Splice
di Vincenzo Natali
Splice è un film dalla duplice personalità, spaccato in due parti ben distinte che una volta entrate in contatto implodono fino a vanificare l’intera operazione. Se l’ibridazione di generi è stata un elemento costante e vincente nella seppur esigua filmografia di Natali, qui ne rappresenta il punto debole.
O.G.M. = Organismo Geneticamente Mortale
Elsa e Clive, due scienziati giovani e ribelli, sfidano le norme dell’etica scientifica con il loro audace esperimento: combinare DNA umano e animale per creare un nuovo tipo di organismo vivente. Chiamata Dren dai suoi ‘genitori’, la creatura, un ibrido straordinario, cresce rapidamente fino a diventare prevedibilmente pericolosa. Dopo poco tempo quella che sembrava essere una scoperta in grado di rivoluzionare il mondo della scienza si rivelerà il più grande errore mai commesso… [sinossi]
Letteralmente il termine splice può essere tradotto in accoppiare ed è proprio ciò che viene fatto per scopi scientifici nei laboratori dove è ambientato l’ultimo film di Vincenzo Natali, Splice appunto. Da sempre votato a storie a confine tra scienza e fantascienza, nel quale trovano spazio abbondanti dosi di azione, thriller e horror, il regista italo-canadese, balzato all’attenzione di critica e pubblico grazie al sorprendente Cube, confeziona un nuovo “esperimento filmico” nel quale personaggi ed eventi si mescolano per dare alla luce e al buio delle sale un ibrido di generi. Il risultato è un fanta-horror che per i primi quaranta minuti abbondanti cattura e tiene incollati alla poltrona, ma che per la restante metà perde via via pezzi fino al definitivo crollo nel suo prevedibile e facile epilogo.
Un’occasione persa verrebbe da dire, che lascia l’amaro in bocca al solo pensiero di ciò che l’ultima fatica di Natali avrebbe potuto essere in termini di riuscita e potenza espressa, ma che al contrario non è stato a causa di un imperdonabile cedimento tanto dal punto di vista strutturale quanto da quello più squisitamente narrativo. La pellicola cede infatti sotto il peso di un accumulo di ottimi propositi che la sceneggiatura non riesce più a sostenere quando questi hanno finito di manifestarsi e si è giunti al momento di chiudere il cerchio. Splice è un film dalla duplice personalità, spaccato in due parti ben distinte che una volta entrate in contatto implodono fino a vanificare l’intera operazione. Se l’ibridazione di generi è stata un elemento costante e vincente nella seppur esigua filmografia di Natali, che oltre al fulminate esordio del 1997 può contare sugli interessanti Cypher e Nothing (al quale si vanno ad aggiungere il documentario Getting Gilliam sulla produzione di Tideland di Terry Gilliam e l’episodio del film collettivo Paris, Je t’aime), qui ne rappresenta il punto debole. Fino a quando orrore e fantascienza viaggiano parallelamente sui binari drammaturgici, la pellicola mette in mostra una forza e una consistenza sia sul versante narrativo, con personaggi e plot ben delineati e sviluppati, sia su quello visivo grazie alla solidità tecnico-stilistica di un regista in stato di grazia.
Natali è attento anche ai minimi dettagli, curando allo stesso modo la componente interpretativa del suo cast (bravissima Sarah Polley nel ruolo di Elsa a mantenere il controllo, in particolar modo quando il suo personaggio perde di credibilità e il film collassa al momento della collisione dei registri, al contrario della performance di Adrien Brody che nel ruolo di Clive regala alla sua filmografia l’ennesima prova incolore di chi ha scoperto improvvisamente di avere un mutuo sulle spalle e le bollette da pagare: da Giallo a Predators, passando proprio per Splice), ma soprattutto quella della messa in scena che si esplica attraverso una prima parte di film in equilibrio tra tensione al cardiopalma e orrore latente non manifesto. Quando tutto ciò viene a mancare, Natali finisce con il perdere la bussola, trovandosi al cospetto di un prodotto diametralmente opposto nel quale l’intrattenimento spicciolo prevale sull’autorialità. Scene e situazioni da prima serie, diventano (in)volontariamente paradossali e persino comiche (vedi la scena di sesso tra lo scienziato e il suo esperimento, con tanto di terza incomoda che scopre l’imbarazzante tradimento), trasformando di fatto una storia incentrata su una tematica impegnativa e delicata come l’uso distorto della scienza (fino a dove si può spingere l’uomo), in uno spunto per la creazione dell’ennesimo capitolo dell’eterno conflitto tra l’uomo e la creatura che ha forgiato contro natura (Frankenstein solo per fare un esempio), con tutto il suo carico di moralità e spiritualità al seguito. In Splice a rivoltarsi contro il suo creatore terreno è la cosiddetta Chimera, organismo vivente nato mescolando DNA umano con quello animale, che non fa gridare all’originalità se si pensa in prima istanza a una pellicola come Specie mortale (fusione tra DNA umano ed extraterrestre), ma che quantomeno riesce a raccontare una storia nella quale solitudine, dolore e cattiveria, non sono fini a se stessi ma appaiono come reazione al rifiuto e alla disperazione.
Splice è in definitiva un film di genere che punta in alto per tematiche e approccio, ma che purtroppo, come nella stragrande maggioranza dei casi, decide di chiudersi a riccio, magari scegliendo il male minore quando è venuto il momento di prendersi le proprie responsabilità fregandosene di tutto e di tutti.
Info
Il trailer di Splice.
- Genere: drammatico, fantascienza, horror
- Titolo originale: Splice
- Paese/Anno: Canada, Francia, USA | 2009
- Regia: Vincenzo Natali
- Sceneggiatura: Antoinette Terry Bryant, Doug Taylor, Vincenzo Natali
- Fotografia: Tetsuo Nagata
- Montaggio: Michele Conroy
- Interpreti: Abigail Chu, Adrien Brody, Brandon McGibbon, David Hewlett, Delphine Chanéac, Sarah Polley, Simona Maicanescu
- Colonna sonora: Cyrille Aufort
- Produzione: Canal+, Copperheart Entertainment, Dark Castle Entertainment, Gaumont, Senator Entertainment Co, Téléfilm Canada, TPS Star
- Distribuzione: Videa CDE
- Durata: 104'
- Data di uscita: 11/08/2010




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