La bocca del lupo
di Pietro Marcello
La bocca del lupo, nuovo parto creativo di quel Pietro Marcello che sorprese in positivo due anni fa, all’epoca dell’approdo lidense del mediometraggio Il passaggio della linea, è tutto negli occhi di Vincenzo Motta e Mary Monaco. La loro storia è l’epicentro dello sguardo, e racchiude il senso di un’operazione piccola e ambiziosa a un tempo. Al Torino Film Festival 2009.
Ti amo, bastarda!
Enzo torna a Genova dopo una lunga assenza. Attraversa la città alla ricerca dei luoghi del suo passato, ormai inesorabilmente intaccati dallo scorrere del tempo. Ad aspettarlo nella piccola casa nel ghetto della città vecchia trova Mary, la compagna di una vita, rimasta ad attendere il ritorno di Enzo dal carcere nel quale era detenuto. [sinossi]
Nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi
ha già troppi impegni per scaldar la gente d’altri paraggi;
una bimba canta la canzone antica della donnaccia
quel che ancor non sai tu lo imparerai solo qui tra le mie braccia
Fabrizio De André, La città vecchia
La bocca del lupo, nuovo parto creativo di quel Pietro Marcello che sorprese in positivo due anni fa, all’epoca dell’approdo lidense del mediometraggio Il passaggiodella linea, è tutto negli occhi di Vincenzo Motta e Mary Monaco; nomi che senza alcun dubbio non diranno nulla ai lettori di questa recensione. Compagni di vita, lui ambulante e lei transessuale con un passato da tossicodipendente, si sono conosciuti in carcere venti e passa anni fa e da allora non si sono più abbandonati: Marcello racconta dunque una storia d’amore assoluto, trascinando lo spettatore in punta di piedi tra i vicoli del centro storico di Genova, quei calli cantati con accorata simpatia – termine da intendere nel suo senso più strettamente etimologico – da Fabrizio De André, cui si è deciso di affidare l’incipit di questa disamina, rispolverando i celeberrimi distici de La città vecchia.
La genesi de La bocca del lupo (il titolo si riferisce proprio a una zona del capoluogo ligure) è a suo modo pittoresca, considerato che, al contrario di quanto solitamente accade, il film non nasce da un impeto artistico del trentatreenne regista nativo di Caserta, ma è stato bensì ragionato a tavolino da una fondazione, quella di San Marcellino, che si occupa da anni di senza tetto, emarginati e indigenti della città. Convinti di poter parlare indirettamente della propria opera mostrando l’universo in cui vivono le persone verso cui volgono le proprie attenzioni, i responsabili della fondazione hanno pensato di coinvolgere nel progetto Marcello, dopo aver avuto modo di apprezzare Il passaggio della linea.
Scelta sicuramente lungimirante, ma che non nasconde una buona dose di coraggio: al di là della giovane età, Marcello è indubbiamente un autore ben conscio del proprio ruolo all’interno del panorama cinematografico italiano, e ha già avuto modo di dimostrare una personalità spiccata, facendo emergere dalle sue opere sulla breve distanza uno stile assolutamente impossibile da confondere con quello dei suoi colleghi. Non si sta qui parlando, è forse il caso di specificarlo, di una supposta superiorità di Marcello nei confronti del resto dei registi nostrani, anche perché così facendo si cadrebbe in una grave mistificazione della realtà: senza cedere all’errore di risultare apodittici o assolutisti, sembra però doveroso riconoscere a Marcello una serie di peculiarità che contraddistinguono con forza il suo approccio alla materia filmica. Seguendo un discorso valido anche per il già citato Il passaggio della linea (e le due opere si somigliano ben più di quanto si possa immaginare, anche solo per le modalità scelte per raccontare un microcosmo umano e sociale), si ritenie sia quantomeno fuorviante inserire La bocca del lupo nel grande calderone dei “documentari” italiani: non perché questi ultimi non meritino il rispetto e l’interesse che gli è altresì dovuto, ma per il semplice fatto che l’etica e l’estetica di Marcello si muovono a ridosso della pura messa in scena del reale senza sposarla mai completamente. Nel porre davanti alla videocamera Enzo e Mary, Marcello architetta una complicata e stratificata struttura narrativa, che fa incontrare il documentario con la poesia visiva, la fiction con il montaggio di materiale d’archivio: tra declamazione di poemi, riprese d’epoca di un mondo che non c’è più – o che quantomeno è talmente celato in profondità negli anfratti delle viuzze del centro da non essere davvero più visibile neanche ai raggi del sole – e il resoconto di due esperienze umane estreme quanto appassionate, Marcello riesce nell’arduo compito di rapire ed emozionare, strappando lo spettatore dalla sue certezze e costringendolo a guardare un mondo che troppo spesso viene escluso a priori dalle sinapsi che attraversano il cervello. Delicato, divertente e a suo modo straziante, La bocca del lupo, è un film utopico in cui la favola riesce miracolosamente a trasformarsi in realtà – o il contrario, se preferite. Il sogno della coppia di andare a vivere in una casa in campagna, circondati solo dai propri cagnolini e dal panorama della riviera riesce ad avverarsi. Ma allo stesso tempo è anche un film dolorosamente reale, come i resoconti della vita da carcere (a tal proposito, durante la visione è ripetutamente tornato in mente l’interessante L’ora d’amore della coppia Appetito/Carmosino, altro affascinante progetto che si interroga sulle relazioni sentimentali all’interno delle mura delle prigioni italiane) che i due protagonisti raccontano con uno sguardo così dolce, reciprocamente sincero e appassionato, che non può non coinvolgere e commuovere.
La bocca del lupo, presentato in concorso all’interno del palinsesto del ventisettesimo Torino Film Festival, è l’esempio fulgido di come l’ispirazione e la sincerità siano elementi essenziali per riuscire a imprimere con forza il proprio nome nella storia del cinema. Pietro Marcello non è ancora riuscito appieno nell’intento, ma la strada forse è meno lunga di quanto si possa pensare.
- Genere: documentario
- Titolo originale: La bocca del lupo
- Paese/Anno: Italia | 2009
- Regia: Pietro Marcello
- Sceneggiatura: Pietro Marcello
- Fotografia: Pietro Marcello
- Montaggio: Sara Fgaier
- Interpreti: Mary Monaco, Vincenzo Motta
- Colonna sonora: Marco Messina, Massimiliano Sacchi, Nino Bruno
- Produzione: Associazione San Marcellino, Babe Films, Indigo Film, l'Avventurosa Film, Rai Cinema
- Distribuzione: Bim Distribuzione
- Durata: 67'
- Data di uscita: 19/02/2010


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