofico, meta temporale e, a tratti, va detto, anche risibile, di The Hours.

In The Reader non mancano certo gli spunti di riflessione sulle colpe e responsabilità di una nazione, come la Germania postbellica, alle prese con la propria tormentata coscienza, quello che lascia un po’ a desiderare, però, è la forma attraverso la quale ci vengono presentate. Pensiamo al tema centrale del film, ovvero alla vergogna, quella che Michael prova nello scoprire che la propria ex amante è stata una sorvegliante delle SS , ma soprattutto quella di Hanna, preoccupata più a nascondere il suo analfabetismo che a rielaborare il proprio ruolo di aguzzina. Appare inoltre un po’ schematico il dispiegarsi, nel corso delle vicende trattate, dei ruoli di vittima e carnefice: Hanna ha un passato da carceriera, ma finirà poi in carcere, Hanna salva Michael malato e poi lo inizia alla sessualità, più tardi però sarà proprio il ragazzo a determinare la condanna della donna e infine ad architettarne una possibile redenzione. Tutto sembra dunque risolversi soprattutto ad un livello interpersonale, mentre il conflitto tra etica e diritto, ci viene invece correttamente esposto attraverso la poco originale trovata di una lezione universitaria tenuta Bruno Ganz in versione professorale. In ogni caso, al centro del film non ci sono le traiettorie problematiche “universali” scaturite dalle vicende storiche, quanto piuttosto la scoperta del lato umano della donna, intenta a riscattarsi ed elevarsi attraverso l’ascolto dei maestri della letteratura mondiale.

Questioni etiche a parte, bisogna ammettere che The Reader, se delude dal punto di vista del riesame delle colpe di una nazione sconfitta e piegata dalle terribili responsabilità, costituisce in ogni caso un solido esempio di intrattenimento, con qualche spiraglio di riflessione e un’ottima (e premiata con l’Oscar) interpretazione di Kate Winslet. Nonostante l’invadente trucco e parrucco, la Winslet riesce a donare credibilità e la giusta dose di mistero alla burbera Hanna Schmitz, amante appassionata, attonita aguzzina. Quanto all’interpretazione del giovane David Kross, essa non presenta particolari debolezze, mentre pare assai irrequieto e confuso il solitamente convincente Ralph Fiennes.
Più semplice narrativamente e sobrio nello stile rispetto al fluviale The Hours, The Reader confida molto nella forza della narrazione, che si articola su tre piani temporali opportunamente intrecciati: abbiamo Michael inversione imberbe, poi studente universitario, infine avvocato divorziato e con prole, intento a raccontare alla figlia il proprio torbido passato. Tratto da un romanzo-blockbuster dello scrittore tedesco Bernard Schlink (pare che negli USA sia stata la mefistofelica Oprah Winfrey a determinarne il successo), The Reader vanta inoltre tra i produttori nomi del calibro di Anthony Minghella e Sydney Pollack, ai due, tristemente scomparsi a pochi mesi di distanza l’uno dall’altro, il pubblico presente alla proiezione del film alla Berlinale, dove il film è stato presentato, ha tributato un caloroso applauso.

Daldry non annovera forse tra le sue doti la sottigliezza e la grazia nella messinscena, ma di certo ha del talento nella direzione degli attori e riesce inoltre a strutturare almeno una sequenza spassosa: si tratta di un montaggio alternato che pone a contrasto il desinare in famiglia del nostro Michael, tutto rumori di ganasce e bocche impastate di cibo, e l’amplesso selvaggio ma armonioso tra i due amanti, avvenuto solo poche ore prima. Insomma le trovate visive non mancano, anche se lo stile di Daldry può apparire talvolta un po’ grossolano, come quando indugia nel didascalismo e attribuisce eccessiva l’enfasi alle parole “leggere” e “libro” all’inizio del film. In alcuni momenti, sceneggiatore e regista si sono premurati infatti di fornire indicazioni fin troppo zelanti, almeno per uno spettatore in fase di veglia.
Una nota di merito va invece attribuita al teso finale del film, che consegna alle parole della donna sopravvissuta ai campi di sterminio le sorti dell’anima della nostra antieroina, e chiosa il complesso discorso con una scelta forse troppo riconciliatoria, ma rispettosa, d’altronde, del diktat tutto hollywoodiano dell’happy end.

Info
Il trailer di The Reader – A voce alta.
Questa recensione è apparsa in precedenza su cinemavvenire.it.
  • the-reader-2008-stephen-daldry-01.jpg
  • the-reader-2008-stephen-daldry-02.jpg
  • the-reader-2008-stephen-daldry-03.jpg
  • the-reader-2008-stephen-daldry-04.jpg
  • the-reader-2008-stephen-daldry-05.jpg
  • the-reader-2008-stephen-daldry-06.jpg
  • the-reader-2008-stephen-daldry-07.jpg
  • the-reader-2008-stephen-daldry-08.jpg
  • the-reader-2008-stephen-daldry-09.jpg
  • the-reader-2008-stephen-daldry-10.jpg
  • the-reader-2008-stephen-daldry-11.jpg
  • the-reader-2008-stephen-daldry-12.jpg

Articoli correlati

  • In Sala

    Trash

    di L'infanzia e la prima giovinezza si confermano autentico pallino di Stephen Daldry, che anche stavolta sceglie di filtrare la narrazione attraverso lo sguardo ingenuo, spregiudicato e libero di tre giovanissimi protagonisti...

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento