Tutti intorno a Linda
di Barbara Sgambellone, Monica Sgambellone
Dopo la presentazione al capitolino RIFF Tutti intorno a Linda riesce a trovare una distribuzione in sala: le sorelle Barbara e Monica Sgambellone esordiscono alla regia di un lungometraggio con una commedia che vorrebbe smarcarsi dalla marea montante ma vi riesce solo in parte, e in modo episodico.
Looking for Maternity
Linda ha trent’anni e vuole fare l’attrice. Vive con Sara ed Edoardo,un giovane omosessuale. Linda racconta la sua infanzia fatta di giochi e di paure, specialmente per gli interventi chirurgici. Ha tanti amici tra cui Cloe, la sua migliore amica, Giacomo, un collega, Lorenzo, il suo amante con cui ha un’ottima intesa sessuale e Stefano l’ex fidanzato. La ragazza scopre di avere l’endometriosi e l’unica soluzione è avere una gravidanza o sottoporsi ad un intervento chirurgico, ma la prospettiva di tornare in sala operatoria la spaventa troppo. [sinossi]
Alla fine della visione di Tutti intorno a Linda, durante le giornate del RIFF Awards lo scorso marzo al Nuovo Cinema Aquila di Roma, non si sarebbe mai pensato che il film di Barbara e Monica Sgambellone potesse trovare uno spiraglio per l’uscita in sala. In questo senso va dato al RIFF ciò che è del RIFF, vista anche la sospirata distribuzione ottenuta dal bel Valzer di Salvatore Maira, altro titolo inserito nel palinsesto della kermesse capitolina. Da un certo punto di vista Tutti intorno a Linda può apparire come il “solito” esordio del cinema italiano contemporaneo: nella scelta di affidarsi ai registri propri della commedia, infatti, è possibile rintracciare il leit motiv di buona parte della produzione giovane nostrana. Difficilmente ai registi alle prime armi è concesso il lusso di percorrere vie oscure, dalle timbriche decisamente meno concilianti, e laddove si riesce ad assistere a lampi di eversione nei territori del genere si tratta quasi sempre di operazioni ai limiti dell’autarchia (si vedano, in questo senso, operazioni decisamente interessanti quali Il metodo Orfeo di Filippo Sozzi, per non parlare degli horror friulani di Lorenzo Bianchini). Questo breve cappello introduttivo serve dunque a ribadire come sia tutt’altro che peregrina l’idea di leggere, tra le pieghe di Tutti intorno a Linda, un’ammissione di comodità, tanto più che le sorelle Sgambellone non se ne lasciano scappare davvero nessuna: la ragazza sola, senza un vero e proprio partner fisso, che deve avere un figlio, l’amica squinternata, il coinquilino omosessuale, e via discorrendo. Insomma, un vero e proprio ricettacolo di tutti gli elementi che una commedia che voglia definirsi sbarazzina e al passo coi tempi – si utilizza il corsivo per rimarcare ulteriormente il distacco critico da tali generalizzazioni – sembra non potersi far mancare.
Per gran parte della pellicola (il film è stato girato in 16mm e successivamente gonfiato in 35mm) si respira un’aria di prevedibilità, ampie zone in cui il rapporto del pubblico con la protagonista vive lunghe stasi; rallentamenti di ritmo che devono necessariamente essere ricondotti alla mancanza di esperienza delle due registe (nate come scenografe e finora alla prova come autrici solo con cortometraggi, videoclip e spot pubblicitari) e, elemento da non sottovalutare, dall’esilità della trama: è qui che Tutti intorno a Linda viene necessariamente inserito in quel grande calderone in cui sguazza buona parte della nuova generazione di cineasti, indecisi sulla strada da intraprendere e ancor meno sicuri di essere in grado di percorrerla senza intoppi. Ed è un peccato, perché qualcosa di buono da salvare in Tutti intorno a Linda c’è, eccome se c’è: la divertita e folgorante messa in scena delle pubblicità nelle quali testa le proprie velleità attoriali la protagonista, per esempio, è paradigma di una volontà di abbandonare la piatta ripetitività dello schema della commedia italiana degli ultimi venti anni, puntando lo sguardo su panorami vicini eppure apparentemente lontani, come la Spagna del post-franchismo. Soprattutto nella prima parte, la struttura dell’opera è spesso attaccata di sorpresa da intuizioni brillanti, sintomi di un cinema che forse non si vorrebbe allineato, ma non riesce a trovare la vera forza per mostrarsi coerente fino in fondo: ecco allora che torna a far capolino, minacciosamente, lo spettro di un cinema senza dubbio gentile, perfino brioso, ma che non ha davvero molto da dire, e anche fosse vero il contrario, non sembra proprio dotato delle armi per dirlo. Ecco allora che tra fallimentari ritorni di fiamma, incontri/scontri con titolari di banca, escamotage più o meno riusciti per trovare l’uomo perfetto al quale affidare il compito di mettere incinta la Linda del titolo, Tutti intorno a Linda scivola addosso senza colpo ferire, lasciando lo spettatore con un sorriso mai completamente in grado di trasformarsi in risata, ideale coitus interruptus del comico.
- Genere: commedia
- Titolo originale: Tutti intorno a Linda
- Paese/Anno: Italia | 2009
- Regia: Barbara Sgambellone, Monica Sgambellone
- Sceneggiatura: Barbara Sgambellne, Monica Sgambellone
- Fotografia: Giancarlo Ferrando
- Montaggio: Fabio Sabbioni
- Interpreti: Fabrizio Rizzolo, Francesca Faiella, Juan Pablo Di Pace, Marco Cocci, Maria Victoria Di Pace, Salvatore Nicosia
- Colonna sonora: Riccardo Della Ragione
- Produzione: Dania Film
- Distribuzione: Dania Film
- Durata: 90'
- Data di uscita: 03/07/2009



