Non ma fille, tu n’iras pas danser

Non ma fille, tu n’iras pas danser

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Tra splendidi duetti amorosi assecondati dai movimenti di macchina, Honoré muove i personaggi di Non ma fille, tu n’iras pas danser come in un elegante balletto, impreziosito da alcune sequenze dalla non comune carica emotiva.

Léna e Frédérique e Annie e Simon e…

Dopo la separazione dal marito Nigel, Léna cerca di affrontare la vita al meglio con i suoi due bambini. Quando ritorna in Bretagna a far visita ai genitori, scopre che la sua famiglia ha convocato l’ex marito e che tutti stanno complottando per cercare in ogni modo di farla felice, senza minimamente preoccuparsi di quello di cui lei ha realmente bisogno… [sinossi – torinofilmfest.org]

La coralità. Una delle armi (non tanto segrete) del cinema francese è la quasi innata capacità di mettere in scena opere corali, di famiglie allargate, numerose, specchio delle varie tipologie dei rapporti umani, riflesso della contemporaneità filtrato da un gusto senza tempo, da uno stile inconfondibilmente transalpino, da una leggerezza di tocco invidiabile, probabilmente inarrivabile. Merito, senza dubbio, dei metteur en scene, ma anche di una scrittura dal gusto letterario, riflessiva eppure frizzante nei dialoghi, e di interpreti sempre (sempre…) perfettamente calati nei loro ruoli. Non ma fille, tu n’iras pas danser di Christophe Honoré, presentato al Torino Film Festival 2009 nella sezione Festa Mobile, è l’ennesimo esempio di questo modo di fare e pensare cinema: Honoré, anche autore della sceneggiatura con l’aiuto della scrittrice Geneviève Brisac (“il film aveva bisogno di uno sguardo femminile. Con Geneviève Brisac e la sua esperienza di scrittrice, avevo a mia disposizione quello sguardo”), firma il suo sesto lungometraggio per il grande schermo (La belle personne, Les chansons d’amour e via discorrendo), mettendo al centro della scena un personaggio femminile complesso (una più che convincente Chiara Mastroianni), non facile, ma profondamente umano, ingiustamente bombardato da troppe attenzioni, consigli, amore, invadenze, facili critiche.

“Avere un bambino mi ha aiutato a confrontarmi con la verità: per la prima volta mi stavo relazionando con una madre di cui non ero il figlio. Inoltre, ho osservato la madre di mia figlia da vicino e mi sono accorto che io stesso potevo adottare un atteggiamento estremamente maschilista e commettere quella violenza verso le donne che consiste nell’accusarle di essere cattive madri. Questo mi è sembrato essere un argomento forte per un’opera contemporanea”: Christophe Honoré, come già aveva fatto Arnaud Desplechin con l’ottimo Racconto di Natale (Un conte de Noël, 2008), riesce a rappresentare l’instabilità della famiglia contemporanea, la fragilità dei legami, le difficoltà della nuova generazione di genitori, ma anche di quelli più anziani. Tutti attorno (addosso) a Léna.

Il bravo regista transalpino colora il grande schermo di sentimenti contrastanti, raccontando la storia di una strana solitudine, di un soffocamento per eccesso d’affetto. Tra splendidi duetti amorosi assecondati dai movimenti di macchina (la delicata scena di sesso tra i due anziani coniugi è un piccolo capolavoro, ma assi riuscita è anche la relazionenon relazione tra Léna e il giovane Simon, aka Louis Garrel, attore quasi feticcio del cineasta francese), Honoré muove i suoi personaggi come in un elegante balletto, impreziosito da alcune sequenze dalla non comune carica emotiva – si veda lo struggente montaggio delle fotografie di famiglia.

A una danza, questa volta singolarmente mortale, Honoré e Brisac affidano un bizzarro intermezzo: è la storia della dissoluta Katell, dei suoi sfortunati spasimanti e di un matrimonio che non si riesce a celebrare. Una sequenza che vuole rappresentare l’animo inquieto di Léna e serve da trait d’union tra l’ambientazione nella verde Bretagna e il successivo ritorno alla città.
Non ma fille, tu n’iras pas danser, come detto, può contare su un cast all’altezza, bambini compresi – Donatien Suner (Anton) e Lou Pasquerault (Augustine). Oltre a Chiara Mastroianni e a Louis Garrel, ricordiamo, nel ruolo dei genitori, i bravissimi Marie-Christine Barrault e Fred Ulysse.

Info
Il trailer originale di Non ma fille, tu n’iras pas danser.
Non ma fille, tu n’iras pas danser sul sito del TFF.
Il sito ufficiale di Non ma fille, tu n’iras pas danser.
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