Skellig: The Owl Man
di Annabel Jankel
Film per ragazzi con qualche ambizione, Skellig segna il ritorno al grande schermo della regista londinese, ancora una volta alle prese con un cast di livello. Star e vero centro gravitazionale di questa pellicola inglese è ovviamente Tim Roth, attore dal talento indiscutibile, affiancato da due interessanti ragazzini, il protagonista Bill Milner e la coetanea Skye Bennett, entrambi già piccoli divi dello showbiz inglese. Presentato nella sezione Alice nella città del Festival di Roma.
Angeli con la faccia sporca
Quando l’arrivo nella nuova casa coincide con la malattia della sorellina, improvvisamente il mondo di Michael diviene incerto e solitario. Un pomeriggio, s’imbatte nel vecchio garage diroccato in fondo al giardino e scopre qualcosa che cambierà per sempre il suo mondo. Skellig. Una creatura metà angelo e metà gufo. Con l’aiuto della sua nuova amica Mina, che gli insegna a guardare il mondo con occhi diversi, Michael rimette in sesto Skellig. Nel momento in cui le condizioni della sorellina in ospedale peggiorano e i suoi genitori svaniscono con lei, Michael realizza che solo un miracolo può tenere insieme la sua famiglia… [sinossi]
Annabel Jankel, regista di Skellig, presentato nella sezione Alice nella città della IV edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, può vantare una filmografia quantomeno bizzarra, nonostante la discutibile qualità di alcune sue opere. Dopo aver firmato la celebre serie televisiva The Max Headroom Show, prodotto stravagante ma non privo di un certo fascino, la Jankel ha esordito al lungometraggio cinematografico col sottostimato DOA – cadavere in arrivo (1988), remake affidato alle interpretazioni di Dennis Quaid, Charlotte Rampling e Meg Ryan, per poi cimentarsi col disastroso Super Mario Bros. (1993), flop passato attraverso troppe mani [1]. Film per ragazzi con qualche ambizione, Skellig segna quindi il ritorno al grande schermo della regista londinese, ancora una volta alle prese con un cast di livello. Star e vero centro gravitazionale di questa pellicola inglese è ovviamente Tim Roth, attore dal talento indiscutibile, affiancato da due interessanti ragazzini, il protagonista Bill Milner (Michael) e la coetanea Skye Bennett (Mina), entrambi già piccoli divi dello showbiz inglese.
Tratto dall’omonimo romanzo di David Almond, Skellig gioca buona parte delle proprie carte nei primi quaranta-cinquanta minuti, alternando quadretti familiari e suggestioni dark, tenere amicizie adolescenziali e inevitabili gelosie per la pargoletta in arrivo, soffitte polverose e invasioni di insetti. Sulla scia di tanti altri film (tra i più recenti, l’ottimo Coraline e la porta magica di Henry Selick), la Jankel può mettere in scena il ricorrente tema dei traumi infantili e adolescenziali dovuti ai bruschi cambiamenti: una nuova abitazione umida e polverosa e la nascita di un bimbo, con tutte le conseguenze del caso. In mezzo a tutto questo, il timido Michael e il suo nuovo strano amico, il burbero maleodorante malandato Skellig, divoratore di insetti divorato dall’artrite: un rapporto che mantiene per gran parte della pellicola un’apprezzabile ambiguità, mascherando la vera identità del misterioso uomo. Attorno al nucleo centrale Michael-Skellig ruotano gli altri legami intrecciati dal giovane protagonista, purtroppo appena abbozzati, ad eccezione della tenera amicizia tra Michael e Mina, ragazzina non banale. Annabel Jankel e la sceneggiatrice Irena Brignull non riescono infatti a dare forza agli altri personaggi, a partire dai genitori (i pur bravi John Simm e Kelly Macdonald), fino all’amico Leakey (Jermain Allen), protagonista di una delle sequenze più frettolose del lungometraggio, narrativamente poco convincente soprattutto nella parte conclusiva.
Pur non abbondando di effetti speciali (la sequenza del volo ricorda molto – troppo – da vicino una spettacolare e celeberrima scena di Harry Potter e il prigioniero di Azkaban), Skellig regge grazie alla componente fantastica e riesce in fin dei conti a confrontarsi con un’iconografia assai spinosa senza uscirne troppo malconcio. Non è un grande merito, ma è già qualcosa.
Considerando la buona confezione tecnica, le apprezzabili venature dark, i buoni intenti didascalici, l’ottimo cast e soppesando pregi e difetti, Skellig può rappresentare il tipico titolo medio offerto dalla sezione Alice nella città, godibile ma non memorabile, pensato e confezionato per un pubblico giovane. In attesa di pellicole più ispirate.
Note
1. Attiva anche nel campo dell’animazione e della computer grafica, Annabel Jankel ha codiretto col compagno Rocky Morton The Max Headroom Show, Max Headroom (film tv, 1985), DOA – cadavere in arrivo, Super Mario Bros. Jankel, Morton e il produttore David Zander hanno fondato nel 1991 la MJZ (Morton Jankel Zander).
Info
Il trailer originale di Skelling.
- Genere: drammatico, fantasy
- Titolo originale: Skellig
- Paese/Anno: GB | 2009
- Regia: Annabel Jankel
- Sceneggiatura: Irena Brignull
- Fotografia: Steve Lawes
- Montaggio: Peter Christelis
- Interpreti: Alexander Armstrong, Bill Milner, Edna Doré, Eros Vlahos, Jermaine Allen, John Simm, Keiron Self, Kelly Macdonald , Lisa Zahra, Navin Chowdhry, Nickie Rainsford, Queenie Wren Dempsey, Skye Bennett, Tameka Empson, Tim Roth
- Colonna sonora: Stephen Warbeck
- Produzione: Feel Films, Taking a Line for a Walk Productions
- Durata: 102'




