La piccola fiammiferaia

La piccola fiammiferaia

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Tra gli altalenanti episodi della serie “Le più belle favole del mondo”, non sempre ispiratissimi, segnaliamo il delizioso “La piccola fiammiferaia”, versione assai riuscita della tragica favola del danese Hans Christian Andersen.

Tra le tante produzioni televisive giapponesi degli anni d’oro, ovvero i magnifici anni Settanta, ripeschiamo la serie Manga Sekai Mukashi Banashi, aka Le più belle favole del mondo (e, in una edizione di Mamma Rai, Fiabe così), prodotta da Dax Productions e Madhouse Studios tra il 1976 ed il 1979. Questa longeva serie, chiaramente indirizzata a un pubblico assai giovane e composta da numerosissimi episodi di breve durata, sembra quasi una sorta di compendio dell’estetica anime di quel periodo: citiamo, tra i tanti nomi coinvolti, almeno Osamu Dezaki, Rintarō, Yoshiaki Kawajiri e Yoshifumi Kondō. In particolare, tra gli altalenanti episodi non sempre ispiratissimi, segnaliamo il più che delizioso La piccola fiammiferaia, versione assai riuscita della tragica favola del danese Hans Christian Andersen, già trasposta da Jean Renoir e Jean Tédesco (La petite marchande d’allumettes, 1928), Romano Scarpa (La piccola fiammiferaia, 1953) e da Koro Yabuki all’interno del lungometraggio della Toei Doga Le meravigliose favole di Andersen (Andersen Monogatari Match Uri no Shojo, 1968).

La piccola fiammiferaia targata Dax e Madhouse, dovendo fare i conti con le ristrettezze del budget, ricorre ad alcune soluzioni registiche che hanno contraddistinto l’industria animata del Sol Levante, soprattutto durante gli anni Sessanta e i primi Settanta. Ed ecco, allora, i fermo immagine, i movimenti di macchina sulle singole tavole, le stilizzazioni grafiche e via discorrendo (rischiamo l’attribuzione: Osamu Dezaki?). Soluzioni adottate con assoluta maestria, che da potenziali difetti si trasformano in scintillanti pregi. Le scenografie appena abbozzate e il character design morbido e rotondeggiante della sfortunata protagonista concorrono, col sostegno di una malinconica colonna sonora e di una apprezzabile voce narrante, a mantenere intatta la struggente e tragica atmosfera della favola di Andersen. Segnaliamo, infine, per un confronto stilistico e produttivo, la versione musicale della Disney, The Little Matchgirl (2006) di Roger Allers, regista de Il re leone (1994) e, purtroppo, di Boog & Elliot a caccia di amici (2006).

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La scheda di Manga Sekai Mukashi Banashi su animenewsnetwork.com

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