Bumba Atomika
di Michele Senesi
Bumba Atomika è l’esordio del marchigiano Michele Senesi, un pastiche ultra-pop che mescola e tritura il cinema popolare, creando un oggetto ammaliante e difficile da maneggiare.
Ultimo mondo cadavere
In una cittadina di collina della provincia marchigiana, poco distante dal mare, quattro (im)probabili studenti dei primi anni di università hanno l’acool come unica passione e ragione di vita. Sorge il loro più grosso problema, ossia come reperire denaro per continuare ad assumere dosi irreali di alcool. Quando la zia di uno di loro muore improvvisamente, i ragazzi hanno la brillante idea di mettere il cadavere in vendita su internet, scoprendo così l’esistenza di un business redditizio. Inizia da qui una spirale inarrestabile di tenace ricerca di cadaveri da rivendere via internet, un alternarsi di morte, alcool e vicende grottesche nella spasmodica ricerca di un ideale e idilliaco mondo nuovo… [sinossi]
Partiamo da un dato tristemente certo: Bumba Atomika, esordio al lungometraggio di Michele Senesi, difficilmente potrà contare, da qui ai prossimi mesi, di un’uscita regolare in sala. A imporre una regola così rigorosa e ineluttabile è in primis la grezza rivestitura amatoriale di cui è adornata l’opera, e in seconda battuta l’assoluta incapacità a incasellarla in un qualsivoglia genere. Due elementi, quelli appena citati, che di fatto condannano Bumba Atomika all’ostracismo. Una messa al bando crudele, perché pur riconoscendo una serie di imperfezioni che minano la compattezza dell’insieme, è impossibile non lodare la capacità di Senesi di tentare un approccio alla materia cinematografica del tutto inusuale in un contesto paludoso come quello dell’Italia contemporanea.
Senesi fa di tutto per palesare i propri debiti di riconoscenza verso un determinato cinema popolare asiatico (in particolar modo verso determinate derive della commedia hongkonghese e della demenzialità nipponica), ma di fatto un’operazione come quella portata a termine dal cineasta marchigiano riporta alla mente soprattutto il sublime Dorme, misconosciuto esordio alla regia per lavori sulla lunga distanza di Eros Puglielli girato nel 1994 e approdato in sala, grazie anche all’interessamento di Nanni Moretti, nella primavera del 2000. Ciò che accomuna i due video, al di là dei pauperistici mezzi a disposizione per raggiungere l’obbiettivo, è la volontà – cocciutaggine? – di non accontentarsi mai della soluzione più semplice, di aver il coraggio di osare, di puntare l’occhio verso l’inimmaginabile oltre, al di là dell’ostacolo. Bumba Atomika, oltre a inanellare una serie di situazioni divertenti, è perfino struggente nella sua incapacità di fermarsi, di quietare la propria indole furibonda, punkeggiante, estranea a qualsivoglia cliché. In un crescendo che assomiglia più che altro a una vera e propria deflagrazione nucleare (e il titolo, in questo, non si può certo definire fuorviante), Bumba Atomika inizia a rilasciare a destra e a manca detriti di cinema popolare, dedicandosi a una messa in scena del tutto fuori dalla prammatica scolastica. Senesi abita la sua creatura di raccordi sbagliati, split screen fuori di cervello – vedere per credere uno degli ultimi dialoghi al bar –, abusi di blue screen tesi verso la demenza meno controllabile, scene costruite in rewind, inserti decontestualizzati e iconoclastici (vince su tutto A ja ljubilju SSSR, coinvolgente inno nazionale sovietico, accompagnato da un karaoke impostato sulle parole di Fratelli d’Italia) e chi più ne ha più ne metta. Questo senza dimenticare mai troppo per strada la storia che sta raccontando, forse proprio perché questa non potrebbe vivere senza una messa in scena così spudoratamente scellerata; perché Bumba Atomika è comunque, pur nelle sue anormalità conclamate, uno splatter vecchia maniera, con un numero di morti ammazzati decisamente da non sottovalutare. Potrà anche venire accusato di essere dozzinale e di esagerare in maniera indiscriminata con quelle già citate libertà che si prende dallo standard, con un eccesso gratuito che inficia di fatto l’eversione, ma il problema è relativo: non è certo un film perfetto, Bumba Atomika, e non si dovrebbe correre il rischio di attribuire a Senesi velleità teoriche sulla necessità di minare la prassi cinematografica solitamente riconosciuta, perché con ogni probabilità si fallirebbe in maniera clamorosa il bersaglio. Opera imperfetta, dedita ad alti e bassi continui, non sempre pronta a colpire nel centro con i propri gag, Bumba Atomika ha però il pregio, questo sì tutt’altro che dozzinale o gratuito, di mostrarsi come appassionato, divertito ed estremamente sincero canto d’amore verso un cinema spesso ghettizzato, ridicolizzato, svilito e vilipeso.
In questo, e torniamo all’apparentamento con Dorme di Puglielli, film di genere in quanto capace di inglobare in sé tutti i generi o, per essere più puntuali, tutte le esigenze “popolari” di un cinema che non si vuole colto, e neanche lontanamente raffinato. Il suo ruvido vestiario è al contrario vero e proprio segno di appartenenza, quasi di partigianeria – e chi ha visto il film sa come questo termine non sia usato a caso –, elemento di forza da ribadire con pervicacia. Bumba Atomika è un horror, uno splatter, una commedia demenziale, un noir, un road-movie, un kaiju eiga, ma in realtà non è nulla di tutto ciò. Non è neanche il capostipite di un ipotetico neo-genere cinematografico, perché appare come un’operazione francamente irripetibile. Eppure bombarda il cinema italiano contemporaneo, e lo fa sghignazzando. E allora, forse, c’è davvero di che aver paura…
Info
Il trailer di Bumba Atomika.
- Genere: commedia, horror, kaiju eiga, noir
- Titolo originale: Bumba Atomika
- Paese/Anno: Italia | 2008
- Regia: Michele Senesi
- Sceneggiatura: Michele Senesi
- Fotografia: Roberto Pignataro
- Montaggio: Michele Senesi
- Interpreti: Alen Marin, Andrea Regno, Chiara Pavoni, Davide Rotondo , Erika Ferranti , Eva Mordenti, Francesco Massaccesi, Giordana Marconi, Giovanni Salici , Giulia Elisei, Maria Magi Manzotto, Mauro Lepri, Mauro Negri, Rodolfo Borsella, Vincenzo Aschettino
- Colonna sonora: Kurnalcool, Vanni Fabbri, Viola Venere
- Produzione: Palonero Film
- Durata: 98'

