Live! – Ascolti record al primo colpo
di Bill Guttentag
Live! – Ascolti record al primo colpo segna l’esordio nel cinema di finzione del documentarista di lungo corso Bill Guttentag che si lancia in un attacco al vetriolo alla televisione, dimostrandosi però tentennante nell’estetica e dunque disperdendo gran parte del suo potenziale.
Cattiva maestra televisione
Dall’intuizione di un regista nasce un reality show nel quale i personaggi si affrontano a colpi di roulette russa e di umorismo nero, spingendo lo show verso un finale indimenticabile. (sinossi)
Prima di approdare a Live! la carriera di Bill Guttentag si è mossa in lungo e in largo nel cinema documentario, e non senza lasciare il segno: due Oscar vinti – per You don’t Have to Die nel 1989 e Twin Towers nel 2003 – e altre tre nomination in appena venti anni sono numeri che parlano decisamente da soli. Guttentag ha anche trovato spesso sulla sua strada produzioni televisive, passando da approfondimenti sulla lotta alla produzione di cocaina in Bolivia a un ritratto della polizia di Memphis. Documentario e televisione, dunque, sono elementi da tenere in alta considerazione nell’affrontare da vicino Live!; che è un film di fiction, e su questo ovviamente non ci sono dubbi, ma che ragiona sull’invadenza del golem televisivo, inquadrandolo come si farebbe con un documentario da battaglia.
Prima di addentrarci in profondità nella lettura del film, che arriva nelle nostre sale con quasi due anni di ritardo rispetto all’anteprima al Tribeca Film Festival del 2007, ci sembra giusto rimarcare come le intenzioni alla base del progetto, e lo spirito con il quale viene affrontato un tema delicato come quello dell’etica e della morale nella società videodipendente attuale, meritino tutto il nostro rispetto e la nostra stima. Perché Live! si butta con una certa dose di coraggio in una critica spietata delle regole economiche ed estetiche nelle quali si è fatta imprigionare, anno dopo anno, la televisione: estremizzando i concetti che una decade fa smossero l’ottimo The Truman Show di Peter Weir ed Ed Tv di Ron Howard, Guttentag cerca di mostrare il mondo che ogni giorno arriva nelle case di milioni di persone senza filtri, trascinando sotto la luce dei riflettori i volti ghignanti celati dietro lo schermo. Operazione stimabile, per l’appunto, ma che non si può certo definire compiuta. A non convincere, dispiace dirlo, è proprio la scelta estetica: quella macchina da presa tentennante, che dovrebbe dare l’illusione di assistere a un vero e proprio documentario, fallisce completamente il suo scopo.
Questo per un paio di motivi, tutt’altro che secondari: innanzitutto è difficile fingere di essere nel pieno sviluppo creativo di un documentario quando la protagonista della vicenda, il volto sul quale si sofferma ripetutamente e con insistenza la camera, è un personaggio noto come Eva Mendes. L’artificio si palesa all’istante, e l’intero impianto scenico finisce solo per annoiare. In secondo luogo una volta intrapresa una via sicuramente lontana dalla prassi – ma neanche così di rottura come sembrerebbe voler pretendere il cineasta – l’unico modo per non perdersi è quella di seguirla fino alle estreme conseguenze: Guttentag non appare invece così deciso, tanto da abbandonare di quando in quando il punto di vista del documentarista per cercare soluzioni visive apparentemente più convincenti. Agendo in questo modo, però, Live! finisce per mostrare un volto confuso, indecifrabile, vagamente ondivago e altalenante.
Siamo poi certi che il mondo della televisione riceva un colpo così duro dal film? A ben vedere, al di là di una satira sicuramente pungente – e la prima parte, non a caso, è quella che ci ha convinto maggiormente, con il team capitanato da Katy, donna senza scrupoli di alcun tipo, impegnato in vari brainstorming per decidere che taglio dare al programma che stanno elaborando – non c’è molto altro da segnalare. Diremo di più: abbiamo francamente trovato fuori luogo l’esagerazione comica con la quale vengono messi in scena i provini per il programma. Era proprio lì, in quel preciso istante, che sarebbe dovuta scaturire la sciatta quotidianità di un mondo che vorrebbe apparire meraviglioso e straordinario e che altro non è che una macchina economica lanciata a vertiginose velocità verso la propria meta, in barba a qualsivoglia segnale stradale: invece Guttentag ci spinge alla risata, ci rende ridicoli gli uomini “qualunque” che vorrebbero partecipare al programma. Ci spinge, insomma, a estraniarci dalla realtà, a incasellare Live! in una precisa tabella di generi e apparentamenti cinematografici; dov’è ora il documentario? Dov’è la spietata critica a un mondo dissoluto e volgare? Anche noi, con la nostra risata, finiamo per essere colpevolmente partecipi di questo universo, producendo un corto circuito logico nelle intenzioni dell’opera. Da qui in poi il film cade in picchiata, senza riuscire a trovare appigli abbastanza solidi per sostenerlo: a completare l’opera è un finale retorico, semplice e in fin dei conti anche sottilmente bigotto, che non vi sveliamo per mero scrupolo professionale.
La cattiva maestra televisione di popperiana memoria ha vinto ancora una volta, sconfiggendo anche il cinema (all’apparenza) più oltranzista. Chiudiamo questa recensione rinviando a un film che riesce a svelare le mediocri falsità dell’universo televisivo, senza bisogno di artifici retorici e senza la pretenziosità di Live!: si tratta di Sell Out! del regista malese Yeo Joon Han. Ovviamente, ma non è neanche il caso di dirlo, destinato a non approdare mai nelle sale del nostro Paese.
Info
Live!, il trailer.
- Genere: drammatico
- Titolo originale: Live!
- Paese/Anno: USA | 2007
- Regia: Bill Guttentag
- Sceneggiatura: Bill Guttentag
- Fotografia: Stephen Kazmierski
- Montaggio: Jim Stewart
- Interpreti: Andre Braugher, David Krumholtz, Eric Lively, Eva Mendes, Jay Hernandez, Jeffrey Dean Morgan, Katie Cassidy , Monet Mazur, Paul Michael Glaser, Rob Brown
- Colonna sonora: Phil Marshall
- Produzione: Atlas Entertainment, Mosai Media Group
- Distribuzione: Moviemax
- Durata: 96'
- Data di uscita: 06/03/2009

