Religiolus – Vedere per credere

Religiolus – Vedere per credere

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Ben lontano dall’essere blasfemo, Religiolus è un apprezzabile documentario che si occupa di questioni molto terrene e ben poco divine: illuminante, in questo senso, l’intervista al senatore dell’Arkansas Mark Pryor, ennesimo esempio di politico che cammina a braccetto con il suo Dio.

Ho visto una gran luce

Religiolus segue il comico Bill Maher (Real Time with Bill Maher, Politically Incorrect) nei suoi viaggi presso i siti religiosi del mondo e nelle sue interviste con numerosi credenti, sul tema di Dio e della religione. Noto per le abilità analitiche e per la caratteristica irriverenza, Maher applica la sua proverbiale onestà e il suo tipico senso dell’ironia al tema della fede, trasportandoci insieme a lui in un provocatorio viaggio spirituale. Religiolus è diretto da Larry Charles (Borat: Studio culturale sull’America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan), al suo primo progetto cinematografico dopo lo strepitoso successo ottenuto da Borat... [sinossi]
Avvertenza: se avete visto il film, consigliamo di leggere la sottostante recensione ascoltando If You Don’t Know Me by Now, hit datata 1972, del gruppo vocale Harold Melvin & the Blue Notes. Ripensando, ovviamente, a Jerry “Jeremiah” Cummings.

Religiolus è un documentario a tesi, astuto e manipolatore, decisamente divertente, fulminante in alcuni momenti. Come struttura narrativa e ritmo incalzante siamo, per farla breve, dalle parti del celeberrimo Michael Moore (Bowling a Columbine, Fahrenheit 9/11), con tutti i pregi e difetti (la suddetta manipolazione, peccatuccio comunque perdonabile) del caso. La satira feroce ma assai brillante del duo Bill Maher/Larry Charles punta dritto all’obiettivo dichiarato, la scarsa credibilità delle religioni, sovrastrutture umane ben lontane dall’illuminazione divina, e accumula interviste, testimonianze, dati e tutto quel che segue. Il documentario, funzionale anche come semplice prodotto d’intrattenimento, è una sorta di manifesto del pensiero razionale e scientifico, nonostante l’approccio divertito e divertente, scanzonato ma non superficiale. Religiolus ha il grande merito di veicolare con leggerezza concetti fondamentali, rilanciando un tema spinoso come l’ingerenza sociale, morale ed economica delle tante Chiese, dalle principali fino alle più bizzarre.

Maher e la piccola troupe vanno a scovare negli Stati Uniti, come in Olanda, Israele, Inghilterra e Italia, una serie di personaggi spesso ai limiti dell’incredibile, casi estremi che però rappresentano un cospicuo e preoccupante numero di credenti: il “grande inganno”, palese in questi casi, si annida nel concetto stesso di religione, nella fallibilità degli uomini, nei legami indissolubili tra le Chiese e i poteri politici ed economici. Perché dietro alle fantasiose leggende religiose (valga, per tutte, la storia di Gesù, identica ad altre divinità prima di lui), ai parchi a tema statunitensi (l’Holy Land Experience di Orlando, Florida, a due passi da Disneyworld…) e ai sedicenti discendenti di Cristo (Jose Luis de Jesus Miranda, abile truffatore ricoperto d’oro e segno tra i più evidenti della stoltezza umana), guardando con un minimo di attenzione ritroviamo le cause di tante sofferenze, di troppe guerre, di molti disastri. E nessuna traccia di Dio. Proprio partendo da un concetto molto onesto (Maher non nega l’esistenza di Dio, semplicemente non si ritiene in grado di rispondere alla “grande domanda”), Religiolus mette a nudo il fallimento delle religioni, vuoti simulacri, specchi per le allodole, sbiadito ricordo dei precetti dei padri fondatori.

Ben lontano dall’essere blasfemo, Religiolus è un apprezzabile documentario che si occupa di questioni molto terrene e ben poco divine: illuminante, in questo senso, l’intervista al senatore dell’Arkansas Mark Pryor, ennesimo esempio di politico che cammina a braccetto con il suo Dio. Larry Charles tiene alto il ritmo per tutti i cento minuti del lungometraggio, nonostante un finale ridondante e un po’ troppo predicatorio, affidandosi alla verve di Bill Maher e a un abile lavoro di montaggio, in cui alterna alle varie testimonianza spezzoni di film, immagini di repertorio, trasmissioni televisive, telefilm, spettacoli teatrali, cartoni animati. Religiolus è spassoso e inquietante, anche se rischia, come è ampiamente prevedibile, di offendere un gran numero di credenti. Ma il punto, come detto, non è la questione ultraterrena.

PS: dopo la proiezione per la stampa (Roma, 11 febbraio 2009) è stato organizzato un interessante dibattito, acceso ma civile. Sono intervenuti Raffaele Carcano, Paolo Naso, Khalid Chaouki e Victor Magiar. Rappresentati, insomma, atei, ebrei, protestanti e musulmani. Nessun esponente della Chiesa Cattolica: forse qualcuno si è offeso?
Info
Il trailer italiano di Religiolus.
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