One Night in Supermarket

One Night in Supermarket

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Nonostante il credito dell’opera prima e della produzione low budget, One Night in Supermarket manifesta limiti evidenti nella sceneggiatura e nella messa in scena. Alle due-tre gag convincenti fanno da contraltare i forzati e poco ispirati tormentoni comici, tenuti in piedi più dalla buona performance attoriale di Xu Zheng che dalla approssimativa scrittura. Presentato al Far East Film Festival 2010.

Piccoli registi crescono

È sera in un anonimo supermarket di un’anonima città cinese: il timido commesso Li Junwei è di turno assieme alla collega Tang Xiaolian, che lui filma di nascosto con il cellulare e della quale è innamorato oramai da tempo senza aver ancora trovato il coraggio di confessarle i propri sentimenti. La monotonia della serata viene improvvisamente interrotta, inequivocabilmente e definitivamente, dall’arrivo di He Shanshui, isterico e in cerca di vendetta. O meglio, di compensazione: chiede i 9500 RMB della vincita di una lotteria che non ha potuto ritirare a causa di un errore fatto dalla proprietaria del supermercato… [sinossi – catalogo Far East]

Yang Qing, classe 1980, formatosi alla Central Academy of Drama di Beijing e già sceneggiatore e regista televisivo (le serie Jia e Ai Ru Guo, entrambe del 2008), nonché autore di numerosi cortometraggi e videoclip, esordisce sul grande schermo con un lungometraggio a basso budget, con tempi relativamente rapidi di lavorazione. Una scelta, forzata o meno, che ci dice molto dei mutamenti dell’industria cinematografica cinese. Con tutti i suoi limiti e difetti, One Night in Supermarket rappresenta il tentativo seppur solo parzialmente riuscito di aggiornare linguaggio e logiche produttive di un cinema tradizionalmente limitato da veti, censure e via discorrendo – rimandiamo, come recentissimo esempio, alle più che prevedibili difficoltà distributive dell’horror Dream Home. Anche se il risultato è lontano dalla sufficienza, la strada è comunque interessante e senza dubbio potenzialmente più fertile del disastroso Sophie’s Revenge, produzione da box office che rischia di rappresentare, artisticamente parlando, un vicolo cieco per la cinematografia cinese.

Presentata alla dodicesima edizione dell’Udine Far East Film e girata in un economico digitale, l’opera prima di Yang Qing gioca la carta della commedia demenziale, optando per una location unica e assai limitata e mettendo in scena un cast affiatato e ridotto numericamente al minimo indispensabile. Un indie all’acqua di rose, con qualche buona trovata, una regia volenterosa ma abbastanza scolastica e dei personaggi fin troppo sopra le righe e alla lunga fastidiosamente monocorde.

Nonostante il credito dell’opera prima e della produzione low budget, One Night in Supermarket manifesta limiti evidenti nella sceneggiatura e nella messa in scena. Alle due-tre gag convincenti fanno da contraltare i forzati e poco ispirati tormentoni comici (il karaoke, le scosse eccetera), tenuti in piedi più dalla buona performance attoriale di Xu Zheng (He Shanshui) che dalla approssimativa scrittura. Yang Qing, autore anche dello script, abbozza personaggi bizzarri, dallo stolto sovrappeso all’isterica proprietaria, che hanno il solo pregio di agire in modo meccanicamente demenziale, strappando sparute risate. Nonostante il ricorso sistematico a qualche artificio registico (dai fermo immagine ai ralenti, passando per ardite angolazioni o improvvise accelerazioni della macchina da presa), il giovane filmmaker cinese non riesce a valorizzare la singolare ambientazione, a dare volume al piccolo supermercato. One Night in Supermarket sembra risentire delle esperienze televisive di Yang Qing più che delle ristrettezze economiche. Controproducente, infine, l’utilizzo della colonna sonora, invadente come le indifendibili risate finte di una sitcom.

Info
Il trailer originale di One Night in Supermarket.
La scheda di One Night in Supermarket sul sito del Far East.
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