Shrek e vissero felici e contenti

Shrek e vissero felici e contenti

di

La ricerca di una unità narrativa più netta, più solida per evitare di perdersi nel marasma da sequel, da un lato ha dato coerenza al film e una linearità apprezzabile, ma dall’altro ha fatto sì che la creatività e l’imprevedibilità fossero limitate e l’effetto comico ne ha risentito. Quello che manca a Shrek e vissero felici e contenti è l’essenza della serie, la continua presa in giro degli stilemi della favola classica, il decostruire l’identità dei personaggi.

The end… (maybe)

Dopo aver sfidato un terribile drago, salvato una bella principessa e preso le redini del regno dei suoceri, cosa può fare d’altro un orco? Beh, se siete Shrek, diventerete un ottimo uomo di casa. Invece di spaventare gli abitanti del villaggio come una volta, Shrek si trova ad autografare forconi. Cosa è successo al ruggito di quest’orco? Colmo di nostalgia verso i giorni in cui si sentiva un vero orco, Shrek stringe un patto con il nano Tremotino. Così Shrek finisce per ritrovarsi in una folle versione alternativa di Molto Molto Lontano, dove gli orchi vengono cacciati, Tremotino è re e Shrek e Fiona non si sono mai incontrati. Ora tocca a Shrek disfare tutto quello che ha dovuto combinare per salvare i suoi amici, riprendere il potere e riconquistare il suo unico vero amore… [sinossi]

Meno comico, più riflessivo, meno travolgente, meglio costruito. Pregi e difetti di Shrek e vissero felici e contenti di Mike Mitchell, quarto e probabilmente ultimo episodio della saga cartoon più irriverente degli ultimi anni. Qualche nuovo personaggio, ma appena abbozzato, un malvagio efficace nell’aspetto ma dal movente un po’ debole, la consueta ottima struttura grafica impreziosita da qualche sequenza in 3D efficace, ma una certa fatica nel portare avanti la narrazione in maniera brillante, nonostante il tentativo di stravolgere un po’ le situazioni classiche degli episodi precedenti, per portare aria nuova nelle avventure dell’ormai papà verde alla ricerca della serenità perduta.

Shrek soffre infatti di una crisi d’identità dopo essersi trasformato in un perfetto padre di famiglia, con i suoi doveri e la sua routine: i bambini che piangono e i turisti che passano in giardino ad ammirare il suo tugurio, gli amici che invadono casa e i disastri da rimettere in ordine prima di andare a dormire. E via di nuovo giorno dopo giorno.
E allora, meglio un giorno da orco o cento da pecora? Disposto a tutto per recuperare il carisma perduto, Shrek compra da Tremotino ventiquattro ore da flagello delle fiabe per provare nuovamente il brivido di incutere terrore. Il prezzo è un giorno qualsiasi della sua vita, do ut des, ma il raggiro è dietro l’angolo. Tremotino sceglie il giorno della nascita di Shrek e fa sì che il nostro eroe non sia mai esistito. Conseguenze: si capovolge il mondo delle favole, il re e la regina di Molto Molto Lontano sono deposti, il nuovo cattivo governa sovrano, le streghe sono il suo esercito di terribili amazzoni, i buoni sono costretti al ruolo di buffoni di corte oppure si riducono ad animali da soma (come Ciuchino tornato a trainare carretti) o compagnia (come un obeso Il gatto con gli stivali, ancora una volta il più divertente dei personaggi), ma soprattutto Fiona e Shrek non si sono mai conosciuti. Tutto per egoismo, per la voglia di provare a se stesso di non essere un mostro in pensione. Shrek vende l’anima al diavolo senza neanche rendersene conto, ma poi una volta rinsavito, dà inizio alla sua corsa contro il tempo per rimettere tutte le cose al proprio posto. Un film che dura un giorno, un percorso di maturazione che è in fondo l’unico tema sottostante questa quarta avventura: la realizzazione personale per la soddisfazione individuale contro i sacrifici da fare per mantenere la stabilità familiare e garantire il bene dei propri cari.

Molto più una commedia su com’è difficile fare il papà e il marito a tempo pieno che un cartoon dissacrante come negli anni scorsi. Si ha l’impressione che questa storia sarebbe potuta essere un normale lungometraggio con attori veri e un po’ di effetti speciali. La ricerca di una unità narrativa più netta, più solida per evitare di perdersi nel marasma da sequel, da un lato ha dato coerenza al film e una linearità apprezzabile, ma dall’altro ha fatto sì che la creatività e l’imprevedibilità fossero limitate e l’effetto comico ne ha risentito. Quello che manca a Shrek e vissero felici e contenti è l’essenza della serie, la continua presa in giro degli stilemi della favola classica, il decostruire l’identità dei personaggi così come sono noti al grande pubblico, la surrealtà delle situazioni, il citazionismo colto. Ovvio che ci si aspetti il lieto fine, si tratta pur sempre di una favola per bambini, ma quello che delude è che una volta Shrek era una favola anche per bambini, laddove a divertirsi maggiormente erano di sicuro i genitori.

Info
Il trailer di Shrek e vissero felici e contenti.

  • Shrek-e-vissero-felici-e-contenti-2010-Mike-Mitchell-10.jpg
  • Shrek-e-vissero-felici-e-contenti-2010-Mike-Mitchell-01.jpg
  • Shrek-e-vissero-felici-e-contenti-2010-Mike-Mitchell-02.jpg
  • Shrek-e-vissero-felici-e-contenti-2010-Mike-Mitchell-03.jpg
  • Shrek-e-vissero-felici-e-contenti-2010-Mike-Mitchell-04.jpg
  • Shrek-e-vissero-felici-e-contenti-2010-Mike-Mitchell-05.jpg
  • Shrek-e-vissero-felici-e-contenti-2010-Mike-Mitchell-06.jpg
  • Shrek-e-vissero-felici-e-contenti-2010-Mike-Mitchell-07.jpg
  • Shrek-e-vissero-felici-e-contenti-2010-Mike-Mitchell-08.jpg
  • Shrek-e-vissero-felici-e-contenti-2010-Mike-Mitchell-09.jpg

Articoli correlati

  • Venezia 2016

    Pets-Vita-da-animaliPets – Vita da animali

    di , Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2016, Pets – Vita da animali di Chris Renaud e Yarrow Cheney non aggiunge nulla di realmente significativo alla filmografia e alle strategie della Illumination Entertainment.
  • Animazione

    Kung Fu Panda 3

    di , Giunto cinque anni dopo il suo predecessore, Kung Fu Panda 3 mostra, per il franchise targato Dreamworks, un inizio di usura nella formula, appena mitigata dall’inserimento delle tematiche familiari e di quelle dell’identità.
  • Animazione

    Dragon Trainer 2 RecensioneDragon Trainer 2

    di Dean DeBlois firma un sequel tecnicamente ineccepibile, ma sostanzialmente superfluo, narrativamente soffocato dalla sovrastruttura spettacolare.
  • Animazione

    Cattivissimo Me 2

    di , L'ex-supercattivo Gru, attorniato dalle tre figlie e dalla solita fiumana di buffi e pasticcioni minion, dovrà rimettersi in azione per sventare un piano criminale (supercriminale!) e salvare il pianeta. Ma l'impresa più ardua sembra essere quella paterna. E materna...
  • Animazione

    Madagascar 3 – Ricercati in Europa

    di , , Alex il leone, Marty la zebra, Melman la giraffa e Gloria l'ippopotamo stanno ancora cercando di tornare nella loro amata Grande Mela...
  • Animazione

    Il gatto con gli stivali RecensioneIl gatto con gli stivali

    di Spolpato fino all'osso l'orco verde, che già al secondo episodio mostrava la corda, alla DreamWorks non restavano che due strade: imbarcarsi in uno stiracchiato spin-off o imbastire una nuova storia e dei nuovi personaggi. Il gatto con gli stivali è la scelta facile, la via più breve...
  • Animazione

    happy-feet-2Happy Feet 2

    di , , Superiore all'originale ma lontano anni luce da uno standard narrativo accettabile, Happy Feet 2 scivola nel consueto e malsano meccanismo di troppa animazione in computer grafica: un susseguirsi di siparietti e gag...
  • Animazione

    Kung Fu Panda 2

    di Po sta vivendo il suo sogno come Guerriero Dragone, proteggendo la Valle della Pace insieme ai suoi amici maestri di Kung Fu, i Cinque Cicloni: Tigre, Scimmia, Mantide, Vipera e Gru. La nuova vita di Po è però offuscata dall'arrivo di un nuovo formidabile cattivo, Lord Shen...
  • Animazione

    Madagascar 2 RecensioneMadagascar 2 – Via dall’isola

    di , Madagascar 2 fallisce da qualsiasi punto di vista: per i bambini è divertimento ben povero, costretti come sono a inseguire una serie di digressioni spudoratamente appiccicate per attirare il pubblico adulto; d’altro canto, per gli adulti la partita si gioca a carte troppo scoperte per non risultare stanco e ripetitivo.
  • Animazione

    Kung Fu Panda RecensioneKung Fu Panda

    di , Po è il fan di kung fu più sfegatato che si sia mai visto. Improvvisamente chiamato a esaudire un’antica profezia, i sogni di Po si avverano e il panda entra a far parte del mondo del kung fu per allenarsi al fianco dei suoi idoli, i leggendari Cinque Cicloni...

COMMENTI FACEBOOK

Commenti

Lascia un commento