Nat e il segreto di Eleonora

Nat e il segreto di Eleonora

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Ultima fatica di un ex animatore Disney, Nat e il segreto di Eleonora non avrà grandi ambizioni, ma proprio nella sua casalinga semplicità, che è altra cosa rispetto al piattume, trova l’ancora di salvezza.

E se Nat fosse stato un dislessico?

Nathanaël riceve un’eredità davvero bizzarra lasciatagli da sua zia Eleonora: una biblioteca e tutti i libri che essa contiene. Ogni opera è un pezzo originale e, di notte, gli eroi della letteratura per ragazzi escono dai loro libri. Natanaël comincia a fare la loro conoscenza e capisce di essere destinato a ereditare il compito della sua antenata: proteggerli. Se, per disgrazia, questi dovessero lasciare quella biblioteca, le loro storie sarebbero dimenticate per sempre e loro svanirebbero con esse. E proprio quando i suoi genitori decidono di vendere i libri, inizia l’avventura… [sinossi]

Caruccio. Nulla di più, però caruccio. Nat e il segreto di Eleonora, ultima fatica di un ex animatore Disney (Hercules, Tarzan, Le follie dell’imperatore)[1] nominato all’Oscar nel 2004 per il corto Destino [2], non avrà grandi ambizioni, ma proprio nella sua casalinga semplicità, che è altra cosa rispetto al piattume, trova l’ancora di salvezza. Non è poco, visto che gli strumenti narratologici utilizzati, dai protagonisti bambini che interagiscono coi personaggi delle fiabe al messaggio morale del film, tutto impregnato di pedagogismo “vecchio stampo”, non sono proprio di primissimo pelo. Eppure, nonostante ingredienti di seconda scelta, il cuoco riesce a rimediare una merenda gustosa, non eccessivamente dolciastra o sciapa, tantomeno stomachevole per gli over 10. Ci riesce, fra l’altro, con utensili minimi: sia l’animazione che il character design non sono certo ascrivibili al Barocco o al Gotico “Flamboyant”, e l’understatement grafico regna in ogni sequenza.

Ricapitoliamo: dalla sequela di “non” che infestano i periodi precedenti, avrete già capito che Nat è un film sufficiente per sottrazione. Cosa intendo? Beh, ci sono pellicole che, a dispetto della stessa materia di cui sono costituite, riescono. La Coproduzione franco-italiana di cui stiamo parlando è fra queste. E ne è un esempio quasi da manuale poiché, a parte alcuni elementi accessori della sceneggiatura [3], anche quest’ultima è quanto di più lineare immaginabile. Come fa, dunque, Monféry a cavarsela? Presto detto: Misura. Un eccezionale senso della misura. Così riesce a strapparti un sorriso per gag piccine piccine [4]. Così porta a casa la scena d’azione nel castello di sabbia. Così ci descrive con poche pennellate “giuste” una famiglia pericolosamente (nel senso spettacolare) normale.

L’assenza di sbavature ha dell’incredibile. In un’annata del Future Film Festival che ci ha consegnato scompensi quali l’ultra squilibrato Edison & Leo o l’affollatissimo e diseguale Eureka SeveN, poi, ha quasi del miracoloso. Miracolo, dicevamo, tutto di compostezza e riconoscimento del proprio posto, il che, in momenti di Hubris collettiva come l’inizio del secolo ventunesimo, è ancora più apprezzabile. Miracolo in gran parte dovuto sicuramente alla ventennale esperienza nel mondo dell’animazione del regista, memore del lungo apprendistato presso la magione del Topo. Luogo e periodo di indottrinamento e di certo tarpaggio d’ali, ma utili come non mai quando si deve approcciare un progetto popolare come il Nat qui presente. Che merita una rotonda promozione, senza infamia, con una lode che suona quasi come un comandamento obbedito: “Per non aver…”

Il vero segreto di Eleonora?
Ogni singolo volume della biblioteca è frutto di delazioni antisemite al tempo di Vichy.
Note
1. E ancora Duck Tales, The Movie-Secret of The Lamp, A Goofy Movie, Atlantis etc etc etc.
2. Ebbene sì! Proprio quel Destino (2003, dur. 6,47 min.), tratto dal progetto incompiuto di Salvador Dalì e Walt Disney, cominciato nel lontano 1945 e mai terminato, causa ristrettezze economiche. Il risultato, visibile sul solito Youtube, è comunque più che discutibile…
3. Fra questi, citiamo volentieri i sette nani che salvano Biancaneve da un momento di sconforto suicida, impedendole di mordere motu proprio la mela.
4. Naso di Pinocchio, ombra di Peter Pan, Cappuccetto e il Lupo, c’è tutto l’armamentario classico.
Info
Il trailer di Nat e il segreto di Eleonora.
Nat e il segreto di Eleonora su GKids.
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