Cowboy Bebop – Paesaggi
La storia di Cowboy Bebop si svolge nel 2071 avanti e indietro per il sistema solare, colonizzato nel corso del ventunesimo secolo. A collegare le zone occupate (i pianeti rocciosi, alcuni fra i satelliti dei giganti gassosi, e numerosi asteroidi) è un’autostrada spaziale composta da una serie di gate: oltrepassandoli le astronavi vengono traslate in tempi discretamente brevi da un pianeta all’altro, mediante il principio dello spazio a differenza di fasi, come accennato nell’episodio 21. Ci limiteremo ovviamente a descrivere i luoghi mostrati.
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La registrazione è gratuita.
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Terra e dintorni
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Benché ancora abitata, è un pianeta in rovina, sconvolto dalle continue cadute di frammenti lunari. La Luna venne difatti parzialmente distrutta nel 2022 a causa di un esperimento malriuscito, durante la messa a punto del primo gate. Il relitto del gate viene a sua volta abitato da una comunità di dissidenti che rifiutano il pagamento delle tasse. Resane l’aria respirabile, vi hanno instaurato una struttura sociale anarchica nello stile degli hippie anni Sessanta. Passano il proprio tempo galleggiando beati sotto l’effetto di droghe e sopravvivono coltivando cibo direttamente sulle pareti interne del gate.
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Venere
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Un complesso processo di terraforming ha reso respirabile l’atmosfera acida del pianeta, ricoperto ora da macchie di vegetazione (capaci invero di causare violente reazioni allergiche). Venere somiglia all’attuale Turchia: durante un inseguimento viene mostrato un pittoresco mercato cittadino, simile a quello di Istanbul, mentre tramite uno scatto panoramico Watanabe svela una costruzione identica alla Basilica di Santa Sofia.
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Marte
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Gran parte del Pianeta Rosso è rimasta inospitale: la zona colonizzata consiste in una metropoli simile a Tokyo, situata all’interno di un immenso cratere. E’ proprio durante le frequenti sorvolate di Marte che Watanabe utilizza la più massiccia percentuale di effetti digitali, pur presenti anche nel resto della serie. Nel constatare il distacco fra il disegno manuale dei personaggi e la asettica perfezione fotografica del paesaggio sottostante, si percepisce la potenza invasiva della tecnologia computerizzata, di rado usata in una maniera simile prima di allora. L’impatto è addirittura violento, come se al regista interessasse produrre una sensazione di scarto visivo, un taglio netto con quella che era stata l’offerta paesaggistica degli anime sino a quel momento. In seguito l’utilizzo di effetti digitali sarebbe diventato la norma, ma prima di Cowboy Bebop non ne ricordiamo uno sfruttamento tanto pesante e incisivo (gli OAV di Sailor Moon avevano forse sperimentato nella stessa direzione, ma senza raggiungere simili risultati). Non è del resto che una delle innovazioni di Watanabe e del suo staff a livello di realizzazione paesaggistica: come non citare il gioco di ombre, sfumature e rotondità che caratterizza le costruzioni e le apparecchiature tecnologiche?
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Io
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Primo satellite di Giove. Rimanda alle zone desertiche degli Stati Uniti d’America, traversate da lunghissime strade e interrotte sporadicamente da piccoli assembramenti urbani.
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Ganimede
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Terzo satellite di Giove. Quasi interamente ricoperto d’acqua, ha sviluppato una serie di città portuali, con luminosi complessi tecnologici mescolati a sobborghi in apparente stato di degrado.
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Callisto
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Quarto satellite di Giove. Sorta di zona franca esente dal controllo della polizia, ha raccolto i criminali fuggiaschi di un po’ tutto il sistema solare. Il clima è freddo e l’ambiente ricorda le zone più degradate delle grandi città sovietiche, marchiate a fuoco dalla povertà. Sono visibili insegne in cirillico. La popolazione è esclusivamente maschile e l’omosessualità ha parzialmente penetrato il tessuto sociale, benché non ci sia dato sapere se la popolazione locale abbia ben assimilato la cosa o se preferisca tenerla nascosta (si tratta pur sempre di una società di fuorilegge in cui la salvaguardia della virilità a livello di immagine dovrebbe mantenere una certa importanza). La maggioranza continua sì a sentire la mancanza dell’altro sesso, ma il ricordo delle donne ha via via assunto una forma sempre più eterea: quando Spike chiede informazioni su Julia (che aveva passato qualche mese sul pianeta) a un barista, quello risponde come se parlasse di una creatura mitologica. Altri millantano invece – nel maldestro tentativo di fornire una rivincita alla propria mascolinità – di averla posseduta, mentendo spudoratamente.
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Titano
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È il più grande satellite di Saturno e viene mostrato esclusivamente tramite flashback. Sappiamo soltanto che è simile ai grandi deserti terrestri e che è stato lacerato dalla guerra.
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Vai alla prima parte
Cowboy Bebop – Sound & Vision
È una tempesta con pochi eguali quella contenuta in Tank, brano che apre la colonna sonora di Cowboy Bebop: non viene neanche fornito il tempo di allacciarsi le cinture, già dal primo istante ecco la sezione fiati esplodere in fuochi artificiali…
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Vai alla terza parte
Cowboy Bebop – Personaggi
Quasi tutte le puntate di Cowboy Bebop sono auto-conclusive, e in ognuna vengono presentati personaggi che compariranno esclusivamente all’interno della stessa. Descriverli tutti risulterebbe impossibile, ci limiteremo quindi ai protagonisti.
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Vai alla quarta parte
Cowboy Bebop – Stile narrativo
Posto che lo staff ha svolto per intero un lavoro eccelso, c’è una terza figura su cui ci dobbiamo soffermare per comprende appieno la riuscita della serie: l’autore Keiko Nobumoto, in seguito creatore di Wolf’s Rain e al fianco di Satoshi Kon per Tokyo Godfathers.
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Cowboy Bebop – Sound & Vision
Cowboy Bebop – Personaggi
Cowboy Bebop – Stile narrativo