Zack & Miri – Amore a… primo sesso

Zack & Miri – Amore a… primo sesso

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Zack & Miri – Amore a… primo sesso segna il ritorno in pista di Kevin Smith dopo una serie di opere opache, quando non completamente mediocri. Con questa commedia sapida e sguaiata sembra di intravedere di nuovo l’umorismo ossessivo che fu alla base del successo di Clerks.

Amatori amatoriali

Zack e Miri sono due amici di lunga data che dividono lo stesso tetto. Si arrangiano con dei lavori precari, ma ogni mese l’affitto e le spese da pagare diventano sempre più difficili da sostenere per entrambi. Per risolvere i loro problemi Zack ha una brillante idea: girare un porno amatoriale con loro due come protagonisti. La cosa si rivelerà non priva di imbarazzo e farà nascere un sentimento reciproco… [sinossi]

È probabile che il nome di Kevin Smith, superata ormai la boa dei quarant’anni, rimanga eternamente ancorato a Clerks, sapida commedia prettamente verbale con la quale esordì nel 1994, e ben presta divenuta un vero e proprio (meritato) culto generazionale. Dopotutto lo stesso Smith ha faticato a staccarsene, prima recuperando i personaggi del film in opere successive (Chasing Amy), poi mettendo in piedi dei veri e propri spin-off (Jay and Silent Bob Strike Back), infine dirigendo un sequel: ed è proprio grazie a Clerks II, quattro anni fa, che siano tornati a nutrire speranze nei confronti di un cineasta che temevano francamente di aver perso definitivamente per strada. Con il passare degli anni il cinema di Smith si era infatti atrofizzato, ritorto senza vergogna sulle dinamiche industriali più stantie, come evidenziato dal mediocre Jersey Girl (2004): un processo di sclerotizzazione del proprio estro che a prima vista appariva inarrestabile. Al contrario, l’ispirazione tornata a galla nel rimettere mano a un gruppo di personaggi oramai storicizzati, non sembra essersi ridotta a una pura casualità.

La conferma arriva proprio da Zack & Miri – Amore a… primo sesso (rimasto inedito finora in Italia, forse per un rigurgito di conservatorismo bacchettone), divertente commedia sentimentale che Smith orchestra con notevole grazia, e una doverosa (seppur edulcorata) dose di cattiveria. Un film che ribadisce, qualora ce ne fosse la necessità, molti dei tratti peculiari della poetica smithiana. In primo luogo Kevin Smith è forse l’unico regista hollywoodiano – i suoi film, per quanto prodotti attraverso l’indipendente View Askew (fondata dallo stesso Smith quasi venti anni fa) ricevono sempre il supporto dei fratelli Weinstein – di commedie a mostrare un qualche interesse per la classe operaia: i giovani dei suoi film non sono i primi della classe, non hanno una carriera universitaria avviata, non saranno mai parte della classe dirigente della nazione, né desiderano esserlo. Tutt’altro, anche nelle opere meno riuscite è possibile scorgere uno sguardo attento a una realtà tangibile negli Stati Uniti, ma che la dorata macchina della catena di montaggio cinematografica preferisce solitamente lasciare in secondo piano. Ed è proprio per la loro natura di uomo e donna “no budget” che gli Zack e Miri del titolo decidono che è ora di gettarsi nell’industria del porno: non è l’estro, nè una vaga spocchia borghese a lanciarli nella mischia, ma la speranza di riuscire a pagare le bollette. Come la tradizione dei film di Smith vuole, Zack non è altro che un onesto (l’ennesimo) inserviente di un caffé di second’ordine: una scelta che, pur in una chiave semplicistica e vagamente grossolana, conserva in sé una lettura politica da non sottovalutare. Al di là di questo sottotesto, sul quale sarebbe interessante aprire un discorso a parte, cercando di allargare la visuale all’intero panorama indipendente sorto negli Stati Uniti a cavallo tra gli anni ottanta e novanta (e non è escluso che in futuro si decida di affrontare l’impresa), Zack & Miri – Amore a… primo sesso è una commedia che scivola via che è una bellezza. Con il passare degli anni il cinema di Smith si è affinato, e il ritmo su cui si regge quest’ultima opera ne è il paradigma perfetto: un’ora e quaranta in cui si fatica a trovare un momento di stanca, con un corposo numero di dialoghi in cui battute al fulmicotone si susseguono senza soluzione di continuità. Per il resto, non c’è da chiedere a Smith chissà quale originalità in fase di scrittura: i passaggi chiave di Zack & Miri – Amore a… primo sesso sono estremamente prevedibili, e funzionano solo ed esclusivamente per lo stato di grazia di Smith e degli attori (in particolar modo un irrefrenabile Seth Rogen) impegnati nella sfida. Inventore di fatto di una commedia sentimentale che sfrutta i meccanismi standard su cui si è retta negli ultimi sessant’anni senza rinunciare a una robusta e del tutto inaspettata dose di volgarità, prassi abbozzata in parte già ai tempi di Clerks e poi portata a compimento con Chasing Amy, Kevin Smith è uno dei paradossi più interessanti della Hollywood degli ultimi anni, in quanto inquadrabile allo stesso tempo come regista integrato nel sistema e dinamitardo attentatore dello stesso. La verità, come da proverbiale diktat, sta ovviamente nel mezzo: Smith è un perfetto simbolo della controcultura all’acqua di rose dei nostri tempi, in grado di giocare con il materiale popolare (anche in Zack & Miri – Amore a… primo sesso è possibile rintracciare un numero non indifferente di rimandi cinefili, tra sibilline citazioni di Twin Peaks ed Eyes Wide Shut, palesi riprese di Americani e Lost) svilendolo senza mai disconoscerlo.

Zack & Miri – Amore a… primo sesso è uno dei migliori parti creativi della mente del cineasta nativo del New Jersey, per la freschezza delle sue battute, la coinvolgente verve degli attori, la dolce sconcezza del tema trattato. E vedere sui titoli di coda in vendita il finto dvd di Revenge of the Shit: The All Anal Final Chapter (a sua volta seguito dell’altrettanto mitologico Star Whores) non può che confermarlo…

Info
Il trailer italiano di Zack & Miri – Amore a… primo sesso.
Zack & Miri – Amore a… primo sesso sul canale Film su YouTube.
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