Vital – Autopsia di un amore

Vital – Autopsia di un amore

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Una confezione visiva e sonora di ottimo livello, con i sottotitoli in italiano a sbrogliare la matassa della lingua originale: basterebbe anche solo questo per considerare il dvd di Vital un acquisto a dir poco essenziale per tutti gli amanti del cinema, senza dubbio una delle sortite editoriali più importanti dell’estate 2010.

Nonostante le sempre rare sortite nelle sale italiane, il cinema di Shinya Tsukamoto continua a essere una delle parentesi artistiche giapponesi più note al pubblico cinefilo nostrano: se è infatti vero che solo A Snake of June riuscì a trovare spazio sul grande schermo nell’oramai lontano 2003, seppur in un numero assai limitato di copie, c’è da dire che se si eccettuano casi specifici sporadici (Gemini, Nightmare Detective 2, l’ultimo Tetsuo: The Bullet Man), i lungometraggi diretti dal cinquantenne cineasta nipponico hanno avuto sempre l’occasione di raggiungere quantomeno il mercato home video. Un privilegio tutt’altro che comune per quanto concerne la cinematografia giapponese, in una riprovevole prassi distributiva che tende tutt’ora a ghettizzare le opere provenienti da aree geografiche lontane dal rassicurante occidente.

Anche per questo motivo troviamo particolarmente meritevole di attenzione il lavoro della Koch Media, che in collaborazione con la Eskimo (e con Revolver, che comprò i diritti del film a ridosso della sua proiezione veneziana nel 2004), permette di aggiungere un ulteriore tassello della poetica tsukamotiana, dando visibilità a un’opera tutt’altro che semplice da affrontare, anche per coloro che hanno dimestichezza con il cinema del regista della saga di Tetsuo. Una confezione visiva e sonora di ottimo livello, con i sottotitoli in italiano a sbrogliare la matassa della lingua originale: basterebbe anche solo questo per considerare il dvd di Vital un acquisto a dir poco essenziale per tutti gli amanti del cinema, senza dubbio una delle sortite editoriali più importanti dell’estate 2010. Ma, senza accontentarsi del film nudo e crudo, il dvd regala agli spettatori un numero strabiliante di contenuti speciali, la maniera migliore per cercare di entrare in profondità tra le pieghe di un dramma cupo e coraggiosamente onirico, lontano dalle sirene cyberpunk degli esordi di Tsukamoto e ideale seguito di A Snake of June: un viaggio nel senso stesso dell’umanità.

È lo stesso Tsukamoto, in un’intervista portata a termine nella sede della Kaiju Theatre (la storica casa di produzione fondata negli anni ottanta dal regista per riuscire a mettere in scena le proprie storie) il 6 marzo del 2005, a spiegare il senso più intimo della pellicola, riproponendo alcune delle chiavi di lettura più ricorrenti all’interno della sua poetica autoriale: l’oppressiva presenza della metropoli di Tokyo, che ha finito nel corso dei decenni per spersonalizzare gli uomini e le donne che la abitano, trasformandoli di fatto in involucri privi di un reale “io” da coltivare; l’incubo industriale che fa capolino da ogni dove; e infine la disperata lotta delle relazioni interpersonali contro questo scenaria apocalittico. Tutti punti fermi sui quali Tsukamoto si dilungò anche in nostra presenza, al Festival di Locarno del 2005, quando lo intervistammo in occasione della proiezione del suo splendido mediometraggio Haze, e che ribadisce con forza nell’extra Tsukamoto Talks: la ricerca della verità, o della propria memoria come nel caso del giovane protagonista di Vital, deve procedere anche a fronte di un eventuale (e forse preventivabile) insuccesso perché, come ci insegna Tsukamoto “non otterremo risposte esatte, ma forse otterremo qualche tipo di risposta”. Se Tsukamoto Talks ci permette di saperne di più sullo Tsukamoto-autore, e forse anche sullo Tsukamoto-uomo, i venti minuti o poco meno nei quali si sviluppa Making Vital trascinano lo spettatore direttamente sul set del film, per scoprire i segreti dello Tsukamoto-regista: il backstage è l’occasione ghiotta per entrare in contatto con una prassi produttiva non poi così comune nel panorama contemporaneo, e non solo in quello giapponese. Pedinando la troupe da Yokohama fino alla remota spiaggia di Gushito, veniamo poco per volta resi edotti di un approccio straordinariamente libero alla messa in scena: un clima ideale per instaurare l’ottimo rapporto con tutti i membri della troupe che sembra respirare dalle immagini selezionate. Vedere per credere il divertente festeggiamento per il compleanno di Tadanobu Asano.

Anche ne Il giorno della prima si festeggia un compleanno: stavolta però siamo a Venezia, durante le giornate della Mostra del Cinema (che accolse il film in anteprima mondiale durante la prima edizione gestita da Marco Müller). In dieci minuti viene descritta la vita di Tsukamoto e dei membri del cast nel corso della kermesse: il giro per i mercati popolari, le interviste programmate, la conferenza stampa, l’incontro con i fan. Ma soprattutto la vita di tutti i giorni: e allora quello che potrebbe sembrare il contenuto speciale meno in grado di addentrarsi nella lettura del film diventa in realtà a suo modo indispensabile per comprendere il percorso artistico di un regista che da più di venti anni continua a proporre la sua visione dell’uomo e della società industriale, senza lasciarsi attrarre dalle lusinghe del cinema commerciale.

Ps: A completare l’ottimo dvd licenziato dalla Koch Media anche un trailer musicale (sulle note di Blue Bird di COCCO), e un’esauriente galleria fotografica.
Info
Il trailer di Vital.
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