Apart Together

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Sullo scorrere inesorabile del tempo si concentra Apart Together di Wang Quan’an, pellicola amara, intrisa di valori che non sembrano appartenere ai nostri giorni. Le ferite del passato lasciano comunque un segno indelebile e la distanza dalle nuove generazioni sembra incolmabile.

Il tempo non aspetta nessuno

Una storia sentimentale, che ritrae la tragedia di un paese diviso, incentrata su un ex soldato che fugge dalla Cina a Taiwan nel 1949 e si ricongiunge con il suo amore perduto decenni più tardi… [sinossi]

Oramai riconosciuto tra le firme più importanti della sesta generazione, grazie soprattutto all’Orso d’Oro conquistato con Il matrimonio di Tuya nel 2007 [1], Wang Quan’an torna alla Berlinale con l’interessante Apart Together (Tuan Yuan), opera in bilico tra storia individuale e collettiva, tra nostalgico passato e ben poco roseo futuro. Ancorato a una messa in scena troppo teatrale, enfatizzata dai bravissimi interpreti,Wang Quan’an riesce a calare lo spettatore nella dimensione del dramma personale (l’atipico triangolo sentimentale Qiao Yu-e, Liu Yansheng e Lu Shenmin), tratteggiando con eguale efficacia il contesto storico passato e presente. E lasciando poche speranze per il domani.
L’incrocio amoroso davvero sui generis raccontato dal cineasta cinese si offre come perfetta metafora dei danni irreparabili provocati dagli scontri tra il Partito Comunista Cinese e il KMT (Kuomintang): il ritiro dei nazionalisti a Taiwan causò infatti una divisione forzata che cambiò il destino di moltissime persone e famiglie [2]. Il ritorno in patria, dopo tanti decenni, non poteva che risolversi in un’illusione, una vana speranza. “Il tempo non aspetta nessuno”.

Sullo scorrere inesorabile del tempo si concentra l’opera di Wang Quan’an, pellicola amara, intrisa di valori che non sembrano appartenere ai nostri giorni. Le ferite del passato lasciano comunque un segno indelebile e la distanza dalle nuove generazioni sembra incolmabile. Yu-e (Lisa Lu), Liu (Ling Feng) e Lu (Xu Caigen) hanno vissuto esistenze basate sulla privazione, sulla mancanza, sulla rinuncia. Yu-e, donna forte e generosa, non ha potuto e non potrà amare, mentre i suoi due mariti non hanno potuto seguire il cammino voluto. E mai lo potranno fare. Solo un’altra rinuncia, la drammatica presa di coscienza dell’impossibilità di ingannare il tempo e il destino, permetterà a Liu e Lu di mantenere almeno l’integrità morale. Nonostante i figli, nonostante gli incomprensibili cambiamenti della società, nonostante tutto.
Wang Quan’an, che alterna inquadrature fisse [3] a un utilizzo non troppo convincente della macchina a mano [4], ha il grande merito di riuscire a contestualizzare socialmente e storicamente, di non sottrarsi all’analisi del presente. Emblematica, in questo senso, la sequenza del lungo confronto tra Yu-e e Liu nel palazzo in costruzione: l’utilizzo dei rumori di fondo degli operai e dei macchinari, che spesso coprono e confondono le parole dei due attori, amplifica lo smarrimento dei due mancati coniugi. Il tempo è oramai passato e il futuro corre troppo veloce.
Assai significativo, seppur più facile e non proprio impeccabile tecnicamente, il movimento di macchina che dai vecchi e bassi tetti dell’albergo, dove i giovani Yu-e Liu si incontravano, si alza verso gli imponenti grattacieli: il presente/futuro incombe sul passato, minaccioso e implacabile.

Apart Together, che nelle sequenze del matrimonio/divorzio assume degli ispirati e imprevedibili toni farseschi, affronta seppur da una prospettiva lontana un periodo storico (pensiamo, ad esempio, all’intenso melodramma taiwanese Prince of Tears di Yonfan, passato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2009) che ha trovato e dovrebbe trovare sempre più spazio nelle opere cinesi e taiwanesi. Un incoraggiante segnale di apertura e distensione.
Dei rapidi cambiamenti della Cina continentale, ancora una volta, abbiamo un’immagine ben poco esaltante: i grattacieli di Shanghai crescono in fretta, come funghi, sempre più alti. Più alti dei palazzi di Taipei. Come i lunghissimi ponti o i treni ad alta velocità. Come le dighe mastodontiche e i centri commerciali. Ma lo sviluppo economico e industriale, così lontano dalla Grande rivoluzione culturale proletaria, non sembra proprio essere a misura d’uomo. Come lo scontro tra il Partito Comunista e il KMT. Ma il tempo non aspetta nessuno.

Note
1. Con il successivo Weaving Girl (Fang Zhi Gu Niang, 2009) si è aggiudicato il premio FIPRESCI e il Gran Premio della Giuria al Festival di Montreal.
2. Tra il 1948 e il 1949 si decisero con tre sanguinose battaglie i destini dello scontro tra il KMT e il Partito Comunista. Il primo ottobre 1949 Mao Zedong proclamò la nascita della Repubblica Popolare Cinese, mentre  Chiang Kai-shek, leader del Kuomintang (o Guomindang, Partito Nazionalista Cinese, fondato nel 1912 da Sun Yat-sen), fu costretto a riparare a Taiwan, con ingenti quantità d’oro e le forze militari rimaste.
3. Tutte le sequenze che coinvolgono la famiglia e i tre protagonisti: dalla lettera arrivata da Taiwan al primo incontro tra il maritopadre “taiwanese”, passando per le riunioni di famiglia ai numerosi pranzi e via discorrendo.
4. Le sequenze, come la telefonata della nipote Na-Na, che non appartengono alla dimensione fuori dal tempo dei tre protagonisti. Seppur portata avanti con coerenza, ci è sembrata una scelta registica un po’ troppo didascalica.
Info
Apart Together sul sito della Berlinale.
Il trailer di Apart Together.
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