Italia (de)genere – La nuova onda

Italia (de)genere – La nuova onda

Visto che il dibattito sullo stato del cienma di genere in Italia continua a tenere banco, senza che da un punto di vista delle grandi produzioni cambi alcunché, perché non lanciarsi in un viaggio nel sottobosco indipendente, alla ricerca di quell’Italia (de)genere che in barba alla prassi industriale cerca nuove vie al visionario? Tra pre e post produzioni e film pronti per essere visti, un breve excursus nel cinema di genere battente bandiera tricolore.

Da troppi anni si parla di una possibile rinascita del cinema di genere in Italia. Era l’argomento all’ordine del giorno al Lido di Venezia nel settembre del 2004, quando la Mostra ospitò la mastodontica retrospettiva Italian Kings of the B’s, ma non successe nulla. In quell’edizione del festival venne presentato in anteprima anche Occhi di cristallo, thriller diretto da Eros Puglielli che guardava con deferenza alla “golden age” del cinema italiano: la distribuzione in sala fu un completo disastro, e Puglielli fu costretto a rifugiarsi nell’uscita in Home Video per il successivo AD Project (stesso destino toccato in sorte ad Alex Infascelli e al suo H2Odio). Di anno in anno si è continuato a rimandare il ritorno in auge dei nipotini di Argento, Bava, Deodato, Fulci, Margheriti e via discorrendo, senza rendersi conto che in realtà nel sottobosco invisibile dell’indipendenza e dell’autoproduzione il tanto sospirato ritorno era già iniziato!
Anche parlando di Shadow, l’ottimo film di Federico Zampaglione mandato al macello dalla distribuzione e dagli esercenti, in pochi hanno avuto la voglia (o la capacità) di spostare lo sguardo un po’ più in là. Nell’ultimo numero di Nocturno Pierpaolo De Sanctis ha curato una bella mappatura dell’underground nostrano, alla quale abbiamo contribuito con un paio di interventi. Questo piccolo spazio vuole porsi come ulteriore contributo alla causa del cinema “disperso” italiano: vi proponiamo infatti nove tra teaser e trailer di film indipendenti di (vario) genere. Alcuni, come Villa di Calogero Venezia, hanno già ricevuto il loro battesimo in una proiezione ufficiale; altri, come l’opera seconda di Gabriele Albanesi Nelle fauci di Ubaldo Terzani, sono in fase di post-produzione; altri ancora, infine, devono ancora affrontare l’iter delle riprese (Beware of the Dog di Giovanni Bufalini, di cui finora è stato girato solo lo splendido teaser che trovate qui sotto). Manca ovviamente molto, dall’ultimo, eccezionale, Lorenzo Bianchini (Occhi) al folle home-made La grata dei “poveranici” Fabio Morichini e Matteo Sapio, per non parlare delle produzioni degli ultimi tre/quattro anni. Ma ci sarà tempo anche per loro, prossimamente. Vi avranno anche detto che l’horror, il thriller, la fantascienza, il fantasy, lo splatter, in Italia non hanno un terreno fertile su cui attecchire, ma si sbagliavano. E di grosso. Vedere per credere!

 

1. BEWARE OF THE DOG
di Giovanni Bufalini
Genere: Slasher Movie
Stato attuale: Pre-produzione

Il trailer che trovate qui sotto raccoglie anche le uniche riprese finora girate del progetto di Giovanni Bufalini. Il regista orvietano, infatti, ha scelto questa via nel tentativo di trovare un produttore che potesse permettergli di portare a termine il film: il risultato è una preview sorprendente, in cui l’utilizzo della pellicola super-16 permette di enfatizzare uno stile ricco, mai banale, avulso agli schemi del cinema italiano contemporaneo. Con un occhio allo slasher movie d’oltreoceano (Tobe Hooper e Wes Craven qui non sono certo passati invano) e un altro al tessuto sociale italiano, tra busti di Mussolini e musichette di regime, Beware of the Dog promette davvero molto. Speriamo che qualche casa di produzione abbia la lungimiranza di comprenderlo…

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2. EATERS
di Luca Boni, Marco Ristori
Genere: Zombie Movie post-apocalittico
Stato: Produzione

Paradossi del cinema: da mesi i siti di mezzo mondo si stanno rimpallando l’un con l’altro notizie su Eaters, progetto post-apocalittico affidato alle mani di Luca Boni e Marco Ristori. E in Italia? Tranne siti e riviste specializzate, il silenzio più totale… E sì che ci sarebbero cose da dire a riguardo: innanzitutto il film segna il ritorno dello zombie-movie in Italia; si tratta poi di un ibrido tra horror e fantascienza, altro genere non proprio di prammatica dalle nostre parti. Le immagini che si trovano in rete, e che vi proponiamo qui sotto, servono a stuzzicare ulteriormente la curiosità: uno scenario post-apocalittico in cui si muovono due cacciatori di zombie, un utilizzo tutt’altro che sprovveduto di green screen e potenziamenti digitali, le interpretazioni dei “Licaoni” Guglielmo Favilla e Alex Lucchesi, la presenza in veste di “presentatore” di Uwe Boll. Già, perché a Boll l’idea è piaciuta e ha creduto nel progetto a tal punto da impegnarsi in prima persona. In Italia, invece, tante sono state le porte chiuse in faccia ai due registi. Non è un caso, forse, che lo slogan di lancio di Eaters reciti: Three Years After the End, Two Men, One Enemy, Zero Hopes

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3. FANTASMI – ITALIAN GHOST STORIES
di AA.VV.
Genere: Horror
Stato: Post-produzione

La pratica dei film dell’orrore costruiti legando insieme diversi episodi è largamente diffusa, in particolar modo in estremo oriente: nazioni come la Thailandia e il Giappone, da questo punto di vista, rappresentano il vero e proprio esempio da seguire. Nella dormiente penisola a forma di stivale a lanciarsi in una sfida di questo tipo è Gabriele Albanesi (già regista de Il bosco fuori e Nelle fauci di Ubaldo Terzani, di cui si parlerà sotto), qui nelle vesti di produttore insieme al Dams dell’Università di Tor Vergata. Cinque episodi diretti da sei registi, a cui si aggiungerà un breve prologo introduttivo diretto da Nicola Lazzerotti: Offline di Andrea Gagliardi, Fiaba di un mostro di Stefano Prolli, La medium di Roberto Palma, 17 novembre di Tommaso Agnese, Urla in collina di Omar Protani e Marco Farina (di cui consigliamo anche il divertito e divertente cortometraggio Dietro lo schermo). Attualmente si sta affrontando la post-produzione del quinto episodio, mentre gli altri sono tutti già completatati. Insieme a Pierpaolo De Sanctis e Francesco Del Grosso abbiamo avuto l’occasione di selezionare e vedere in anteprima Offline al Roma3 FilmTeatroFest (durante il quale abbiamo dato ampio spazio alle produzioni indipendenti di genere) e l’impressione è quella di un progetto che potrebbe davvero colpire nel segno la distribuzione nazionale, portando alla ribalta l’horror più allusivo e meno grandguignolesco. Sempre che la paura di rischiare non paralizzi distributori ed esercenti, ovviamente…

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4. THE HUNT
di Andrea Iannone
Genere: Horror
Stato: Completato

Per quanto The Hunt possa apparire, fin dal trailer, un prodotto più artigianale rispetto al resto dei film presentati in questo breve excursus, il suo inserimento ci permette di spostare lo sguardo sulla realtà del Cinematografo Poverania: questo gruppo di lavoro, nato a Roma un paio di anni fa, sta permettendo di trovare visibilità a opere autoprodotte, fieramente indipendenti e a basso (se non bassissimo) budget, alle quali altrimenti sarebbe stato precluso qualsiasi rapporto con il pubblico. Senza andare a citare i vari titoli passati i rassegna dal Cinematografo Poverania, ci permettiamo di prendere a esempio proprio The Hunt, per almeno un paio di motivi: è un’opera di genere (slasher movie sanguinolento con fascinazioni demoniache ma non privo di ironia) ed è diretta da un regista giovanissimo. Andrea Iannone è infatti del 1988, e aveva appena ventuno anni al termine della post-produzione del film. Se il cinema italiano sta forse iniziando a svecchiarsi, è anche grazie ad autori come lui.

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5. THE MUSEUM OF WONDERS
di Domiziano Cristopharo
Genere: Fiaba nera
Stato: Post-produzione

Ed ecco un’altra crudele anomalia della distribuzione cinematografica italiana: House of the Flesh Mannequins, che nel 2008 ha segnato l’esordio alla regia di Domiziano Cristopharo, ha girovagato nei festival di mezzo mondo ottenendo applausi, incitazioni, peana. Da noi se n’è discusso quasi esclusivamente per una squallida querelle sorta durante le riprese. Cristopharo ci riprova ora con The Museum of Wonders, spostando nettamente l’ago della bilancia: non più atmosfere orrorifiche, ma un salto nella fiaba nera, orchestrata attraverso una messa in scena curata e sorprendente. Dopotutto il trailer parla decisamente da solo. Il film, già presentato in anteprima a marzo all’Artempo Cervelletta di Roma, è tornato in post-produzione per migliorie da apportare in fase di missaggio, ma il suo regista non sembra aver alcuna intenzione di rimanere con le mani in mano: sta infatti già lavorando a Bloody Sin, che lui stesso ha definito un porno/horror e che, a giudicare dal trailer proiettato in anteprima assoluta al Roma3 FilmTeatroFest, sposta ulteriormente lo sguardo in ambienti avant-pop. Staremo a vedere, con la speranza che il cinema di Cristopharo non rimanga un privilegio per pochi in Italia.

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6. NELLE FAUCI DI UBALDO TERZANI
di Gabriele Albanesi
Genere: Thriller
Stato: Post-produzione

Il secondo lungometraggio da regista di Gabriele Albanesi dopo Il bosco fuori si distacca dallo slasher movie di matrice statunitense che permeava il substrato del primo film per spostarsi in atmosfere più allusive, concentrate maggiormente sul “non visto”. Un viaggio paranoide e sospeso con angoscia tra immaginazione e realtà, che permette ad Albanesi di muoversi in territori slegati dall’effettaccio a tutti i costi (anche se l’apporto in fase di trucchi ed effetti speciali di Sergio Stivaletti si fa sentire, soprattutto nel finale). Probabilmente uscirà solo per il mercato home video, venendo relegato ancora una volta nel recinto per i maniaci del genere: non resta che augurare a Nelle fauci di Ubaldo Terzani (il titolo omaggia Ubaldo Terzano, storico operatore di macchina e direttore della fotografia, sodale di Mario Bava e al lavoro anche su Profondo rosso di Dario Argento) la stessa fortuna distributiva ottenuta all’estero da Il bosco fuori

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7. R.A.C.H.E. – GENESI
di Mariano Equizzi
Genere: Fantascienza/Cyberpunk
Stato: Pre-produzione

La storia produttiva di R.A.C.H.E. – Genesi di Mariano Equizzi è decisamente esemplificativa delle difficoltà cui vanno incontro autori che non hanno alcuna intenzione di allinearsi alle commedie e ai drammi borghesi di cui pullula il cinema italiano contemporaneo. L’idea del film nasce da una creatura letteraria di Valerio Evangelisti: quando Equizzi decide di trasportarla sullo schermo, nelle vesti di un mediometraggio, siamo nel 2003. Nel novembre del 2005 Evangelisti R.A.C.H.E. (questo il primo titolo) approda in anteprima al Science + Fiction di Trieste, per poi ricevere peana e premi perfino in Giappone, vera e propria patria del cyberpunk (genere di riferimento del film, insieme a sentori di fantascienza apocalittica). Nel frattempo il film era già diventato R.A.C.H.E. – Genesi, con un montaggio diverso e delle aggiunte: una oculata distribuzione online, con il mediometraggio visibile in streaming, aumenta i clamori giustificati intorno al progetto. Un lavoro bellissimo, che però trova tutte le porte distributive chiuse a tripla mandata! Risultato? R.A.C.H.E. – Genesi non è ancora diventato un lungometraggio, e forse non lo diventerà mai…

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8. ULTRACORPO
di Michele Pastrello
Genere: Horror
Stato: Post-produzione

Potrà apparire bizzarro l’inserimento di un cortometraggio all’interno di un excursus in cui vengono presi in considerazione film indipendenti decisi a confrontarsi con la lunga distanza. Eppure ci sembra doveroso dedicare il giusto spazio al nuovo progetto di Michele Pastrello: il giovane regista veneziano torna al lavoro dopo i giusti meriti tributatigli per Nella mia mente e 32. Il trailer di Ultracorpo ci trascina in un’atmosfera paranoica, che fa tornare alla mente i baccelloni de L’invasione degli ultracorpi quanto le direttrici dell’horror politico degli anni ’70: nel breve ma sconvolgente monologo dell’ottimo Diego Pagotto si nascondono i germi di un cinema libero, che interpreta il genere come grimaldello per scardinare l’orrore della realtà. Il corto sta attualmente completando le fasi di post-produzione, speriamo di poterlo vedere al più presto completato.

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9. VILLA
di Calogero Venezia
Genere: Psycho-Thriller
Stato: Completato

Concludiamo questo viaggio, volutamente parziale (nulla vieta di tornare sull’argomento in futuro), con uno degli esordi più sorprendenti del cinema italiano. Villa, opera prima del modenese Calogero Venezia, è un clamoroso psycho-thriller in grado di trascinare lo spettatore in un universo in cui la realtà non è mai perfettamente riconoscibile: ansiogeno, disturbato e appassionante, il cinema di Calogero Venezia dimostra di saper far fronte alle ristrettezze economiche senza per questo abbandonare la via dello stile. Una regia armoniosa, circolare, avvolgente e soffocante allo stesso tempo, per un film che lascia senza fiato. La prima nazionale, dopo alcune proiezioni locali in quel di Modena, è stata ospitata al Teatro Palladium durante le giornate del Roma3 FilmTeatroFest, seguita da un pubblico magari ristretto ma non per questo meno curioso o sorpreso. L’impressione è che Venezia possa regalare ancora molto al cinema italiano: speriamo di averne conferma a breve (in estate dovrebbero iniziare le riprese di un cortometraggio che lo stesso autore ha definito “Survival Social Zombie Horror”). Noi attendiamo fiduciosi.

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