A Frozen Flower

A Frozen Flower

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Coraggioso nell’affrontare tematiche poco consuete per il cinema coreano, A Frozen Flower manca totalmente di un adeguato lavoro di sottrazione e si abbandona alla pericolosa spirale dell’accumulazione. Un ipermelodramma erotico senza controllo, senza misura: emblematica l’insistenza sul dipinto che ritrae i due protagonisti, superflua ripetizione di un concetto ampiamente espresso ed ennesimo finale di un film che proprio non vorrebbe finire.

Al servizio di Sua Maestà

La dinastia Koryo (918-1932) è alle battute finali. Il re è giovane e risoluto, sempre meno propenso ad adottare la posizione tradizionalmente ossequiente dei regnanti Koryo nei confronti della Cina. Intorno a sé ha radunato un gruppo di guerrieri, capeggiati dal capace Hong-rim, leale fino al fanatismo. Ma l’incapacità del re di generare un erede lo ha reso vulnerabile, e i governatori della dinastia Yuan in Cina hanno chiesto che il cugino del re venga incoronato principe… [sinossi – catalogo Far East]

Al regista coreano Yoo Ha, salito alla ribalta con il sopravvalutato Once Upon a Time in High School (2004) e col successivo e altalenante A Dirty Carnival (2006), vanno concesse delle attenuanti per il mezzo disastro di A Frozen Flower: oltre alla cronica difficoltà dell’industria coreana nei confronti del cinema in costume (nonostante le eccezioni, sembra quasi una costante), non era certamente impresa da poco portare sul grande schermo un melodramma erotico a forti tinte omosessuali. Il rischio di scivolare nel ridicolo e di sfornare un polpettone era dietro l’angolo.

Prima di rigirare sadicamente il coltello nella piaga, cerchiamo di mettere a fuoco gli aspetti positivi. La prima parte, almeno per una quarantina di minuti, è abbastanza convincente: il rapporto tra il Re e il suo giovane pupillo è ben sviluppato, senza eccessive spiegazioni; la ritardata entrata in scena della bella Regina è funzionale e la sequenza della prima battaglia è sufficientemente appassionante, nonostante sia tutto giocato su inquadrature strette e non vi siano dei totali che avrebbero evidentemente richiesto maggiori tempi di realizzazione, migliorando non poco l’impatto visivo. La rappresentazione della vita di corte, tra sfarzosità scenografiche e rigidi rituali, impone una messa in scena spesso statica, con una certa attenzione alla composizione pittorica delle inquadrature: il contrasto con le sequenze action tende a esaltare l’eleganza formale della pellicola, nel complesso abbastanza ben realizzata dal punto di vista tecnico-artistico – un appunto non secondario ai poco convincenti costumi, punto dolente di molte produzioni coreane di ambientazione storica. L’effetto posticcio costituisce un problema non da poco, finendo per minare realismo e coinvolgimento spettatoriale.

Del cast, non ispiratissimo, abbiamo preferito la performance misurata della bella Song Ji-hyo (Whispering Corridors 3: Wishing Stairs, Some), mentre i due ruoli maschili ci sono sembrati troppo difficili per Jo In-seong, decisamente più a suo agio nel precedente A Dirty Carnival, e per Ju Jin-mo (Musa, 200 Pounds Beauty), nonostante l’evidente impegno.
Sarebbe stato necessario, a nostro parere, oltre a un maggiore rigore nella messa in scena, fondamentale per enfatizzare il contrasto tra le rigide regole di corte e le impreviste e incontrollabili pulsioni della carne, un parco attori di maggiore spessore o quantomeno degli interpreti più adatti ai rispettivi ruoli: Jo In-seong, ad esempio, funziona nelle poche sequenze action ma sembra furti luogo nelle atmosfere melodrammatiche.
Il difetto di fondo di un prodotto come A Frozen Flower, prima ancora dei possibili limiti tecnici o attoriali, è rintracciabile nella scelta poco felice di Yoo Ha, peraltro anche sceneggiatore, di confrontarsi con un genere complesso e delicato come il melodramma, davvero lontano dalle sue corde. Questo lungometraggio, comunque coraggioso nell’affrontare tematiche poco consuete per il cinema coreano (e non solo), manca totalmente di un adeguato lavoro di sottrazione e, al contrario, si abbandona alla pericolosa spirale dell’accumulazione. A Frozen Flower è un ipermelodramma erotico senza controllo, senza misura: emblematica l’insistenza sul dipinto che ritrae i due protagonisti, superflua ripetizione di un concetto ampiamente espresso ed ennesimo finale di un film che proprio non vorrebbe finire.

Info
La scheda di A Frozen Flower sul sito del Far East.
Il trailer originale di A Frozen Flower.
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