Un poison violent

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Presentato alla Quinzaine, Un poison violent è l’esordio al lungometraggio di Katell Quillévéré: il ritratto di una adolescente, osservata con raffinatezza e descritta quasi con spirito documentario, in cui le cose appaiono e si rivelano come se tutto fosse imprevisto e inaspettato.

Adolescenza inquieta

L’adolescente Anna, tornando a casa dal suo collegio cattolico per le vacanze, scopre che il padre se n’è andato. Sua madre è devastata e confinata in campagna dove viene aiutata dal prete locale, mentre Anna si aggrappa all’adorato nonno. Intanto comincia a nascere una forte intesa con Pierre, un ragazzo dallo spirito libero che si preoccupa poco di questioni religiose. Anna continua a prepararsi per la sua conferma religiosa, ma il suo desiderio in erba per Pierre scuote la sua fede… [sinossi]

Un poison violent è il primo lungometraggio di Katell Quillévéré che la Quinzaine des Réalisateurs aveva scoperto con il cortometraggio À bras le corps nel 2007 (selezionato anche per i premi Césars) e cui hanno fatto seguito L’Imprudence e L’Echappée. Ambientato nel nord della Francia, in un piccolo paese che si affaccia sul mare, il film si svela lentamente, attingendo via via dai dettagli discreti della narrazione, le fasi per l’approfondimento e le linee da seguire di un percorso tortuoso ma essenziale.
Le vacanze della quattordicenne Anna sembrano destinate alla solitudine e al silenzio. L’amica d’infanzia sta per partire, il padre se n’è andato lasciando la madre nel caos dei suoi pensieri e dei suoi desideri, il paesaggio che la circonda sembra ostile o, almeno, indifferente. Segni confusi di un’adolescente inquieta che ancora non conosce i confini del proprio spazio e gestisce inconsapevolmente la libertà dei suoi anni. Come camminare su un filo con il pericolo di precipitare. Quello che non sa, però, è che solo nel precipitare troverà l’equilibrio necessario.

È raffinata Katell Quillévéré nel mettere in scena il suo personaggio e nel descrivere delicatamente il groviglio di fili di cui è composta questa storia. Il metodo è quello di seguire la protagonista in un girovagare casuale. La osserva con attenzione, indugia nei primi piani immersi di silenzio, assiste all’indecisione delle giornate e accoglie l’arrivo di nuovi personaggi. Il suo sguardo si muove all’unisono con quello di Anna, talvolta impaziente, talvolta sospeso in un’attesa senza forma. Fino a  quando, però, il rapporto con il vecchio nonno non inserisce nuovi elementi e apre gli spiragli nell’animo della ragazza. Tra loro l’affetto si fa gesto libero, parole da esprimere senza timore, pensieri anche indicibili che, infatti, sanno esprimersi seguendo altre strade. Ecco il punto di svolta, quando quei segni di cui si diceva, sembrano trovare lentamente una loro collocazione, come un puzzle di cui non si conoscono i contorni. Contemporaneamente, tutto, attorno a lei, sembra seguire una logica. Gli appuntamenti con l’amico Pierre, l’incontro con il padre, la preparazione per la cresima, il funerale.

Anna sviene e quando si sveglia il suo sguardo si fa un po’ più nitido. Il suo comportamento acquista decisione, il suo volto assume espressioni di maturità prima solo accennate. In questo senso Un poison violent sembra un documentario, perché sa scoprire il microcosmo che filma come se tutto fosse imprevisto, donando alle scene la flagranza dell’improvvisazione. Come quando, dopo la cresima, madre e figlia tornano in auto ma Anna, che è appena svenuta, non riconosce il posto dove è stata portata. Tutto è nuovo e tutto è famigliare. Anche le vecchie canzoni del nonno, da un giradischi di mille anni fa, risuonano insolite e riempiono di luce gli ambienti e i pensieri e si mescolano abilmente alle musiche della colonna sonora, contaminando il film dal suo interno e arricchendolo di sensazioni. La fine dell’estate coincide con la ripresa della vita di tutti i giorni. Il collegio, la sveglia al mattino, la scuola. E poi la cesura necessaria. La morte del nonno e, come definitiva rivelazione, lo schiudersi intorno ad Anna, di un nuovo modo, più irriverente e colorato di vedere, con nuovi nomi da dare alle cose.

Info
Il trailer di Un poison violent su Youtube.
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