The Horde

Sorvolando sul contrasto tra il gruppo di poliziotti e la banda di malviventi, peraltro più accattivante, e sulle dinamiche tra i vari personaggi, tutti elementi che sembrano svilupparsi in modo troppo schematico, di The Horde convince la messa in scena del classico meccanismo degli zombie movie: il contagio che si espande con incredibile rapidità, l’ambientazione claustrofobica, efficacemente collocata in una zona degradata, e l’assedio che minuto dopo minuto assume proporzioni apocalittiche.

I manuali, la comicità e la sopravvivenza

Nella banlieue parigina, quattro poliziotti corrotti decidono di vendicare un amico assassinato da terribili delinquenti che si rinchiudono in un edificio popolare abbandonato. Appena giunti sul posto, la vendetta personale dei poliziotti si trasforma in un incubo. Intrappolati dal nemico, si aspettano di venire uccisi da un momento all’altro, quando accade l’impensabile: orde di creature sanguinarie assediano il palazzo e li attaccano con rara violenza. Rifugiati sul tetto, i sopravvissuti scoprono sbigottiti che il mondo è piombato nel caos… [sinossi – venice-days.com]
Although each zombie attack is different,
given the number, terrain,
reaction of the general populace, etc,
its level of intensity can be measured in
four distinct classes.
The Zombie Survival Guide – Max Brooks

Siamo nel bel mezzo di un attacco di quarto livello. Senza dubbio. La città è in fiamme, la popolazione non è riuscita a organizzarsi, i morti sono tornati a camminare. E hanno fame. Dannatamente fame. L’unica speranza è trovare una via di fuga. E dopo? I fortunati e lungimiranti lettori del fondamentale Manuale per sopravvivere agli zombie di Maximillian Michael “Max” Brooks, figlio del celebre regista Mel e dell’attrice Anne Bancroft, sanno benissimo cosa fare in caso di un attacco degli zombie. Anche di quarto livello, il peggiore. Purtroppo per loro, i protagonisti di The Horde non sono degli assidui lettori.
Alla loro prima esperienza dietro la macchina da presa,Yannick Dahan e Benjamin Rocher scrivono e girano uno zombie movie che gioca un po’ con le regole di questo fortunato sottogenere, reso immortale dalla saga di George A. Romero – e proprio alla 66a Mostra del Cinema di Venezia, selezionato per il prestigioso Concorso, vedremo l’ultima fatica di Romero, Survival of the Dead.

Nulla di nuovo sotto il sole, ovviamente, ma un’operazione abbastanza interessante, ben realizzata e supportata da un cast adeguato: su tutti il roccioso Eriq Ebouaney, attore dal lungo curriculum, impreziosito da 35 rhums di Claire Denis, gioiello rimasto colpevolmente inedito nel Bel Paese. Privo di particolari intuizioni e senza distaccarsi dal puro prodotto di intrattenimento, The Horde regala un buon numero di sequenze coinvolgenti, tra action e feroce comicità. Sorvolando sul contrasto tra il gruppo di poliziotti e la banda di malviventi, peraltro più accattivante, e sulle dinamiche tra i vari personaggi, tutti elementi che sembrano svilupparsi in modo troppo schematico, convince la messa in scena del classico meccanismo degli zombie movie: il contagio che si espande con incredibile rapidità (vi rimandiamo al curioso giochino Zombie Infection Simulation), l’ambientazione claustrofobica, efficacemente collocata in una zona degradata, e l’assedio che minuto dopo minuto assume proporzioni apocalittiche.
Se l’orizzonte di devastazione, suggerito inizialmente da semplici ombre che si muovono in lontananza, e il degrado morale messo in mostra da buona parte degli sventurati protagonisti preannunciano un finale già scritto (e più e più volte portato sul grande schermo), The Horde può contare sull’apporto grottesco dei sadici Renè (Yves Pignot), anziano reduce con una gran voglia di maneggiare armi e maciullare carne, e Jo (Jo Prestia), più rapido coi pugni che col cervello, e su improvvise divagazioni di macabra comicità – abbiamo trovato irresistibile il primo scontro con uno zombie, l’apparizione di Renè, la sequenza del frigorifero, quella della gamba e la “pausa amichevole” intorno a un tavolo con tanto di brandy invecchiato di quindici anni. Insomma, The Horde è un divertente giocattolo.

Chiudiamo con un’annotazione sulle capacità motorie dei morti che camminano sulla terra. In questo caso, corrono. E anche molto rapidamente. Un tradimento dell’iconografia zombie che si può rivelare molto utile, favorendo la componente action. Con serena rassegnazione dei puristi.

Info
Il trailer italiano di The Horde.
The Horde sul sito delle Giornate degli Autori.
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