The International

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Il talentuoso e incostante Tom Tykwer si cimenta con The International in un’impegnativa co-produzione internazionale che segna anche il suo momentaneo assorbimento nel carrozzone hollywoodiano. Con Clive Owen e Naomi Watts.

Il giallo della finanza creativa

L’agente dell’Interpol Louis Salinger, insieme al Vice Procuratore Distrettuale Eleanor Whitman, cerca di smascherare un influente banchiere, coinvolto nel traffico illegale di armi gestito da una delle più grandi organizzazioni criminali del mondo. Salinger e la Whitman seguiranno il caso da Berlino a Milano, da New York a Istanbul, in una lotta contro l’illegalità che metterà a rischio le loro stesse vite… [sinossi]

Non si può certo dire che il talentuoso per quanto incostante Tom Tykwer abbia espresso scarsa lungimiranza nell’accettare la regia di The International, impegnativa co-produzione tra Stati Uniti, Gran Bretagna e Germania che, dopo l’allargamento di prospettive determinato in precedenza da Profumo – Storia di un assassino, segna anche il momentaneo assorbimento dell’autore da parte del carrozzone hollywoodiano. Viste poi le peculiari doti stilistiche del cineasta tedesco, era forse destino che la luna di miele con Hollywood si consumasse nel segno del thriller. Ma The International non è un thriller qualsiasi. È il thriller della crisi.

La sceneggiatura partorita da un altro soggetto interessante, quell’Eric Warren Singer che pare abbia supervisionato gli episodi della serie animata di MTV Aeon Flux, esplora difatti da angolazioni di sorprendente attualità i vertici del sistema bancario europeo, trovandovi terreno fertile per una trama il cui impianto cospirativo assume forme iperboliche, ispirate però dagli stessi terremoti finanziari che hanno riempito negli ultimi mesi le pagine dei quotidiani. Una volta tanto i cattivi cui viene data la caccia non si nascondono tra feroci terroristi islamici o tra bande di criminali senza scrupoli insediate in qualche repubblica dell’ex Unione Sovietica, come pretenderebbero i peggiori cliché in uso nelle pellicole d’oltreoceano, bensì nel consiglio d’amministrazione di una grigia banca lussemburghese. La novità merita di essere sottolineata. Anche perché la struttura di questo thriller atipico è tutta un oscillare tra le convenzioni del cinema di genere americano, usate talvolta in modo trito, ed intuizioni di gran lunga più personali.

Tornando alle notazioni più virtuose del plot, eloquenti sono gli obiettivi dell’indagine condotta da una coppia quanto mai agguerrita, quella composta dall’agente dell’interpol Louis Salinger (Clive Owen) e dall’assistente del procuratore distrettuale Eleanor Whitman (Naomi Watts): smascherare i piani della IBBC, gruppo bancario che non esita ad assoldare esperti sicari quando intende sbarazzarsi di coloro che ne ostacolano o semplicemente intuiscono i piani, tesi alla realizzazione di ciniche e lucrosissime operazioni finanziare. La ricchezza, qui, viene accumulata non tanto attraverso il pur redditizio traffico di armi, ma finanziando quelle fazioni che nei paesi del Terzo Mondo potranno assicurare condizioni vantaggiose nelle future speculazioni sul debito estero. Un meccanismo complicato e perverso, da cui scaturisce però la lunga scia di delitti e corruzione che opera nel film di Tykwer; un film che, volendo spingere oltre la provocazione, presenta singolari analogie col pensiero marxista, mostrando in questo periodo di crisi esponenti della classe politica e del sistema giudiziario in posizione completamente subordinata rispetto al potere delle lobbies economiche.

Fin qui ci siamo divertiti a sviscerare il non disprezzabile background di un quasi inedito thriller finanziario, bisogna ora far presente che la conduzione del gioco da parte del regista tedesco è per The International croce e delizia, almeno sul piano della messa in scena. Da un lato il talento visivo di Tykwer è fuori discussione. La sua capacità di inquadrare la storia all’interno di determinati elementi architettonici sfrutta ottimamente le potenzialità dei diversi scenari urbani inglobati in questo intrigo internazionale, su tutti Berlino (il pensiero CORRE inevitabilmente a Lola rennt), Milano e New York. Ampie vetrate, superfici metalliche, corridoi angusti rappresentano il corredo claustrofobico di una rilettura del genere che sembra quasi fare il verso alla gelida ricerca estetica di un Michael Mann. Sempre in quella direzione, ma con un occhio rivolto anche alla tradizione del poliziesco hongkongese, si impongono all’attenzione le dilatazioni temporali e gli squarci di macabra ironia (un’ironia purtroppo poco presente in molte altre situazioni e dialoghi) delle sequenze più riuscite, tra cui l’adrenalinica sparatoria all’interno del Guggenheim, soprattutto, ma anche lo straniante inseguimento che vede Clive Owen bloccarsi di fronte a una serie di macchine ferme al semaforo, nella speranza di individuare in coda al gruppo quella col parabrezza sfondato del killer di turno. Se certe intuizioni registiche risultano dunque piacevoli, in altri frangenti Tom Tykwer rivela una intermittente adesione alla logica del racconto, dovuta persino ad eccessi di confidenza nei confronti del genere che rischiano di annacquare la credibilità dell’intreccio, reso troppo spesso debitore degli stereotipi vagamente “bondiani” già presenti in pellicole come The Bourne Identity e relativi sequel. Col rischio di banalizzare la portata di certi contenuti, come avviene ad esempio in un finale che sembra ridurre tutto all’urgenza di una o più vendette private.

Nel vorticoso susseguirsi di soluzioni ispirate e altre decisamente meno efficaci, The International si fa comunque forte di due scelte appropriatissime. Sono le operazioni di casting, prima di ogni altra cosa, a non deludere le aspettative, col formidabile Ulrich Tomsen (già caro ai cultori di Thomas Vintenberg e del “dogma” di fabbricazione danese) a rendere ancora più gelida la figura di un insolito antagonista, il banchiere Jonas Skarssen. L’altro elemento di assoluto rilievo sono le musiche, ansiogene al punto giusto, che confermano il particolare talento compositivo dello stesso Tykwer.

Info
Il trailer di The International.
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